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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 02/06/2011  -  stampato il 03/12/2016


Regione Toscana approva un piano sanitario di prevenzione suicidio, assistenza psicologica e telemedicina per i detenuti.

Interventi per prevenire il suicidio, assistenza psicologica, telemedicina e telediagnostica, sanificazione dei letti, messa a norma degli
impianti nei locali sanitari, iniziative specifiche per la salute dei minori in istituto, l'adozione della carta dei servizi sanitari anche dentro il
carcere. Sono alcune delle linee di intervento per il biennio 2011-2012 contenute nella delibera approvata nel corso dell'ultima Giunta regionale della Toscana dal titolo ''Qualita' della salute dei cittadini detenuti'' Le linee di intervento sono state illustrate oggi dall'assessore al diritto alla salute della Regione Toscana, Daniela Scaramuccia, nel corso di una conferenza stampa a Firenze alla quale hanno partecipato anche Amato G. Dessi', dirigente vicario, in sostituzione di Maria Pia Giuffrida, Provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria della Toscana; Giuseppe Centomani, direttore del Centro di Giustizia minorile della Toscana e Umbria; Lorenzo Roccaro, direttore dell'Istituto penale minorile di Pontremoli. Per l'attuazione di questi interventi, la Regione ha destinato per il biennio 2011-2012 la cifra di 800.000 euro. Le linee di intervento saranno inserite anche nel nuovo Piano sanitario e sociale integrato regionale 2011-2015.

Dopo il passaggio di competenze dal Ministero alle Regioni, e la fase di assestamento, la Toscana rilancia, con una politica ad ampio
spettro per la salute dei cittadini detenuti. ''La salute e' un diritto di tutti indistintamente - ha detto l'assessore Scaramuccia - Tutti, che siano liberi cittadini o detenuti, sono uguali davanti alla malattia e hanno diritto ad avere le stesse opportunita' e prestazioni sanitarie. Nelle carceri italiane la situazione sanitaria e' talvolta drammatica. In Toscana e' un po' migliore che in altre regioni''. ''Con il passaggio delle competenze della gestione della sanita' penitenziaria dal Ministero della giustizia alle Regioni, queste hanno ereditato una sanita' penitenziaria da riorganizzare e risanare alle radici. La Toscana e' stata la prima Regione a regolamentare con una legge il passaggio delle competenze e la gestione della sanita' penitenziaria. Le delibera approvata ora della giunta prevede una serie di interventi che attueremo perche' la salute in carcere non resti un diritto solo sulla carta, ma diventi una realta''', ha concluso Scaramuccia. ''L'assessore regionale presenta una delibera di particolare rilievo, per garantire la salute in carcere - e' il commento di Franco Corleone, coordinatore dei garanti territoriali e garante per i diritti dei detenuti di Firenze, che non e' potuto intervenire alla conferenza stampa - Gli interventi proposti per il 2011-2012 sono assai ambiziosi, infatti vengono individuati come punti critici, da monitorare e superare, il dramma del suicidio e l'assistenza al disagio psichico''.

La delibera fornis ce un quadro esaustivo per giungere alla completa attuazione del trasferimento della medicina penitenziaria al
servizio sanitario pubblico, affrontando i nodi ancora irrisolti, in particolare quello che concerne il superamento dell'O.p.g. (Ospedale
psichiatrico giudiziario) di Montelupo. La caratteristica originale della delibera pone l'accento sulla prevenzione, il coinvolgimento dei detenuti stessi per affermare la salute come diritto e, non ultimo, le risorse assai significative'', ha concluso Corleone. Le linee di intervento prioritarie per la salute in carcere - Gli interventi previsti dalla delibera - da realizzarsi con la collaborazione tra Regione, Asl, Centro giustizia minorile, Prap (Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria), Universita', volontariato - riguardano: - iniziative specifiche per la salute dei minori; - la definizione di procedure per individuare con tempestivita' i bisogni dei detenuti, garantire il monitoraggio e la sorveglianza dei segnali indicatori del rischio di suicidio; - lo sviluppo dell'assistenza psicologica, con interventi specifici sul disagio psichico. E ancora: l'intervento del Centro di gestione rischio clinico regionale anche all'interno del carcere, per approfondire gli eventi avversi che si verificano nelle strutture sanitarie delle carceri e individuare eventuali azioni di miglioramento della sicurezza dei pazienti; - l'introduzione della Carta dei servizi sanitari (adottata in tutte le aziende sanitarie) anche dentro il carcere; - l'adozione della ''sanita' di iniziativa'' anche negli istituti penitenziari: una sanita' che non aspetta il cittadino, ma e' capace di andargli incontro, intercettando i suoi bisogni e intervenendo sulla sua salute prima che questa si aggravi; - l'adozione della telemedicina: telediagnosi, teleassistenza, telesoccorso, videoteleconsulto; - interventi di igiene ambientale per la sanificazione dei letti e di messa a norma degli impianti dei locali sanitari; - il monitoraggio del MeS: il Laboratorio Mangement e Sanita' della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, che gia' valuta le performance di tutte le aziende toscane, valutera' anche la capacita' del servizio sanitario toscano di erogare servizi appropriati, in linea con i bisogni della popolazione penitenziaria.
La salute dei detenuti in Toscana - Il 73% dei detenuti negli istituti toscani e' affetto da almeno una patologia. E' quanto emerge da un'indagine condotta un anno fa dall'Osservatorio per la salute in carcere coordinato dall'Ars (Agenzia regionale di sanita') su 2.985 detenuti (cioe' il 71,6% del totale dei detenuti toscani, che allora risultavano essere 4.169. Al 31 dicembre 2010 i detenuti toscani erano in tutto 4.552 : 4.354 uomini e 198 donne; fonte Dap Ministero della giustizia, Dipartimento amministrazione penitenziaria, Provveditorato regionale per la Toscana). Dall'indagine risulta che i detenuti europei e nordafricani sono in genere piu' sani di quelli italiani, principalmente per la loro giovane eta' (in media sono piu' giovani di 10 anni). Il 27% dei detenuti sono sani, il 39,8% ha una diagnosi solo internistica, l'8% solo psichiatrica, il 25,2% internistica e psichiatrica insieme. Nonostante la giovane eta' dell'intera popolazione detenuta (eta' media 38 anni), la richiesta sanitaria risulta essere molto forte e caratterizzata da tre grandi temi: salute mentale, disturbi dell'apparato digerente e malattie infettive e parassitarie. In particolare, la salute mentale dei detenuti risulta compromessa da disturbi
legati al consumo di droghe (12,7%) e disturbi di tipo nevrotico (10,9%), spesso associati a reazioni di adattamento conne sse con l'inserimento in ambiente penitenziario. A queste malattie vanno associati i numerosi tentati suicidi che rappresentano un'emergenza per il sistema penitenziario, con valori di gran lunga superiori a quelli riferiti alla popolazione generale: 4% in carcere, 0,006% fuori. Il 10% ha alle spalle almeno un episodio di autolesionismo. Piu' alta tra i detenuti anche l'incidenza di tubercolosi: 0,4% in carcere, 0,006% fuori.