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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 25/06/2011  -  stampato il 10/12/2016


Interrogazioni parlamentari sul carcere 13 - 18 giugno 2011.

 

ATTO CAMERA
INTERPELLANZA 2/01129
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 486 del 15/06/2011
Firmatari
Primo firmatario: NAPOLI ANGELA
Gruppo: FUTURO E LIBERTA' PER IL TERZO POLO
Data firma: 15/06/2011
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 15/06/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interpellanza 2-01129
presentata da
ANGELA NAPOLI
mercoledì 15 giugno 2011, seduta n.486

La sottoscritta chiede di interpellare il Ministro della giustizia, per sapere - premesso che:

nei giorni scorsi, durante le indagini legate all'operazione «Tsunami», che ha coinvolto il clan degli zingari di Cassano Jonio (Cosenza), è stato scoperto il progetto mirante ad uccidere Vincenzo Luberto, magistrato della direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e valoroso titolare di numerose inchieste contro importanti clan della 'ndrangheta dell'Alto Ionio cosentino;

oltre al preoccupante e grave atto è emersa la «drammatica situazione» nella quale versa la direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, competente per ben 4 province calabresi (Catanzaro, Cosenza, Crotone, Vibo Valentia), a causa della carenza di uomini e mezzi;

il procuratore aggiunto di Catanzaro, Giuseppe Borrelli, ha parlato di «condizioni di estremo disagio in cui si trova ad operare la Procura di Catanzaro»;

sul fronte dei Magistrati la direzione distrettuale antimafia conta sei pubblici ministeri nel mentre ne necessiterebbero il doppio; sul versante amministrativo, a fronte di 110 computer, lo scorso anno ne sono stati sostituiti soltanto 5; per l'informatizzazione dell'archivio, i tecnici, solo due per Calabria e Sicilia, hanno impiegato ben 8 mesi;

inoltre, la procura di Catanzaro è l'unica in Italia a non aver avuto alcun tipo di accesso ai fondi strutturali dell'Unione europea, per motivi non del tutto chiari;

allarme viene lanciato anche dal procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, Mario Spagnuolo: «manca la carta per le fotocopie ed incontriamo gravi difficoltà nel rilasciare copie di atti all'utente che ha pagato i diritti; i fondi per l'acquisto del toner coprono appena il 50 per cento del fabbisogno, la dotazione della benzina è di 20 buoni per due autovetture, una delle quali, blindata, e destinata a Magistrato sottoposto a misure di protezione, le sezioni di PG non hanno computer, carta, toner e materiale di consumo e la Procura, che aveva fin ora sopperito al problema, non è più in condizioni di intervenire»;

sempre nella Procura di Vibo Valentia nell'ultimo anno è arrivato un solo computer nuovo e manca la manutenzione di quelli vecchi ed ormai usurati;

anche le case circondariali di Vibo Valentia e di Reggio Calabria, così come tutte le altre calabresi, non hanno più soldi e non riescono a trasferire i detenuti in udienza, con il rischio di far saltare migliaia di processi, proprio in una regione dove la 'ndrangheta imperversa, minaccia ed impera -:

quali urgenti iniziative di competenza intenda attuare per sopperire alle condizioni di estremo disagio che regnano presso la direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, la Procura della Repubblica di Vibo Valentia, le case circondariali di Vibo Valentia e di Reggio Calabria e le altre di quella regione.
(2-01129) «Angela Napoli».
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12333
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 486 del 15/06/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 15/06/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
15/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
15/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
15/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
15/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
15/06/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 15/06/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12333
presentata da
RITA BERNARDINI
mercoledì 15 giugno 2011, seduta n.486

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.
- Per sapere - premesso che:


l'interrogante il 23 maggio 2011 è tornata a visitare il carcere palermitano dell'Ucciardone accompagnata da Donatella Corleo e Sergio Rovasio;


nella visita la delegazione è stata guidata dal dottor Marcello Veneziano, direttore che sarà a breve sostituito dalla dottoressa Rita Barbera essendo egli stato nominato provveditore regionale della Sicilia;


rispetto alle visite precedenti, oggetto delle interrogazioni n. 4-08438 e 4-02624, la situazione è leggermente cambiata seppure persistano gravissime illegalità sotto il profilo del rispetto dei diritti umani e della dignità delle persone ivi ristrette;


i fatti per i quali si registra un miglioramento riguardano sia l'apertura della ristrutturata ottava sezione sia la diminuzione della popolazione detenuta seguita ad uno sfollamento; lavori in corso riguardano la seconda sezione che, a detta del dottor Veneziano, dovrebbe essere consegnata nel prossimo mese di ottobre; per la sesta sezione, c'è un progetto di ristrutturazione che però è in attesa di finanziamento;


