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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 27/06/2011  -  stampato il 03/12/2016


L'edilizia penitenziaria risolve il problema sovraffolamento nelle carceri francesi

detenuti nelle prigioni francesi sono saliti dai 61.428 (per 56.500 posti) di novembre 2010, ai 64.585 di maggio 2011. Di fronte a dati quali aumento della popolazione carceraria pari al 6,7%, e tasso di sovraffollamento carcerario al 115% (dato superiore anche alla media europea che nel 2008 era del 102%), il ministro della Giustizia, Michel Mercier risponde con un programma di costruzione di nuove prigioni e di rinnovamento di altre, esistenti, che renderà disponibili 70.000 «posti» nel 2018.

Al momento però le condizioni in cui si trovano i detenuti sono piuttosto simili alla schiavitù, dato che, ad esempio, la superficie alla quale ogni detenuto ha diritto è fra 2,4 e 4 mq, due terzi delle prigioni sono sovrappopolate e nel 7% dei casi ci sono due detenuti per ogni posto disponibile.

Céline Verzelletti, segretaria generale della CGT penitenziaria, ha dichiarato inoltre che se «il numero dei detenuti continua ad aumentare, le condizioni di lavoro e di detenzione continueranno a deteriorarsi». E aggiunge «il parco penitenziario non è mai stato tanto grande e si continuerà a costruire nuove prigioni, ma i fatti dimostrano che la soluzione è altrove»: «un’altra politica penale» e «un orientamento verso le misure alternative alla detenzione per le brevi pene » oltre ad «un maggiore rispetto della presunzione di innocenza » con «meno prevenuti in carcere » potrebbero essere ipotetiche alternative da tenere in considerazione.
Per quel che riguarda i suicidi nel 2009 ecco i dati: 115 detenuti suicidati nelle carceri francesi, 3 tentativi di suicidio al giorno, con uno «riuscito» ogni 3 giorni.

Forse le cose quest’anno andranno meglio: visto che nel 2012 ci saranno le elezioni presidenziali e quelle politiche difficilmente la popolazione carceraria diminuirà in un anno pre-elettorale come questo.

L’alto numero di detenzioni costituisce quasi una prova dell’efficienza del ministro della giustizia, che infatti così commenta: “Le pene sono eseguite meglio e più rapidamente. Non posso che rallegrarmene anche se questo provoca quest’aumento. Ciò smentisce l’accusa di lassismo che pesa a torto sulla giustizia.”

Nonostante l’ammonimento del Commissario europeo ai diritti dell’uomo ad attuare «misure alternative efficaci per ridurre il sovraffollamento e facilitare la gestione degli stabilimenti penitenziari », negli ultimi vent’anni i posti disponibili sono aumentati di 20.000 unità e ne vengono promessi altri 15.000 nei prossimi anni.

Come sembrano lontane le dichiarazioni di Sarkozy che nel gennaio 2007, in piena campagna elettorale, alla prigione femminile di Rennes dichiarò: «la prigione deve cambiare, la prigione cambierà », aggiungendo in seguito che «essere condannato ad una pena di prigione non vuol dire essere condannato ad essere maltrattato da altri detenuti, a non aver più contatti con la propria famiglia, a vivere in una cellula sovraffollata, ad essere spinto al suicidio».

Entro il 2018 saranno costruiti in Francia 25 nuovi stabilimenti carcerari (2 oltremare), 7 verranno ampliati, 36 saranno chiusi e 15 saranno ammodernati (invece di essere chiusi entro il 2010 come precedentemente annunciato). Ovviamente ciò porterà un miglioramento alle condizioni dei detenuti, così come è ovvio che anche ditte appaltatrici faranno un buon affare, dato che la somma che lo Stato prevede di stanziare è pari a 5,844 miliardi di euro.