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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 16/06/2011  -  stampato il 10/12/2016


Il fascino della divisa conquista anche l'Agente Franco Ionta

Ho sempre trovati ridicoli quei politici che indossavano le divise/uniformi in occasione delle visite di rito presso i “teatri operativi” in cui erano impiegate le truppe. Non ho mai potuto fare a meno di considerarli fuori luogo, fuori ordinanza, fuori di testa.

Ma come ti viene in mente di (tra)vestirti da quello che non sei, proprio quando sei in visita ufficiale, quando rappresenti una funzione e dovresti farlo con il massimo della dignità e del rispetto delle istituzioni prima e delle persone (di conseguenza poi) a cui vai a fare visita?

Posso capire indossare un feticcio, un simbolo, come un cappellino, una maglietta, una giacca … ma un’uniforme completa, oltretutto senza mostrine e gradi (ovviamente), ma come si fa?

Mi ritornano in mente quei giorni quando io e i miei amici eravamo tutti sceriffi, tutti con la stella appuntata sulla maglietta, ma all’epoca frequentavamo le scuole elementari e in fondo lo sapevamo che era un gioco. Mi vengono in mente anche le immagini dell’arresto di Bernardo Provenzano, quando sta per salire sull’elicottero della Polizia di Stato e indossa la casacca con la scritta “Polizia”, ma in quel caso ovviamente non era stata una scelta. Le mie sono libere associazioni, non voglio offendere e denigrare nessuno, esprimo una mia sensazione. E provo la stesso disorientamento quando rivedo Capi di Stato, Ministri, Capi Dipartimento, che si mostrano per quello che non sono, per quello per cui non sono stati formati, pagati; quando indossano quei completi che non gli appartengono.

Ma forse dev’essere troppo forte l’istinto d’emulazione, il desiderio di compiacimento, la voglia di provare l’ebbrezza di indossare quei simboli di cui si è circondati quotidianamente e forse, in segreto, a cui si ambisce o si è ambito in passato.

Per questo sono saltato sulla sedia quando ho visto le foto di Franco Ionta in “mimetica” della Polizia Penitenziaria, in occasione della visita in Kosovo al nostro contingente impegnato nell’ambito della missione EULEX! Il Capo del DAP si è presentato indossando la tuta da lavoro della Polizia Penitenziaria (quella bella comoda che è vietato indossare in carcere per non spaventare le persone detenute) senza mostrine ovviamente, ma con lo scudetto del Servizio Traduzioni e Piantonamenti in bella vista.

Per i più curiosi segnalo anche il video presente sul canale Youtube della Polizia Penitenziaria (pardon, dell’Ufficio stampa del DAP): http://www.youtube.com/user/UfficioStampaDAP#p/u/1/hDQv6EoITUA.

La foto è stata tratta dal sito www.polizia-penitenziaria.it a cui, se fossi in Ionta, non sarei certo riconoscente per avermela pubblicata …

p.s. chi sa se almeno il nostro Capo del Dipartimento, che era l’unico tra i presenti a fregiarsi anche dello scudetto delle Traduzioni e Piantonamenti, con l’occasione, non abbia valutato anche la possibilità di intercedere per accelerare i pagamenti degli arretrati al nostro contingente impegnato nella missione in Italia denominata “traduzioni e piantonamenti quotidiani”?