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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/05/2011  -  stampato il 05/12/2016


Approvazione Senato una tantum alle forze di polizia. Intervista al Sen. Saltamartini.

Via libera definitivo dell'Aula del Senato al decreto legge che prevede la corresponsione di assegni 'una tantum' al personale delle Forze di Polizia, delle Forze Armate e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Il provvedimento, approvato con 140 sì, 1 no e 104 astenuti, ora e' legge. Sarà incrementata di 115 milioni di euro, per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013, la dotazione annuale di 80 milioni del fondo per il finanziamento di misure perequative per il personale del comparto, interessato dal blocco degli aumenti delle retribuzioni dei dipendenti pubblici. Si tratta, complessivamente, di una manovra di 345 milioni di euro. Analizziamo nei dettagli le novità che apporterà questa legge assieme al senatore Filippo Saltamartini.
Cosa cambierà per le nostre Forze dell'Ordine, senatore Saltamartini?
 
"Questa legge dà attuazione, nell'ambito del rapporto del pubblico impiego all'impiego delle pubbliche amministrazioni, al principio di specificità per il comparto Sicurezza, Difesa e Vigili del Fuoco. In sostanza, si delinea una nuova forma di intervento sui trattamenti normativi e retributivi di quella forza-lavoro che, oggettivamente, svolge funzioni diverse rispetto all'attività tipicamente impiegatizia del restante personale statale. A queste figure sono richiesti livelli di professionalità più elevati e, quindi, ne deve conseguire un adeguamento retributivo. Il provvedimento garantisce che il blocco dei salari, esteso per tre anni a tutto il pubblico impiego con il decreto legge 78 del 2008, non riguardi alcune retribuzioni specifiche di polizia. In particolare viene sbloccato il pagamento dell'indennità di funzione e il pagamento dell'indennità dirigenziale per i commissari e per i ruoli equiparati delle altre forze di Polizia militare, al compimento dei 15 e dei 25 anni di servizio. Si garantisce altresì l'aumento retributivo in caso di promozione, nonché l'adeguamento degli scatti e delle classi retributive per il personale dirigenziale che non è contrattualizzato".
 
Con l'opposizione il clima è stato molto teso. Quali sono le ragioni a suo avviso?
 
"L'opposizione mente e demagogicamente lamenta l'esiguità di questi incrementi. La verità è che non si tratta di aumenti contrattuali che si estendono a tutti: il requisito minimo consiste nell'aver maturato ventisette anni di servizio. A tali categorie andrà un aumento di tutto rispetto. In questi tre anni di legislatura il Governo ha attuato le misure di blocco delle retribuzioni pubbliche perché tutte le risorse sono state destinate agli ammortizzatori sociali per dare a 600.000 lavoratori del settore privato, che avevano perso il posto di lavoro, la cassa integrazione straordinaria e la cassa integrazione in deroga fino a quattro anni. Ho spiegato in Aula che, negli ultimi quindici anni, per sette ha governato la sinistra e per otto il centrodestra. Se facciamo il calcolo delle risorse da noi destinate alle Forze dell'Ordine non c'è alcun dubbio sul fatto che il Governo Berlusconi abbia concesso a questo personale tre o quattro volte in più rispetto a quanto stanziato da loro. In questo triennio noi abbiamo 'scongelato' le retribuzioni mentre la sinistra, nel biennio 2007-2008, aveva aumentato la pressione Irpef, portando l'aliquota per questi lavoratori dal 23 al 27%. Quindi non solo non aveva aumentato i salari, ma aveva tolto loro una parte del reddito. Noi siamo i primi a dire che questi trattamenti non sono ancora sufficienti, ma era necessario iniziare un percorso. Abbiamo 'tirato fuori' dal pubblico impiego le forze militari e di polizia, conferendo loro uno status speciale che si fonda sul rischio della vita, sulle professionalità dell'impiego in teatri operativi internazionali e di ordine pubblico interno, cominciando a riconoscergli i primi benefici. Pochi, certamente, ma rilevanti nel contesto della condizione economica e finanziaria del paese. Da ex appartenente delle forze di polizia rivendico la necessità di proseguire su questa strada. Non possiamo immaginare che finisca tutto qui".
 
Quali sono i prossimi passi a favore del comparto sicurezza?
 
"Credo che il Popolo della Libertà debba affrontare questo tema con grande consapevolezza del lavoro e del servizio importantissimo svolto dalle forze armate a favore della collettività. Io e tutto il gruppo guidato da Gasparri e Quagliariello saremo sempre concretamente vicini a questo comparto. Non come la sinistra che è solidale con le forze dell'ordine soltanto quando è all'opposizione. Per fare un esempio, nel 2001 loro approvarono una legge che riconosceva i parametri stipendiali del personale di questo settore, ma i 530 milioni che servivano a pagare questa legge li abbiamo trovati noi in seconda battuta con il Governo Berlusconi del 2001-2006. Ho insistito affinché cessi questa politica di bassa macelleria sociale nei riguardi di persone che rischiano la vita. Le forze dell'ordine italiane hanno uno stipendio più basso del 70% rispetto ai colleghi francesi e tedeschi. Tutto ciò deve cambiare, e i primi passi sono stati mossi".