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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 27/06/2011  -  stampato il 04/12/2016


Il Governo approvi l’amnistia, società civile e politici chiedono il provvedimento al governo

Contro l’emergenza carcere, dopo Marco Pannella ed altri esponenti politici e del terzo settore, sono gli stessi detenuti a proclamare lo sciopero della fame. Succede all’istituto penitenziario di Poggioreale, dove in questi due mesi circa 1.300 reclusi hanno intrapreso il digiuno insieme ai loro familiari (15mila tra detenuti e loro parenti hanno aderito, a staffetta, allo sciopero della fame collettivo in tutta Italia).

A Poggioreale sono presenti circa 2700 detenuti su una capienza regolamentare di 1300, oltre il doppio di quello che potrebbe sopportare; nelle celle convivono fino a 16 persone; per i colloqui i familiari devono fare lunghe file davanti alla casa circondariale fin dalle 5 del mattino. Con l’estate la situazione diventa addirittura drammatica, per il caldo insopportabile, che costringe i detenuti a ricorrere a metodi fai da te.

Quando il sole batte forte, i detenuti usano mettere asciugamani bagnati sulle finestre delle celle. E anche passeggiare sul cemento bollente nell’ora d’aria diventa un inferno.

Oltre all’amnistia che pure consentirebbe un ritorno alla normalità nell’immediato  quello che chiediamo è una modifica al testo di legge Fini-Giovanardi, che ha aumentato i numeri del carcere, ma non quelli della sicurezza. Si consideri che solo il 4% dei detenuti è dentro per reati legati alla criminalità organizzata. La popolazione carceraria per oltre un terzo è formata da tossicodipendenti, e sono dentro anche tantissimi immigrati.