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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 01/06/2011  -  stampato il 09/12/2016


Interrogazioni parlamentari sul carcere 23 - 29 maggio 2011.

 

ATTO SENATO


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05263


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 557 del 24/05/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: FLERES SALVO
Gruppo: IL POPOLO DELLA LIBERTA'
Data firma: 24/05/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 24/05/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-05263


 

presentata da


 

SALVO FLERES
martedì 24 maggio 2011, seduta n.557


 

FLERES - Al Ministro della giustizia - Premesso che:


 

il detenuto Myrto Jetmir, nato a Durazzo l'8 gennaio 1972, recluso presso la casa circondariale Pagliarelli di Palermo, ha conseguito ben tre diplomi - industriale, geometra ed Ipsia;


 

il detenuto, nell'ottica di proseguire gli studi e conseguire il diploma di laurea, ha inoltrato istanza finalizzata ad ottenere il trasferimento in una struttura vicina al polo universitario di Firenze;


 

la richiesta, ad oggi, non ha avuto alcun riscontro,


 

l'interrogante chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del caso riportato e quali siano gli intendimenti al riguardo.


 

(4-05263)


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12072


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 478 del 25/05/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: TIDEI PIETRO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 25/05/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 25/05/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12072


 

presentata da


 

PIETRO TIDEI
mercoledì 25 maggio 2011, seduta n.478


 


TIDEI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

lunedì 23 maggio, l'ex brigatista Luigi Fallico è stato trovato senza vita nella sua cella del carcere «Mammagialla» di Viterbo dagli agenti di polizia penitenziaria, stroncato a quanto pare da un infarto;

come afferma lo stesso garante dei detenuti del Lazio, Fallico era in attesa di giudizio, accusato di banda armata finalizzata all'associazione sovversiva nell'ambito dell'inchiesta sulle Nuove Brigate Rosse e per questo si trovava nel carcere viterbese;

Luigi Fallico manifestava malessere già da tempo, il 19 maggio 2011 sofferente di problemi cardiaci ed ipertensione, aveva accusato un dolore al petto ed era stato visitato in infermeria, dove gli erano state somministrate una tachipirina ed un farmaco dilatatore delle coronarie. Anche nel corso dell'udienza scorsa del processo, che si svolse davanti alla prima corte d'assise di Roma, aveva detto che le sue condizioni di salute erano davvero precarie;

lo stesso difensore di Fallico, Caterina Calia, come si apprende dalla stampa aveva esposto più volte che il suo assistito manifestava gravi condizioni fisiche;

con la morte dell'ex brigatista, nel carcere Viterbese si registra il terzo caso di decesso in un mese. Il 18 aprile 2011 a morire era stato un senegalese di 30 anni, Dioune Sergigme Shoiibou il quale, poco prima di essere arrestato fu operato alla testa per asportare un ematoma dal cervello ma, ciò nonostante fu recluso ugualmente pur essendo privo di parte della calotta cranica. Domenica 15 maggio 2011, invece, un agente di polizia penitenziaria 42enne si era tolto la vita sparandosi nello spogliatoio del carcere poco prima di prendere servizio;

i decessi, pur avendo storia a se stante presentano la stessa matrice: sovraffollamento, condizioni igienico-sanitarie inadeguate, carenza di personale (educatori penitenziari e agenti di polizia penitenziaria) e mancanza di risorse;

in qualsiasi altra situazione un disagio psichico o fisico sarebbe adeguatamente curato per prevenire conseguenze gravi. In carcere, invece, con queste condizioni, ogni situazione di disagio può nascondere una potenziale, drammatica fine;

il Governo su queste tematiche (ormai note), la settimana scorsa è stato battuto ben cinque volte nel corso di votazioni alla Camera dei Deputati a testimonianza del fatto che non è più possibile rimandare il problema, molto sentito a quanto pare non solo dalle opposizioni -:

se il Governo non intenda affrontare seriamente le problematiche, ormai note, che affliggono le carceri di tutto il Paese ormai sulla via della paralisi, onde evitare episodi di grave entità e soprattutto per prevenire il fenomeno dei decessi e dei suicidi che oggi non investe soltanto la popolazione dei detenuti ma anche quella degli operatori stessi. (4-12072)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12062