per quanto riguarda la situazione degli agenti di polizia penitenziaria permane una forte carenza essendo gli effettivi in numero di 350 rispetto ai 530 previsti dalla pianta organica; ciò determina la distribuzione su tre turni di lavoro anziché quattro provocando un forte stress negli agenti in servizio;


i detenuti presenti all'atto della visita erano 583 di cui, 315 con sentenza definitiva, 147 in attesa di primo giudizio, 69 appellanti e 52 ricorrenti;


nell'ottavo reparto, quello ristrutturato, sono ristretti 122 detenuti che vivono in celle finalmente dotate di bagno con doccia;


nella settima sezione i detenuti sono 222 e dato del sovraffollamento è sconcertante avendo potuto verificare che in stanze di circa 15 metri quadri sono ristretti ben 7 detenuti, i quali dispongono pertanto di poco più di 2 metri quadri testa; gli ambienti sono fatiscenti e dal punto di vista igienico indecenti: celle dalle mura scrostate e sporche che cadono a pezzi, gabinetti indecenti, docce comuni che, a causa dell'umidità, sembrano delle grotte di colore verde e nero per il muschio alle pareti e nel soffitto, sudicie e piene di ruggine agli impianti; la presenza di zanzare è notevole, i detenuti le raccolgono via via nei bicchieri e di notte sono costretti a dormire completamente coperti per evitare quello che definiscono un vero e proprio «massacro»; a tutto ciò si aggiunge l'indisponibilità degli attrezzi e dei detersivi per pulire le celle che solo i detenuti che hanno denaro sufficiente nel conto corrente, possono acquistare a caro prezzo allo spaccio interno;


su 583 detenuti, solo 70 lavorano, pari al 12 per cento: immutata rispetto alle visite precedenti è rimasta la pressoché totale assenza di attività; quasi tutti i detenuti, infatti, passano 20 ore in cella, avendo accesso a 2 ore d'aria la mattina e a 2 il pomeriggio, ma essendo privati del tempo che in altri istituti viene destinato alla «socialità»;


tutti i detenuti lamentano i prezzi troppo alti dello spaccio interno;


dal punto di vista medico-sanitario la situazione è peggiorata soprattutto per quel che riguarda la disponibilità di farmaci: anche il Brufen (di cui si parla nelle interrogazioni precedenti), cioè «la medicina che cura tutto», dal mal di pancia al mal di testa, è divenuto «raro» il che ha fatto vivere ad alcuni detenuti momenti di grande sofferenza quando hanno affrontato un mal di denti o di testa acuti;


nonostante le ristrutturazioni, il muretto divisorio continua ad essere presente nelle sale colloqui, rendendo particolarmente squallidi gli incontri dei detenuti con i familiari, in particolare quando si tratta di minori; alle finestre di molte celle ci sono ancora le cosiddette «gelosie», vietate dal regolamento penitenziario perché impediscono sia alla luce e all'aria di entrare che di poter guardare all'esterno; non è un caso che un detenuto della settima sezione abbia usato l'espressione «qui siamo trattati come animali»;


oltre alla settima, e alla nuova sezione, la delegazione ha visitato il reparto «protetti»: anche lì, si è constatato lo stato di degrado strutturale e la generale situazione di precarietà igienica; nella prima cella visitata erano ristretti due uomini visibilmente in stato di grave sofferenza psichica, probabilmente sotto l'effetto di psicofarmaci: uno dei due tremava;


altra forte carenza che permane e che riguarda tutto l'Istituto, è quella riguardante le figure professionali di sostegno psicologi, educatori e perfino gli assistenti sociali.sono pochissimi; alcuni detenuti affermano di non aver mai visto l'educatore;


quanto segnalato in precedenza è peraltro confermato da una recente presa di posizione dei sindacati SAPPE-FNS.CISL-UGL.PP-FP.CGIL-polizia penitenziaria-Palermo Ucciardone, che l'interrogante ritiene di dover riportare integralmente: «Alla Direzione della Casa Circondariale Palermo "Ucciardone" - Al Provveditorato Amministrazione Penitenziaria Palermo

prot. 01/11 unitaria

Palermo li 8 giugno 2011

Oggetto: Urgente disinfestazione CC Ucciardone, Chiusura immediata della 7a e 3a sezione, per carenze igienico sanitarie: muffe Stachybotrys Chartarum, umidità e muri screpolati, vetuste condizioni strutturali e notevole carenza di personale di polizia varie qualifiche. Con la presente si intende segnalare, ancora una volta, ma non solo, le gravi problematiche che affliggono l'Istituto Penitenziario dell'Ucciardone.

