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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 19/06/2011  -  stampato il 04/12/2016


Magazzinieri di carne umana.

Sfogliando le pagine del registro matricola, esposto in questi giorni nello stand della Polizia Penitenziaria, alla Fiera Campionaria denominata A.R.C.O. IN che si tiene ogni anno a Trapani, mi sono imbattuto in un episodio curioso accaduto nella notte del 31 marzo 1938 al carcere di Favignana.

Un tale Ingargiola, detenuto, di Mazara del Vallo, accusato di furto di biciclette, venne denunziato in stato di arresto dagli agenti di custodia di Favignana per oltraggio a P.U.
Immagino già la scena: i colleghi che passano per la conta e sentono le lamentele dell’Ingargiola; ne nasce un breve contraddittorio e il detenuto che scende giù dal letto inveendo contro la guardia, ma non usando i soliti epiteti di cornuto e sbirro. Lo stesso, dimostrando un livello culturale più alto degli altri detenuti (d’altronde rubava le biciclette!!) profferiva al collega le testuali parole: “Carne venduta, magazzinieri di carne umana, se non siete capaci a far servizio, andate a zappare la terra tu, il Capoguardia e il Direttore e non ho paura di nessuno, nemmeno se viene l’Ammiraglio, e se non siete capaci di mettere l’ordine in questo Stabilimento, lo metto io! – il tutto condito da sputi.
E’ utile aggiungere che il 27 dicembre del 1939 il Tribunale di Trapani lo condannò ad anni 1 e mesi 2 reclusione, sentenza non appellata e divenuta subito esecutiva.
Quello che più mi ha colpito è stato senz’altro l’appellativo di: magazzinieri di carne umana, mai sentito in tanti anni di carriera e che però è di una tremenda attualità visto il sovraffollamento delle carceri, dove i detenuti sono appunto stipati come se si trattasse di un deposito di carne umana!
 
Giuseppe Romano