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 478 del 25/05/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: MOLTENI NICOLA
Gruppo: LEGA NORD PADANIA
Data firma: 25/05/2011


 


















Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


LEGA NORD PADANIA

25/05/2011


LEGA NORD PADANIA

25/05/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 25/05/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12062


 

presentata da


 

NICOLA MOLTENI
mercoledì 25 maggio 2011, seduta n.478


 


NICOLA MOLTENI, FUGATTI e STUCCHI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

nella casa circondariale San Giorgio di Lucca, il problema del sovraffollamento dei detenuti e della carenza degli organici di sorveglianza, perdurante da lungo tempo, rappresenta una piaga per tutta la città;

il carcere è ospitato dall'epoca napoleonica all'interno di una struttura antichissima ubicata all'interno delle mura cittadine, sottoposta nel passato a qualche intervento di ristrutturazione per tentare di ridefinire razionalmente la dislocazione dei detenuti e migliorarne le condizioni di vita;

il capitolo di spesa destinato alla manutenzione ordinaria e straordinaria vede una assegnazione di poco più di 9mila euro a semestre, ammontare del tutto insufficiente per realizzare gli interventi necessari a garantire la regolarità del funzionamento degli impianti;

il carcere di Lucca non costituisce, ad avviso degli interroganti, una struttura idonea a garantire il rispetto dell'articolo 27 della Costituzione, ovvero tendere alla rieducazione del condannato;

all'interno di tale struttura fatiscente, gli spazi sono inadeguati sia sul piano quantitativo che qualitativo, dato che nelle sezioni del carcere attualmente sono ospitati 220 detenuti, dei quali una elevata percentuale di provenienza extracomunitaria, mentre la capienza massima è di 120 persone;

il superamento dei limiti di ricettività si ripercuote sulle condizioni di vita dei detenuti, oltremodo degradate, oltre che sulle condizioni di lavoro degli operatori, sottoposti al rischio di contrarre malattie infettive;

la composizione della popolazione detenuta, con oltre il 45 per cento di extracomunitari, non consente spesso di ideare adeguate progettazioni per l'inserimento rieducativo dei reclusi;

il decreto-legge n.195 del 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge n.26 del 2010 ha previsto il cosiddetto «piano carceri» mettendo a disposizione le risorse necessarie e dettando le norme relative alla individuazione del sito adatto;

un nuovo carcere costruito fuori dalle mura della città, facilmente raggiungibile e a disposizione di tutto il territorio, permetterebbe di risolvere i problemi di inadeguatezza dell'edificio, liberando al contempo il centro storico da una struttura che per sua natura finisce anche per penalizzare il patrimonio edilizio e urbanistico cittadino;

nel frattempo il problema del sovraffollamento potrebbe essere ovviato con la riapertura di un'ala dell'edificio che richiederebbe però importanti interventi di ristrutturazione, ma, dopo un sopralluogo del Ministero compiuto nel 2010,non sono state ancora date indicazioni in proposito;

attualmente il personale di polizia in servizio ammonta a 79 unità, con una scopertura che si aggira intorno al 40 per cento, dato che l'organico richiederebbe in servizio 130 agenti;

tale deficit di personale si ripercuote sui carichi di lavoro dei presenti, con richieste continue di lavoro straordinario ed un abbassamento delle condizioni generali di sicurezza;

la carenza degli organici degli agenti di custodia si riflette anche sull'impossibilità di utilizzare alcuni servizi presenti nel carcere;

la direzione sta adoperandosi per migliorare la vita all'interno della struttura, ma la situazione complessiva è insostenibile, poiché la gestione dell'istituto si trova continuamente in stato di emergenza per le carenze rappresentate -:

se il Ministro ritenga che la collocazione del nuovo carcere all'esterno delle mura cittadine possa rappresentare la soluzione più idonea;

quali interventi urgenti il Ministro intenda adottare per combattere con determinazione il sovraffollamento cronico del carcere di Lucca;

se il Ministro intenda incrementare la dotazione organica del personale di polizia penitenziaria, così da renderne più efficiente e meno pesante l'attività lavorativa.
(4-12062)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12045


