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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 24/06/2011  -  stampato il 10/12/2016


Carceri della Liguria pochi agenti, troppi detenuti. Interpellanza regionale

Sulle condizioni di vita all’interno delle carceri liguri ed il loro sovraffollamento sono state presentate quattro interrogazioni, una da Lorenzo Pellerano (Liste civiche per BIasotti presidente), e tre dal Pdl con primo firmatario il capogruppo Matteo Rosso e sulle quali sono intervenuti anche due dei cofirmatari, Gino Garibaldi e Marco Scajola.

Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti presidente) ha chiesto alla Giunta se non si ritenga opportuno intervenire presso il Governo affinché vengano adottati urgenti provvedimenti finalizzati da un lato al potenziamento degli organici della Polizia penitenziaria e dall’altro alla riduzione dei detenuti presenti nelle carceri, incentivando il ricorso alle misure alternative alla detenzione. Il consigliere, inoltre, ha chiesto se si intendano realizzare e finanziare progetti tesi a creare all’interno del mondo penitenziario opportunità lavorative per i detenuti che possano in tal modo acquisire una preparazione professionale che ne agevoli il reinserimento sociale. Tali progetti – ha sottolineato – possono attingere alla cosiddetta “cassa delle ammende” istituita presso il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.

Nella sua illustrazione Matteo Rosso (Pdl) ha segnalato il sovraffollamento in particolare delle case circondariali di Genova e Chiavari.

Rosso ha invitato la Regione ad individuare delle iniziative per fornire risposte non solo ai carcerati, ma anche alla polizia penitenziaria. Ha pertanto lanciato due proposte: «Favorire, intercedendo con le varie amministrazioni comunali, l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata ed agevolata, in locazione ai dipendenti della polizia penitenziari in quanto personale impegnato e coinvolto nella lotta alla criminalità organizzata. Inoltre, dar vita ad un nucleo di monitoraggio che tenga costanti rapporti con le direzioni delle carceri al fine di rilevare e prevenire l’insorgere di criticità all’interno del carcere, mettendo in atto una serie di iniziative, e attuare progetti formativi per il personale, finalizzati anche all’apprendimento delle lingue straniere»

Gino Garibaldi ha aggiunto: «Bisogna sostenere tutte quelle realtà locali, compresi i Comuni per favorire la cultura di inserimento lavorativa dei detenuti. Spero che oggi parta un processo per andare a migliorare i problemi legati al carcere».

Marco Scajola ha affrontato in particolare la questione relativa alla provincia di Imperia, ricordando la vera emergenza che si registra nel carcere di Valle Armea, a San Remo. Ha inoltre rimarcato che nel 2010 sono stati molti i suicidi e gli atti di autolesionismo all’interno delle carceri liguri. Ha quindi spiegato: «Abbiamo voluto sensibilizzare su questo tema. Tra alcuni giorni ci sarà la festa della polizia penitenziaria e la Regione dovrebbe dare il suo contributo su questi problemi».

In discussione anche un’interrogazione, con primo firmatario sempre Matteo Rosso, relativo alla condizioni carcerari nella provincia della Spezia.

L’assessore alla salute, Claudio Montaldo ha risposto: «Raccolgo la proposta di dare vita a gruppo di monitoraggio, da definire in Giunta che si occupi anche dell’uscita dal carcere, dell’inserimento sociale, della formazione e dell’assistenza sanitaria, ora in capo completamente alla Regione. Propongo, anzi, di avviare una discussione in seno alla commissione competente per definire un’iniziativa comune. Credo che se riusciremo a fare tutti insieme una richiesta e formulare delle proposte al governo, l’iniziativa sia più efficace».

Montaldo non ha nascosto la sua preoccupazione per la situazione carceraria, ricordando i dati, per nulla rassicuranti, rilevati alla fine di marzo. Le unità di polizia penitenziaria in servizio nelle carceri liguri sono 800 effettive, a fronte di un organico fissato a 1200. A Genova Marassi mancano 160 addetti, a Pontedecimo 160, a Sanremo 90, alla Spezia 60 a Imperia 25 a Chiavari 15.

La popolazione carceraria, inoltre, è complessivamente molto superiore rispetto a quello che le strutture liguri potrebbero accogliere. A Genova Marassi la capienza è di 581 detenuti, a fronte di 756 presenti, a Pontedecimo la “capienza tollerabile” è di 189, i presenti 181, a Sanremo la capienza è di 304, i presenti 360, a Chiavari i presenti 88 la capienza è di 80. Meno affollati i carceri della Spezia e di Imperia. Montaldo ha giudicato non soddisfacente il numero dei carcerati che seguono corsi scolastici e professionali,

Pellerano ha commentato: «Accogliamo con favore questa disponibilità ad aprire una discussione per il tavolo di monitoraggio che consentirà di confrontarci con le diverse realtà che operano nelle carceri».

La disponibilità dell’assessore apprezzata anche da Rosso, il quale ha rimarcato che «per la prima volta Montaldo accoglie una nostra proposta».