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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 24/06/2011  -  stampato il 03/12/2016


IL DISINTERESSE VERSO GLI OPG PESA SUGLI INTERNATI E SULLA POLIZIA PENITENZIARIA

Donato Capece, segretario generale del sindacato autonomo Polizia Penitenziaria Seppe, ha voluto ancora una volta rimarcare la drammatica situazione degli Opg italiani: "Recenti episodi di cronaca e la commissione d'inchiesta sugli ospedali psichiatrici giudiziari, guidata dal senatore Ignazio Marino, hanno riproposto con forza il problema della gestione di strutture di reclusione che hanno bisogno di una progettualita' tale da garantire l'assistenza ai malati e la sicurezza degli operatori, quali appunto gli ospedali psichiatrici giudiziari".
Il leader del Sappe ha poi aggiunto: "Certo e' che i buoni propositi delle Direzioni si scontrano sempre piu' spesso con una cronica carenza di fondi, dopo i tagli disposti dal ministro della Giustizia e i ritardi nella gestione dell'assistenza medica al servizio sanitario nazionale. E colpevole e' anche una diffusa e radicata indifferenza della politica verso questa grave specificita' penitenziaria''.

Capece ha voluto rimarcare in particoalre il fatto che a subire le conseguenze maggiori del diffuso disinteresse verso gli Opg, sono soprattutto gli agenti di Polizia Penitenziaria e gli stessi internati, "che dovrebbero essere curati e non custoditi''. Poi ricorda che "Dando attuazione alle direttive del ministero della Giustizia che ha disposto il blocco degli organici negli ospedali psichiatrici giudiziari, la dotazione organica degli agenti e' scesa in cinque anni di circa 40 unita' fino agli attuali 119, a fronte di un aumento esponenziale di internati, dai 178 nel 2008 agli attuali 357".
Capece poi illustra nel dettaglio la situazione: "In ogni reparto, infatti, a fronte di oltre 100 ricoverati e' presente un solo agente rispetto ai tre previsti fino a qualche anno fa per garantire la sorveglianza su due piani dell'immobile e all'interno del cortile. In queste condizioni e' evidente come diventi impossibile la gestione dei reparti, con il rischio quotidiano di risse, aggressioni e gesti di autolesionismo, alimentati anche dagli spazi ristretti in cui sono costretti a vivere gli internati, incompatibili con il disagio psichiatrico''. In conclusione, il Sappe ha rilevato che è necessario un intervento politico a tutti i livelli: ''occorre che i politici, a tutti i livelli, si facciano carico del loro ruolo istituzionale, mettendo le strutture psichiatriche nelle condizioni di poter svolgere al meglio il loro lavoro, poiche' le condizioni disumane in cui versano gli ospedali psichiatrici giudiziari sono il frutto di una voluta indifferenza della societa' civile, dei politici, ma soprattutto dei vertici dell'Amministrazione che certamente aveva cognizione di quanto e' emerso dalla Commissione parlamentare d'inchiesta''.