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 477 del 24/05/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 24/05/2011


 






























Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

24/05/2011


PARTITO DEMOCRATICO

24/05/2011


PARTITO DEMOCRATICO

24/05/2011


PARTITO DEMOCRATICO

24/05/2011


PARTITO DEMOCRATICO

24/05/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

·         MINISTERO DELLA SALUTE


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 24/05/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12045


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 24 maggio 2011, seduta n.477


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.


 

- Per sapere - premesso che:

sul quotidiano La Nuova Sardegna del 19 maggio scorso è apparso il seguente articolo intitolato: «Alghero, pochi agenti e troppi detenuti, dietro le sbarre situazione insostenibile»: «La casa circondariale scoppia e ora il Sappe, sindacato delle guardie carcerarie, si rivolge al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, a muso duro: "Così non si può andare avanti". Secondo i dati ufficiali, nel carcere di Alghero al momento sono recluse 200 persone, a fronte di una capienza che ne prevede non più di 150. "Un sovraffollamento - spiega Roberto Martinelli, vicesegretario nazionale del Sappe, il sindacato della polizia penitenziaria - che non soltanto impedisce una normale funzione rieducativa, ma che oggettivamente mette in discussione la dignità di chi sta pagando per le proprie colpe". Una situazione alla quale va a sommarsi la carenza del personale di sorveglianza. "Su un organico ottimale di 92 agenti - continua Martinelli - quelli in forza al carcere di Alghero sono appena 72, tra i quali non pochi distaccati, per un totale di appena 44 uomini impiegati per i turni nell'arco delle 24 ore". Non sorprende, dunque, che tra le guardie penitenziarie ci sia chi non fa le ferie dal 2008 o che gli straordinari siano di 40 ore a testa. Sempre secondo il Sappe, la situazione lavorativa nel carcere di Alghero sarebbe al limite della tolleranza. "Attualmente - si legge nel documento inviato alle istituzioni competenti - in ogni turno vengono impiegati sei o sette colleghi, che però la notte diventano quattro o cinque". Praticamente, meno della metà rispetto ai quattordici previsti. Il che, si capisce, crea non pochi disagi. "Anche perché - aggiungono dal sindacato - durante il servizio a turno le guardie devono provvedere pure allo svolgimento delle visite ambulatoriali esterne dei detenuti o all'accompagnamento di questi ultimi nei tribunali o in altri penitenziari". Con prevedibili conseguenze nefaste se, magari durante la notte, si dovesse verificare qualche evento critico. Tuttavia, la sicurezza e l'ordine all'interno del carcere sarebbero comunque garantiti, sebbene a costo di turni faticosi. Ad affermarlo con assoluta certezza è il commissario Gesuino Meloni, che in questi giorni - in assenza del direttore Francesco D'Anselmo, ancora in attesa di conferma, e del comandante Antonello Brancati - è di fatto il responsabile della casa circondariale. "Non nego - commenta Meloni - che con una ventina di colleghi in più la situazione sarebbe migliore, ma in tutta sincerità devo dire che la sicurezza all'interno del carcere non è mai stata messa in discussione. E qualora si dovessero verificare emergenze notturne, con detenuti che devono essere trasportati in qualche ospedale, si avverte un'ambulanza del 118 alla quale viene assegnata una guardia che a sua volta è immediatamente sostituita da un'altra unità richiamata in servizio per l'occasione". Stando al commissario Meloni, sarebbero in fase di completamento anche i lavori di ristrutturazione dei precari ballatoi della sezione "D", dove sono detenute ventiquattro persone» -:

se la situazione descritta nell'articolo sopra riportato corrisponda al vero;

quali provvedimenti urgenti intenda adottare al fine di migliorare le condizioni di detenzione delle persone recluse nel carcere di Alghero;

se intenda nel brevissimo periodo emanare provvedimenti urgenti volti a diminuire sensibilmente il numero dei detenuti reclusi nel carcere sardo aumentando contemporaneamente il personale di polizia penitenziaria, quello amministrativo, medico e psicologico.(4-12045)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12039


