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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 27/05/2011  -  stampato il 04/12/2016


12 detenuti di Rebibbia realizzeranno archivio digitale del Tribunale di Sorveglianza di Roma.

Saranno i detenuti del carcere di Rebibbia Nuovo Complesso ad informatizzare e digitalizzare, con oltre un anno di lavoro regolarmente retribuito, i circa 145mila fascicoli dell'archivio del Tribunale di Sorveglianza di Roma e del Lazio. Il progetto - interamente finanziato dalla Cassa delle Ammende, l'ente istituito al Dipartimento per l'amministrazione penitenziaria che si occupa anche di finanziare programmi di assistenza e di reinserimento di detenuti - e' stato presentato stamane dal Garante dei detenuti del Lazio, Angiolo Marroni, dal capo del Dap, Franco Ionta, dal presidente del Tribunale di Sorveglianza di Roma e Lazio, Giovanni Tamburrino, e da direttore del carcere di Rebibbia Nuovo Complesso, Carmelo Cantone. L'idea e' tesa a soddisfare molteplici necessita': riordinare ed informatizzare l'imponente massa di documenti relativi ai procedimenti dei detenuti nelle 14 carceri del Lazio, rendere piu' funzionale, snella ed efficiente l'attivita' della magistratura di sorveglianza sul territorio e occupare 12 detenuti, regolarmente assunti da una cooperativa sociale. Il lavoro consistera' nella scannerizzazione e nell'archiviazione dei fascicoli e sara' effettuato in locali appositamente attrezzati all'interno del carcere di Rebibbia Nuovo Complesso. Il materiale da lavorare sara' trasferito dagli archivi del Tribunale di Sorveglianza a Rebibbia.

Considerato che ognuno dei circa 145mila fascicoli e' composto da una media di 30 pagine, si prevede che saranno digitalizzate complessivamente oltre 4.350.000 pagine: e' previsto che ognuno dei detenuti coinvolti nel progetto lavorera' una media di 960 pagine al giorno (120 l'ora). La prima fase operativa del progetto prevede la formazione dei detenuti coinvolti che riguarda, in particolare, l'uso di computer, scanner e software.