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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 24/06/2011  -  stampato il 03/12/2016


Il Principio dello Scoiattolo Cieco.

Avevamo, purtroppo,  già avuto modo di raccontare delle millanterie di un segretario generale minoritario, affetto da sindrome ossessivo compulsiva contro il Sappe, ai tempi dell’approvazione della legge sulla detenzione domiciliare per le pene brevi.
In quell’occasione, smentimmo clamorosamente le stupidaggini scritte da costui sul provvedimento legislativo affibbiandogli il nomignolo di Mister NO.
Purtroppo, però, la speranza che la lezione fosse servita a neutralizzare, o quantomeno a ridimensionare, il personaggio in questione si è rivelata una pia illusione.
E' evidente che, soprattutto in un momento grave e drammatico come questo, una delle cose più facili da fare è quella di infilarsi su certa stampa con teoremi strumentali e cervellotici che non hanno altro scopo che quello di dare visibilità a chi, altrimenti, non apparirebbe mai non avendo niente da dire.
Si pensi ad illogiche, quanto improbabili, insinuazioni su presunte privatizzazioni del sistema penitenziario organizzate da chissà quale regia occulta.
E', altrettanto, evidente che la strada del complottismo paga sempre in termini di visibilità mediatica (ci sono esempi a bizzeffe nel passato della cronaca italiana).
Stessa matrice rinviene dagli attacchi strumentali e pretestuosi che quotidianamente vengono portati a chi in questo momento sta soltanto cercando di arginare nei penitenziari la situazione più drammatica mai verificatasi nella storia dell'Italia repubblicana.
Ovviamente, e purtroppo, tutto questo viene fatto a discapito e sulle povere spalle di chi sta in prima linea a fronteggiare nelle sezioni, nei tribunali, nelle traduzioni e negli ospedali più di sessantasettemila persone private della libertà.
Ma tutto questo poco importa a chi dal comodo osservatorio privilegiato di una segreteria generale e attraverso computer, blackberry, internet, fax e video sputa sentenze ed inventa improbabili complotti e visionarie cospirazioni.
Se non fosse che alla base di tutto c’è un’enorme tragedia, si potrebbe anche rimanere ammirati dalla fantasia con la quale si inventano una quantità di ipotesi nuove legate al piano carceri.
Il principio di base è come sempre il solito: si prende una qualche piccola incongruenza (o presunta tale) e si parte per avanzare teorie complottiste estreme.
Una simile metodologia si avvale anche di un’altra strategia mediatica: la dietrologia.
Dietrologia è un termine coniato in Italia negli anni settanta in ambito politico e in senso polemico per indicare chi ritiene che un evento sia dovuto a cause diverse da quelle manifeste o conosciute, collegabili a trame oscure, presumendo di conoscere e poter rivelare quello che si nasconde "dietro" la facciata ufficiale degli avvenimenti storici. Il punto cardine dei dietrologi è la domanda cui prodest? (a chi giova?) un determinato fatto, sottintendendo l'ipotesi che tale avvenimento potrebbe essere stato provocato ad arte.
Per altro verso, è cosa nota che l'idea di complotto colpisce l'immaginazione collettiva, rende apparentemente chiaro - fornendo una spiegazione - ciò che sembra a prima vista incomprensibile, e suscita sentimenti contro un nemico comune. Che nel caso del nostro Mister NO è il Sappe e tutti coloro che interloquiscono con lui.
Tanto per fare alcuni esempi di questa strategia complottistico-cospirazionista, citiamo soltanto alcune delle performance del nostro Acerrimo Nemico:
In una intervista a Repubblica (ottenuta, ovviamente, soltanto grazie al sensazionalismo delle dichiarazioni) il Nostro, parlando del Capo de Dap,ha sostenuto:

 “Forse perché con il passaggio da Commissario Straordinario a Commissario delegato, quello che lo stesso Ionta propone, si avrebbero poteri e vantaggi in più? Da Commissario delegato accrescerebbe il proprio stipendio (il 3,75% mensile in più su 400 mila euro percepiti quale Capo della Polizia Penitenziaria oltre stipendio da Magistrato di Cassazione euro), segreterebbe le procedure e i contratti sostituendosi all’autorità politica e avrebbe quindi modo di attuare anche quella c.d. privatizzazione paventata da noi pochi giorni fa con lanci di stampa che solo voi avete considerato.” 

