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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 15/06/2011  -  stampato il 03/12/2016


Giustizia, nasce il Codice delle leggi antimafia.


Presentazione

Il Consiglio dei Ministri del 9 giugno 2011 ha approvato, in via preliminare, uno schema di decreto legislativo contenete il Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione e nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia.

“E’ il completamento della strategia del governo di contrasto alla criminalità organizzata”, ha detto il ministro giustizia Alfano nella successiva conferenza stampa, una strategia fondata su tre direttrici: arresto dei latitanti, carcere duro, aggressione ai patrimoni criminali. Alfano ha presentato il provvedimento insieme al Presidente Berlusconi, che ha sottolineato l’importanza di ridurre ad unità tutte le norme che, nel tempo, si sono stratificate, e al ministro dell’interno Maroni: il Testo Unico, infatti, è frutto della collaborazione tra i due ministeri.

Il decreto attua le deleghe previste dagli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n .136, con l’obiettivo di realizzare una completa ricognizione delle norme antimafia di natura penale, processuale e amministrativa ed il coordinamento delle stesse, comprese quelle previste dalla nuova disciplina dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata).

Il nuovo Codice completa la riforma della legislazione antimafia avviata dal Governo tra il 2008 e il 2010, in particolare con riguardo a:


  • applicazione della normativa antimafia a tutti i reati di “competenza” delle D.D.A. e attribuzione alle stesse delle indagini patrimoniali e del potere di proporre le misure di prevenzione;

  • possibilità di applicare separatamente le misure patrimoniali e personali. I patrimoni mafiosi possono essere aggrediti anche in caso di morte;

  • rafforzamento del ruolo del Procuratore nazionale antimafia (può fare applicare propri magistrati alle procure distrettuali per la trattazione di singoli procedimenti di prevenzione);

  • istituzione dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

Il Codice è articolato in cinque libri:


  • Libro I: La criminalità organizzata di tipo mafioso;

  • Libro II: Le misure di prevenzione;

  • Libro III: Nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia;

  • Libro IV: Le attività informative ed investigative nella lotta contro la criminalità organizzata. L'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata;

  • Libro V: Modifiche al codice penale e alla legislazione penale complementare.

Dopo il via libera di oggi, lo schema di decreto legislativo passa al Parlamento che avrà 60 giorni per dare il suo parere, per poi passare all’approvazione definitiva.

Fonte: Ministero della giustizia - Ministero dell'interno