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 477 del 24/05/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 24/05/2011


 






























Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

24/05/2011


PARTITO DEMOCRATICO

24/05/2011


PARTITO DEMOCRATICO

24/05/2011


PARTITO DEMOCRATICO

24/05/2011


PARTITO DEMOCRATICO

24/05/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 24/05/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12039


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 24 maggio 2011, seduta n.477


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Adnkronos del 17 maggio 2011, un detenuto italiano di 32 anni, con fine pena 2013, che scontava la condanna nel carcere di Ivrea, è evaso a Milano spintonando gli agenti che lo accompagnavano per una visita autorizzata alla madre malata; nel 2010 ci sono state complessivamente 139 evasioni di detenuti a livello nazionale: 15 da istituti, 3 da soggetti ammessi a fruire di permessi di necessità (come in questo caso), 38 da chi godeva di permessi premio, 3 di lavoro all'esterno, 12 da semiliberi e ben 68 sono stati gli internati che non sono rientrati dopo avere avuto periodi di licenza;

secondo Donato Capace, segretario del Sappe, «Quest'episodio conferma ancora una volta le criticità del sistema carcere e mette in luce i gravi rischi per la sicurezza connessi ai servizi di traduzione e trasporto dei detenuti» -:

quali siano le modalità attraverso le quali si è consumata l'evasione del detenuto di Ivrea; se nel caso di specie non siano ravvisabili profili di responsabilità in capo agli agenti di polizia penitenziaria che stavano scortando l'uomo;

se risulti che il servizio di scorta e traduzione del detenuto di Ivrea fosse carente e/o organizzato e predisposto in modo non idoneo.(4-12039)


 

 


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12044


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 477 del 24/05/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 24/05/2011


 






























Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

24/05/2011


PARTITO DEMOCRATICO

24/05/2011


PARTITO DEMOCRATICO

24/05/2011


PARTITO DEMOCRATICO

24/05/2011


PARTITO DEMOCRATICO

24/05/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 24/05/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12044


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 24 maggio 2011, seduta n.477


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dal quotidiano La Sicilia del 16 maggio scorso, presso l'istituto penitenziario di Enna un detenuto è stato colpito dai calcinacci caduti dai locali passeggi, a causa della struttura fatiscente;

sulla vicenda Mimmo Nicotra, vice segretario generale Osapp, ha diramato la seguente nota: «Solo grazie alla buona sorte per il detenuto si è scongiurato il peggio ricorrendo alle cure dell'infermeria dell'istituto. Solo ieri il Ministro della giustizia ha raccontato l'ennesima favola sullo stato delle carceri italiane, mentre oggi nelle carceri si continua a fare i conti con la carenze di organico e risorse. Fondi che addirittura non bastano neanche per garantire la manutenzione ordinaria degli istituti. Figuriamoci quella straordinaria» -:

se non intenda disporre, nell'immediato, la manutenzione straordinaria dell'istituto penitenziario di Enna. (4-12044)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12043


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 477 del 24/05/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 24/05/2011


 






























Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

24/05/2011


PARTITO DEMOCRATICO

24/05/2011


PARTITO DEMOCRATICO

24/05/2011


PARTITO DEMOCRATICO

24/05/2011


PARTITO DEMOCRATICO

24/05/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 24/05/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12043


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 24 maggio 2011, seduta n.477