Ma una cosa consimile aveva già trovato spazio sulle agenzie di qualche tempo prima: 
 
"Giustizia: Osapp; secretati gli appalti, per vitto e "sopravvitto" – 12 FEB – ASCA" 
 
Dal canto nostro, siamo profondamente convinti che la stragrande maggioranza dei colleghi è veramente stufa della demagogia oscurantista e disfattista di certi sindacalisti misantropi di professione.
E’ inevitabile che, alla fine, ci si stanchi di  leggere comunicati deliranti che farneticano di cospirazioni e che lanciano strali contro tutto e contro tutti.
Come non ricordare il battage sul “No ai Magistrati al Dap” subito dopo, però, smentito da  “Meno male che è tornato Tinebra”.
E ancora, come dimenticare i lunghi mesi in cui  Mister No si è divertito ad impallinare il disegno di legge sulla detenzione domiciliare (che conteneva la norma per assumere migliaia di agenti) una volta dicendo che non esisteva alcun DDL, un’altra volta dicendo che il numero degli agenti non era quello indicato ed, infine, sostenendo che non c’era alcuna copertura finanziaria.
Fummo costretti a leggere, addirittura, un comunicato del 17 novembre 2010, dove si sosteneva  che il provvedimento non era ancora calendarizzato, nello stesso momento in cui Il Sappe, la sera dello stesso giorno, era materialmente presente in Senato dove fu approvato definitivamente.
Senza alcuna vergogna, poi, dopo che la legge è stata approvata, il Campione di capriole e giravolte con la sua bella faccia di bronzo ha festeggiato  la vittoria degli altri diramando comunicati trionfanti che pubblicizzavano l’assunzione di nuovi agenti.
C’è mancato poco che il Grande Illusionista rivelasse urbi et orbi che i 72 milioni di euro, che secondo lui mancavano per la copertura del provvedimento, ce li aveva messi l’Osapp o addirittura egli stesso di tasca propria.
Ma sono state tante altre le boutade di Mister NO circolate sul web: 
 
“La popolazione detenuta arriverà a 80000... 90000... 100000...” 
 
“Il numero dei detenuti diminuisce, ma non durerà...” 
 
“La legge sulla detenzione domiciliare non è stata nemmeno presentata... La legge sulla detenzione domiciliare non sarà mai calendarizzata... La legge sulla detenzione domiciliare non sarà mai approvata... La legge sulla detenzione domiciliare non verrà mai applicata... La legge sulla detenzione domiciliare è stata applicata ma non uscirà nessun detenuto...” 
 
“Le assunzioni non si faranno mai... Non esiste alcuna norma sulle assunzioni... La norma è stata presentata ma non sono nemmeno 1000... Non sono nemmeno 2000... Non sono nemmeno 3000... “ 
 
Ad onor di cronaca, il quinquennio di dirigenza del Dap di Tinebra è stata l’unica parentesi in cui Mister No ha avuto un po’ di credito presso il Palazzo e, di conseguenza, l’unico lasso di tempo durante il quale non ha sparato sul pianista.
Alla fine di quel periodo, però, abbiamo ritrovato un Mister NO che sembrava uscito dallo spot delle crociere Costa. Avete presente quello spot in cui un personaggio stralunato e sconclusionato combina un sacco di guai e si scusa dicendo: “... Sono appena tornato.” e tutti gli altri lo giustificano dicendo: “Ah... sei appena tornato...”?
Valutando la sua strategia, abbiamo fondati sospetti che il nostro Mister NO si ispiri al Principio dello Scoiattolo Cieco,  quella teoria secondo la quale anche uno scoiattolo cieco, a furia di tentativi, ogni tanto riesce a trovare una ghianda.
Crediamo, infatti, che Mister NO sia consapevole del fatto che facendo tante dichiarazioni e tante previsioni (per quanto assurde), aumentano le probabilità che, prima o poi, qualcuna si avveri o, quantomeno, capiti  qualcosa di abbastanza simile alla previsione.
Pensate, ad esempio, alla litania sul passaggio della Polizia Penitenziaria al Ministero dell’Interno (peraltro una proposta provocatoria presentata per la prima volta dal Sappe tanti anni fa).
Un giorno si propone di passare al Ministero dell’Interno, un altro si chiede di passare alla Difesa e un altro ancora si pretende l’istituzione della Direzione Generale della Polizia Penitenziaria al Ministero della Giustizia...
E’ evidente che, prima o poi, una di queste ipotesi si potrebbe verificare e allora il nostro Grande Demagogo sbandiererà ai quattro venti un suo comunicato (nascondendo tutti gli altri in contraddizione) e cercherà di attribuirsi i meriti dell’avvenimento.
Il nostro buon Prestigiatore sa bene, appunto, che è più probabile che si ricordino solo i casi in cui le profezie si avverano e che è piuttosto facile che si dimentichino gli insuccessi, anche se questi sono dieci volte più numerosi.
E’ questa la teoria su cui si basa il Principio dello Scoiattolo Cieco secondo il quale a furia di fare previsioni, prima o poi ci si azzecca.
La cosa più importante, tutto sommato, è riuscire a far notare soltanto  i successi e nascondere bene tutti  i fallimenti.
E, probabilmente, questa è l’unica cosa nella quale Mister NO non è secondo a nessuno. 

 
Orecchino al Naso