In atto, la situazione dell'istituto non permette di assolvere il mandato istituzionale cui è demandato il Corpo di Polizia Penitenziaria.

Ciò a causa della penuria di personale, di stanziamenti economici insufficienti, nonché del sovraffollamento detentivo che ormai da tempo ha superato ogni soglia di civile e razionale tollerabilità.

A causa di quanto esternato, il personale di Polizia Penitenziaria è costretto sempre più a operare in situazioni di oggettiva difficoltà e con scarsissimi livelli di sicurezza. Per citare alcuni esempi, ormai, è prassi consolidata sorvegliare più sezioni e cancelli contemporaneamente, come alla 9a sezione, oppure disposti su più piani vedasi 7a, 3a e 8a (un solo agente per effettuare i controlli, deve spostarsi da un piano ad un altro). Per tamponare la carenza di agenti, in palese violazione degli accordi sindacali siglati a livello nazionale, si fa ricorso ai cosiddetti doppi turni.
Nonostante da tempo le OO.SS scriventi abbiano più volte scritto e denunciato tale situazione nessun miglioramento ne è derivato. Il carcere dell'Ucciardone rischia di esplodere da un momento all'altro e nessuno adotta i provvedimenti necessari. Si continua a disattendere gli accordi sindacali siglati e a calpestare i diritti umani di centinaia di detenuti e degli operatori Penitenziari. In tutto l'istituto gravano condizioni igienico sanitarie e strutturali da terzo mondo, non possono più sottacere alla situazione igienica critica e non possono far altro che chiedere una Disinfestazione Generale Urgente in tutto l'istituto penitenziario dell'Ucciardone perché i Poliziotti Penitenziari sono stanchi di recarsi a lavoro e poi ritornare a casa pieni di morsi di zanzare oppure mentre si recano di sentinella ed ovunque lungo i viali dell'Ucciardone vedono camminare le blatte, e molto spesso si vedono pure grossi ratti.
Nei Corridoi ed all'interno delle camere detentive cadono calcinacci per le fatiscenti condizioni dei muri a causa dell'umidità e muffe. Gli impianti idrici e fognanti sono vecchi, fuori norma ed arrugginiti, con continue e mai interrotte perdite sia di acqua corrente che reflue, con conseguenti malsane esalazioni che inquinano l'interno degli stabili. Pochissimi sono i sovrintendenti e gli ispettori, ed in assenza, vengono sostituiti da personale non di ruolo che assumono funzioni superiori senza averne alcuna corresponsione economica.
Per i motivi espressi, nelle more di interventi risolutivi, questa organizzazione sindacale chiede che l'Amministrazione Penitenziaria proceda una disinfestazione generale in tutto l'istituto penitenziario Urgente dell'Ucciardone alla chiusura immediata della 7a e 3a, il rientro di tutto il personale di varie qualifiche distaccato a vario titolo presso altre sedi, escludendo però i colleghi che hanno motivi gravi familiari oppure di opportunità.» -:


se siano a conoscenza di quanto esposto in premessa;


se intendano rispondere a questa e alle interrogazioni presentate in precedenza;


in che tempi avverrà in Sicilia il passaggio della sanità penitenziaria al SSN e quali siano i motivi del ritardo;


quali iniziative intenda mettere in atto per riportare la popolazione detenuta nel carcere dell'Ucciardone nel limite dei posti regolamentari disponibili e consentire la piena applicazione dell'ordinamento penitenziario oltre che il rispetto di quanto stabilito dalla Corte europea dei diritti dell'uomo;


se non ritenga finalmente di dover completare, senza ulteriori ritardi e rinvii, la pianta organica del personale di polizia penitenziaria, colmando le gravissime lacune esistenti che creano un enorme stress fisico e psicologico degli agenti in servizio costretti a turni massacranti oltre che al mancato riconoscimento degli effettivi ruoli professionali ricoperti;


in che tempi intenda intervenire per assicurare le attività trattamentali, in primo luogo il lavoro, che consentano ai detenuti di intraprendere un percorso riabilitativo;


in che tempi verrà assicurata ai detenuti un'adeguata assistenza psicologica e quando verranno adeguati gli organici del personale di ogni ordine e grado;


cosa intenda fare per affrontare l'emergenza igienico-sanitaria dell'istituto e per ristrutturare gli edifici fatiscenti, compresa la caserma degli agenti;


a quando risalga l'ultima relazione della ASL in merito ai requisiti igienico-sanitari di tutti gli ambienti del carcere dell'Ucciardone e cosa vi sia scritto in tale relazione;