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa DIRE, il 15 maggio nell'istituto penitenziario di Viterbo un agente di polizia penitenziaria di 42 anni si è suicidato con un colpo di arma da fuoco;

negli ultimi 10 anni si sono registrati oltre 75 suicidi, di cui 3 nei primi mesi 2011;

da anni i sindacati di polizia penitenziaria chiedono, inascoltati, l'adeguamento degli organici, il rispetto dei contratti sindacali e che ai poliziotti penitenziari che prestano servizio negli istituti di pena venga fornita un'adeguata assistenza psicologica di supporto, dato il numero allarmante di suicidi registrato tra gli agenti -:

quali provvedimenti urgenti intenda adottare al fine di garantire i diritti degli agenti di polizia penitenziaria che prestano servizio negli istituti di pena e, in particolare, un'adeguata assistenza psicologica di supporto, ciò anche alla luce dell'alto tasso di suicidi registrato negli ultimi 10 anni tra i baschi azzurri.
(4-12043)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12042


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 477 del 24/05/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 24/05/2011


 






























Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

24/05/2011


PARTITO DEMOCRATICO

24/05/2011


PARTITO DEMOCRATICO

24/05/2011


PARTITO DEMOCRATICO

24/05/2011


PARTITO DEMOCRATICO

24/05/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 24/05/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12042


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 24 maggio 2011, seduta n.477


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

sul quotidiano Il Tirreno dello scorso 20 maggio è apparso un articolo intitolato: «Detenuto ritrovato morto, c'è il sospetto di un'overdose di stupefacenti»;

l'articolo in questione dà conto del decesso di Enrico Brera trovato cadavere nei giorni scorsi nella sua cella nel carcere di Porto Azzurro. Secondo i primissimi riscontri, forse il decesso è stato causato da infarto provocato da una assunzione di sostanza stupefacente;

agli atti risulterebbe che l'uomo avrebbe assunto sostanza stupefacente che si era portato con sé in cella tornando da un permesso premio a Milano;

Brera, ormai cadavere, era stato trovato sabato scorso dagli agenti di turno della polizia penitenziaria del carcere di Porto Azzurro: era privo di vita, disteso nel suo letto nella sua cella che occupava da solo. Aveva da poco compiuto 53 anni -:

quali siano le cause che hanno condotto alla morte di Enrico Brera;

se sulla vicenda l'amministrazione penitenziaria abbia aperto una indagine amministrativa interna;

nel caso venisse il decesso fosse stato provocato dall'assunzione di sostanza stupefacente, in che modo la droga è entrata in carcere e se vi siano responsabilità del personale penitenziario per omessa vigilanza e/o controllo;

quanti siano gli agenti penitenziari nel carcere di Porto Azzurro e se il loro numero corrisponda alla pianta organica prevista dal Ministero.(4-12042)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12041


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 477 del 24/05/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 24/05/2011


 






























Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

24/05/2011


PARTITO DEMOCRATICO

24/05/2011


PARTITO DEMOCRATICO

24/05/2011


PARTITO DEMOCRATICO

24/05/2011


PARTITO DEMOCRATICO

24/05/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

·         MINISTERO DELLA SALUTE


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 24/05/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12041


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 24 maggio 2011, seduta n.477


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.


 

- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato da Ristretti orizzonti, Mario Santini, un detenuto di 60 anni residente a Pistoia, è morto il 18 maggio nel carcere Don Bosco di Pisa. L'uomo, che era allo stadio terminale di un cancro polmonare ed era affetto da HIV, era stato dimesso da circa due ore dall'ospedale santa Chiara di Pisa in quanto dichiarato paziente lungodegente;

la notizia è stata data dal garante per i diritti dei detenuti, l'avvocato Andrea Callaioli che ha dichiarato: «Un uomo in quelle condizioni non doveva morire in carcere per questioni etiche»;
sempre stando ad una prima ricostruzione fatta dal garante per i diritti dei detenuti, l'uomo sarebbe stato dimesso perché «nella struttura ospedaliera civile non si potevano fare trattamenti clinici e neppure trattamenti di cura del dolore visto il livello avanzato della malattia ed erano necessari solo interventi di mantenimento». L'uomo in ospedale è sempre stato piantonato in quanto il giudice di sorveglianza non aveva disposto la sospensione dell'esecuzione penale e quindi una volta dimesso è rientrato in carcere;

il detenuto deceduto avrebbe finito di scontare la pena detentiva per lesioni dolose aggravate nel 2013. La procura di Pisa ha disposto l'autopsia ed è stato aperto un fascicolo dal pubblico ministero, dottor Miriam Romano -:

se sia noto per quali motivi il detenuto Mario Santini, con un cancro al polmone in fase terminale e affetto da HIV, si trovasse, al momento della morte, in una cella del carcere Don Bosco di Pisa, invece che in una struttura ospedaliera attrezzata per quel tipo di patologie e in grado di alleviarne le sofferenze. (4-12041)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/04810


