www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 13/06/2011  -  stampato il 07/12/2016


Le blatte dell’Ucciardone.

     Si potrebbe girare un documentario naturalistico per il canale natura di una TV a pagamento, sulle blatte dell’Ucciardone, una specie di insetto, che all’Ucciardone ha trovato il suo habitat naturale e si è insediata con successo nella vecchia struttura borbonica, vista la mancanza totale di disinfestazioni   e viste le tanti condizioni strutturali che ne favoriscono la riproduzione.

     La blatta dell’Ucciardone è leggermente più lunga delle blatte comuni 6 – 7 cm, fornita di un paio di ali robuste e antenne che la guidano per le degradate sezioni (7^ e 3^); esce dai suoi infiniti nascondigli all’imbrunire, colonizzando il muro di cinta, il piazzale, il marciapiede ove insistono l’ufficio matricola e l’ufficio della sorveglianza generale, alla ricerca di cibo.

   La blatta potrebbe essere eletta a simbolo del nuovo Ucciardone, un carcere estremamente degradato, il cui personale nel tempo non ha perso occasione per farsi distaccare altrove, e dove il rimanente personale è talmente scarso che si attua la sorveglianza dinamica da un bel pezzo, prima ancora che i nostri vertici ne parlassero ufficialmente come la nuova forma di vigilanza nelle carceri (vista la carenza di personale).

   Non parliamo poi dei sottufficiali: dove sono finiti tutti gli ispettori e sovrintendenti del Corpo assegnati all’Ucciardone e risucchiati poi da comodi uffici in altre sedi? Perché questa amministrazione non pensa seriamente ad un piano di rientro del personale distaccato, tranne che quello per gravi motivi di famiglia (documentati)?

   E’ serio per un carcere come l’Ucciardone affidare la sorveglianza generale ad un assistente? Senza nulla togliere alla professionalità dell’assistente. Purtroppo chi può, fugge dall’Ucciardone, lasciando nella disperazione chi non ha santi in paradiso. Quelli che resistono sono i nostri eroi dimenticati dal DAP; l’importante però è mettere a disposizione uomini e mezzi per le fiction di mafia e far vedere l’ottava sezione ristrutturata  mentre la Commissaria Manes fa improbabili colloqui con l’uomo dei servizi segreti deviati.


 Miguel Cervantes