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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 26/05/2010  -  stampato il 04/12/2016


Sovraffollamento in carcere: un poliziotto penitenziario ogni 150 detenuti

 

Polizia penitenziaria in subbuglio, su di un totale di oltre 67 mila detenuti, circa 20 mila in più rispetto all’effettiva capienza dei penitenziari, mancano 6500 agenti, costringendo gli attuali in servizio a turni estenuanti di 9 ore e in certi casi ad arrivare a dover controllare circa 150 detenuti ciascuno. Nessuno straordinario retribuito, anzi lo stipendio bloccato da un paio di anni. Tutti questi sono i motivi che spingeranno gli appartenenti al sindacato autonomo della Polizia Penitenziaria Sappe a scendere in piazza. “La situazione attuale delle carceri” spiega il leader sindacale Donato Capece, “non consente più di avviare alcuna opera di recupero sociale sia per le citate carenze che per la promiscuità della popolazione detenuta”. A peggiorare le già aggravate condizioni, infatti, è l’alta presenza di stranieri, circa il 37%, che creano un crogiolo di culture, lingue e pratiche religiose diverse difficile da gestire.   
Rispetto a tale situazione, la proposta di legge denominata “svuota carceri” attualmente in discussione è solo un ulteriore palliativo, come purtroppo si è rilevato anche l’indulto. 
Di questo giudizio  è anche la Sesta Commissione del Csm che ha vagliato la proposta di legge e i casi nei quali è contemplata la detenzione domiciliare a chi deve scontare una pena inferiore ad un anno. Il provvedimento nel suo complesso lo considera positivo, ciononostante occorre ugualmente una riforma organica di tutto il comparto. 
Per il Csm infatti queste sono manovre transitorie dall’effetto temporaneo, poiché fino a quando la detenzione rimarrà l’unico mezzo per correggere, alias punire, l’illegalità, la popolazione carceraria è destinata inevitabilmente ad incrementare. A riguardo infatti si auspicherebbe una maggiore differenzazione delle pene da scontare a seconda del reato.

Fonte: rinascita.eu