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 478 del 25/05/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: MELIS GUIDO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 25/05/2011


 














Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

25/05/2011


 

Commissione assegnataria


 


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

·         MINISTERO DELLA SALUTE


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 25/05/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Fasi iter:


 

MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 25/05/2011


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-04810


 

presentata da


 

GUIDO MELIS
mercoledì 25 maggio 2011, seduta n.478


 


MELIS e FERRANTI. -


 

Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.


 

- Per sapere - premesso che:

l'ex brigatista rosso Luigi Fallico, 59 anni, è stato trovato morto lunedì 23 maggio 2011 nella sua cella nel carcere di Mammagialla a Viterbo. La scoperta è stata fatta intorno alle 9.30 dagli agenti di polizia penitenziaria del carcere a nord di Roma. L'uomo sarebbe deceduto in seguito ad una crisi cardiaca. Era imputato, insieme ad altri, di voler ricostituire le BR. Dal 17 maggio come denunciato dal suo avvocato, lamentava di stare male, e in particolare denunciava sintomi quali dolori al petto e pressione alta, tipici di un infarto in corso;

secondo notizie riportate dalle agenzie, giovedì 19 maggio, Fallico, sofferente di problemi cardiaci ed ipertensione, aveva accusato un dolore al petto ed era stato visitato in infermeria, dove gli erano state somministrate una tachipirina ed un farmaco dilatatore delle coronarie;

la morte del Fallico, come rilevato dal Garante per le carceri del Lazio, dottor Marroni, è la terza morte in un mese registrata nel carcere di Viterbo; il 18 aprile 2011 a morire era stato il senegalese trentenne Dioune Sergigme Shoiibou che poco prima di essere arrestato era stato operato alla testa per asportare un ematoma dal cervello e, per questo, era in cella pur essendo privo di parte della calotta cranica. Domenica 15 maggio, invece, un agente di polizia penitenziaria 42enne si era tolto la vita sparandosi nello spogliatoio del carcere poco prima di prendere servizio. «Tre decessi in un mese nel carcere di Viterbo sono una media altissima che ci preoccupa molto - ha dichiarato il Garante Marroni - perché sono avvenuti nonostante l'impegno della direzione, degli agenti di polizia penitenziaria e delle altre professionalità che lavorano in quella struttura. Ognuno di questi decessi è una storia diversa con, però, una matrice comune: quella di poter essere attribuito al sovraffollamento e alle drammatiche condizioni di vita negli istituti» -:

quali informazioni possa fornire il Ministro in merito alle circostanze nelle quali sono avvenuti i tre decessi e, specificamente, di quali elementi dispongano con riferimento alle cure prestate al Fallico dopo l'episodio di giovedì 19 maggio 2011;

se non ritenga il Ministro che di fronte al ripetersi di simili tragici episodi, sino a delineare una statistica divenuta ormai più che allarmante, non debbano essere assunte drastiche iniziative non solo per diminuire l'insopportabile sovraffollamento nelle carceri italiane (condizione di base nella quale spesso affondano le cause di simili fatti) ma soprattutto per promuovere una nuova riforma della medicina penitenziaria, le cui condizioni appaiono assolutamente inadeguate alla gravità dei problemi presenti nella realtà carceraria;

quali iniziative e provvedimenti il Ministro intenda assumere con urgenza per dare attuazione agli impegni assunti davanti alla Camera con l'approvazione delle mozioni recentemente presentate sul problema delle carceri. (5-04810)