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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 15/06/2011  -  stampato il 06/12/2016


“Il futuro alle porte” si, ma č una minaccia o una promessa?

Nei giorni scorsi è diventata di dominio pubblico la notizia che il Ministro della Giustizia Angelino Alfano avrebbe assunto l’incarico di Segretario dei PDL con conseguente dimissioni da Ministro.

Non è stata una notizia da poco perché è arrivata in prossimità della stagione estiva che, con l’attuale sovraffollamento e il contemporaneo sotto dimensionamento dell’organico della Polizia Penitenziaria, rischia (come al solito) di essere più calda del previsto. Il SAPPE ha subito chiesto che il Ministro non abbandonasse proprio ora il suo incarico perché, al di là di qualsiasi tipo di giudizio sull’operato del Ministro e del Governo, subire un “cambio della guardia” a via Arenula, proprio ora, non è una bella notizia per il Corpo.

Ma oltre alla valutazione che ha espresso il SAPPE, ci sembrava opportuno chiedere cosa ne pensassero i lettori della nostra/vostra rivista e del nostro/vostro blog. Per questo abbiamo lanciato il sondaggio su qual è la vostra personale valutazione sulle prossime dimissioni di Angelino Alfano.

Dopo pochi giorni ci sono state più di cinquecento riposte; un numero su cui si possono fare già delle considerazioni.

Il dato che è emerso da subito è che i voti si sono raggruppati su due risposte: quella che ha ottenuto più voti fino ad ora è quella che giudica la notizia un fatto estremamente positivo mentre la seconda registra una sostanziale rassegnazione della Polizia Penitenziaria. I voti delle due risposte, sommati, sfiorano il 90% di quelli espressi e, anche se il sondaggio non ha adottato alcun criterio di ricerca statistica, ma è una libera espressione di opinione, si può ipotizzare che attualmente convivano due anime nella Polizia Penitenziaria:

i rassegnati che si limiteranno ad annotare nei propri ricordi l’ennesimo Guardasigilli. Quelli che hanno perso la capacità di fare proiezioni, di credere che cambiare un ministro possa apportare qualche cambiamento al proprio lavoro;

e quelli che ancora sono capaci di cogliere una speranza. Quelli che ancora hanno la forza di “leggere” la fuoriuscita di Alfano come un’ottima notizia, un’occasione per il futuro.

Qualche settimana prima, in tempi non sospetti, quando eravamo tutti una grande famiglia e stavamo festeggiando all’Arco di Costantino, i discorsi del Ministro erano pieni di belle speranze. Il bollettino ufficiale dell’Amministrazione penitenziaria, meglio conosciuto con il nome de “Le Due Città”, prontamente, nel numero di maggio 2011, si lanciava in un editoriale dal titolo ambiguo che forse aveva già colto e saputo interpretare i pensieri di chi ha partecipato al nostro sondaggio: “Il futuro alle porte”. Se lo si legge quell’editoriale, si rimane ancora più perplessi di prima. Al futuro vengono dedicate le ultime due righe evocandone la presenza (peraltro scontata), ma guardandosi bene dal fare previsioni. Si fa cenno solo alle radici, al passato, come se questo bastasse.

Non ci resta allora che rimanere ad aspettare, con le nostre (esili) speranze e le nostre rassegnazioni, in attesa dell’estate e del prossimo Ministro?