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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 02/06/2011  -  stampato il 08/12/2016


Al Lorusso Cotugno detenuti vigilanti. Saranno incaricati di vigilare su altri detenuti a rischio suicidio.

Detenuti in aiuto di altri detenuti, una rete di attenzione e di solidarietà come risposta di contrasto alla tragedia dei suicidi. Dopo i tre avvenuti nelle ultime settimane, nel carcere 'Lorusso e Cotugno' delle Vallette di Torino, partiranno progetti per ridurre il rischio di atti autolesionistici tra i reclusi. Uno di questi coinvolgerà i detenuti stessi, alcuni dei quali saranno incaricati, su adesione volontaria, di prestare maggiore attenzione ai loro compagni più 'fragili'. ''Con questo - ha detto Pietro Buffa, direttore del carcere - non intendiamo assolutamente sostituire il personale di polizia penitenziaria ne' quello medico. Ma ci sono esperienze positive del mondo anglosassone che hanno mostrato che, se opportunamente formati, anche l'apporto dei detenuti può essere importante per evitare episodi spiacevoli''. Altre iniziative in partenza riguardano la valutazione dei detenuti all'ingresso da parte delle scorte (''Chiederemo se sono stati ravvisati segnali di disagio'', ha detto Buffa) e la rivalutazione delle misure restrittive, tra cui quelle relative al possesso di oggetti nelle celle. Il tutto verrà valutato da un'equipe specializzata.
''Non accettiamo - ha detto Buffa - che il nostro venga dipinto come il carcere della morte o della disattenzione, visto che prima di questi tre episodi ravvicinati non vi erano stati suicidi per anni. Inoltre, proprio perché qui si svolge un lavoro specifico sulle persone più a rischio, molti casi ci vengono inviati da altre carceri. Siamo, infatti, un punto di riferimento nazionale per come trattiamo i detenuti con problemi psichici''. Nell'ultimo anno i tentativi di suicidio nel carcere delle Vallette sono stati 23.