www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 05/07/2011  -  stampato il 11/12/2016


Mariastella Gelmini al Ministero della Giustizia?

Con la nomina di Angelino Alfano a segretario politico del Popolo della Libertà, un posto è rimasto vacante nel governo di Silvio Berlusconi: quello del Ministero della Giustizia. Le ultime indiscrezioni politiche, tuttavia, avrebbero già designato la contestatissima Mariastella Gelmini come sostituta di Alfano.

Attuale Ministro dell’Istruzione e famosa per i suoi tagli alla scuola pubblica e alla ricerca universitaria, la Gelmini potrebbe essere sostituita a sua volta da Maurizio Lupi, il più papabile per ricoprire questo ruolo. Si tratta, tuttavia, di una candidatura che non stupisce, perché il carattere decisamente assertivo della Gelmini potrebbe spianare la strada alla tanto agognata riforma giudiziaria voluta da Silvio Berlusconi.

In effetti, la sua esperienza all’istruzione si è rivelata più come una sorta di esecuzione materiale dei voleri di Giulio Tremonti che una vera nota innovativa per la scuola. Famoso e discusso, ad esempio, è stato il suo intervento alla trasmissione Ballarò, quando ha dimostrato di non essere a conoscenza dei tagli effettuati all’educazione dal ministro leghista, riduzioni economiche che lei stessa ha controfirmato. Lo stesso potrebbe avvenire, perciò, anche in sede alla giustizia: la Gelmini appare il candidato più idoneo per realizzare, senza troppi intoppi, il programma di Berlusconi.

I rumor trapelati online, tuttavia, sembrano andare ben oltre al Ministero della Giustizia. Data l’apertura odierna del Presidente del Consiglio alle primarie per le elezioni del 2013, c’è anche chi ipotizza che la Gelmini possa candidarsi per la leadership del Pdl. Ipotesi, questa, che non trova però ufficiale conferma dalla diretta interessata.

I social network, infine, non sembrano aver accolto favorevolmente la notizia del trasferimento della Gelmini in seno alla giustizia: la reazione diffusa è tra il basito e l’indignato, segno di come il lavoro svolto all’Istruzione non abbia affatto colto i favori dei cittadini, o almeno di quelli avvezzi alla comunicazione in Rete.