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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 28/06/2011  -  stampato il 10/12/2016


Istituti penitenziari dal 2006 presente il 70% dei detenuti tossicodipendenti

Il numero dei tossicodipendenti che entrano nelle carceri italiane e' in crescita. Lo denuncia il secondo ''Libro Bianco sugli effetti della legge Fini-Giovanardi'', curato da Antigone, Forum Droghe, CNCA e Societa' della Ragione, a 5 anni dalla sua approvazione nel 2006.

I dati del Rapporto dimostrano infatti che se nel 2006, anno dell'entrata in vigore della legge Fini-Giovanardi, i tossicodipendenti in carcere rappresentavano il 27% del totale degli ingressi, nel 2008 il numero e' salito al 33% mentre nel 2009 si attesta al 28,9%, con una leggera flessione nel 2010 con il 28,4%.

''Il 33% del 2008 - spiega il Libro Bianco - rappresenta un picco mai rilevato dal 2001 in poi. I dati del 2009/2010 segnano una flessione rispetto al picco 2008, anche se rispetto al 2006 sono ancora in crescita''.

Quanto alle presenze di detenuti tossicodipendenti nelle carceri italiane, spiega il Rapporto, ''il quadro e' piu' complesso essendo intervenuto l'indulto. Alla meta' del 2006, subito prima dell'approvazione dell'indulto, i tossicodipendenti in carcere erano 16.145, il 26,4% della popolazione detenuta. Poco dopo l'indulto, com'era da aspettarsi, la percentuale e' scesa al 21,4%. Questo calo ha avuto vita breve. Gia' alla fine del 2007, la percentuale di tossicodipendenti in carcere aveva raggiunto e superato i livelli precedenti, attestandosi nel 2008 al 26,8%. Alla fine del 2009, i tossicodipendenti in carcere erano in flessione: 15.887 (24,5%). Al 31/12 del 2010 il numero era sostanzialmente stabile (16.245 )''.