a quando risale l'ultima morte verificatasi nell'istituto, a quando l'ultimo suicidio, in che modo si siano verificati, quale fosse l'età e la nazionalità delle persone decedute;


quante siano dall'inizio dell'anno le morti verificatesi nell'istituto palermitano, quante per cause naturali e quante per suicidio; quanti siano stati i tentati suicidi, quanti gli atti autolesionismo;


se intenda dotare i detenuti delle attrezzature e dei detersivi per pulire le celle e se intenda vigilare sui prezzi praticati all'interno dello spaccio;


quando si abbatterà il muretto divisorio delle sale colloqui e quando verrà attrezzata un'adeguata area verde per i colloqui all'aperto dei detenuti con i minori e con gli altri familiari. (4-12333)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12299
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 485 del 14/06/2011
Firmatari
Primo firmatario: TESTA FEDERICO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 14/06/2011
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 14/06/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12299
presentata da
FEDERICO TESTA
martedì 14 giugno 2011, seduta n.485

FEDERICO TESTA. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

attualmente presso il carcere di Montorio di Verona lavorano 280 agenti di polizia penitenziaria di ogni grado, rispetto a una pianta organica di 407;

la capienza prevista per l'istituto penitenziario in questione è di circa 500 detenuti ma, ad oggi, essi sono quasi il doppio, un sovraffollamento che determina notevoli problemi, non ultimi quelli sanitari;

la situazione è aggravata dalla mancanza di fondi anche per le minime esigenze, come ad esempio la carta o le lampadine;

il personale che lavora nell'istituto ha proclamato lo stato di agitazione chiedendo, tra le altre cose:

a) il rientro in sede a Verona del personale distaccato e/o in missione presso altre sedi in ambito regionale e nazionale;

b) l'assegnazione all'istituto penitenziario di Montorio di un cospicuo numero di agenti del corso di formazione presso le scuole del corpo, che terminerà presumibilmente nel settembre/ottobre 2011, mentre non risulta prevista, allo stato, alcuna assegnazione presso la sede di Verona;

c) una redistribuzione sul territorio dei detenuti «giudicabili» e «appellanti» che tenga conto della competenza territoriale dell'autorità giudiziaria da cui dipendono, redistribuzione che consentirebbe di risparmiare personale (in media si impiegano 3 agenti per ogni detenuto tradotto) e tempo, nonché, grazie alle minori percorrenze, la diminuzione dell'usura dei mezzi, delle spese per carburante, per pedaggi autostradali, per servizi di missione, per i pasti per il personale, dell'incidenza dei sinistri;

d) la disponibilità di risorse per l'installazione di apertura automatizzate dei cancelli di ingresso nei vari settori interni che porterebbero anche ad un risparmio di uomini, per il ripristino e in molti punti l'installazione ex novo, di impianti di videosorveglianza per ovvi motivi di sicurezza, per la necessaria manutenzione della struttura;

e) di poter effettuare le esercitazioni di tiro a Verona (o in zone limitrofe) presso poligoni comunali o di altre Forze armate o di polizia anziché recarsi a Udine con il conseguente spreco di risorse umane ed economiche;

f) la disponibilità di risorse per l'installazione di aperture automatizzate dei cancelli di ingresso nei vari settori interni, che comporterebbero anche un migliore utilizzo del personale, il ripristino e, in molti punti, l'installazione ex novo, di impianti di videosorveglianza per motivi di sicurezza, la necessaria manutenzione della struttura, l'incremento del numero dei detenuti addetti alle pulizie dell'istituto, per un adeguato ed indispensabile livello di igiene e salubrità dei locali interni, oggi fortemente compromesso dai drastici tagli -:

quali misure urgenti il Ministro intenda attuare al fine di garantire e rendere effettivi, oltre ai diritti della popolazione detenuta nel carcere di Montorio, anche quelli della polizia penitenziaria che deve sopportare, con grande sacrificio, enormi disagi tra i quali pesanti turni di lavoro forzati;

se intenda provvedere con urgenza allo stanziamento delle risorse indispensabili per la manutenzione ordinaria;

quali iniziative intenda porre in essere al fine di fronteggiare la grave situazione di sovraffollamento descritta in premessa, anche al fine di scongiurare il verificarsi di emergenze igienico-sanitarie. (4-12299)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12294
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 485 del 14/06/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 14/06/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
14/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
14/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
14/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
14/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
14/06/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 14/06/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12294
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 14 giugno 2011, seduta n.485

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

sul Quotidiano di Calabria del 5 giugno 2011 è apparso un articolo intitolato: «l'UGL scrive al Prefetto; nella Casa Circondariale violati i patti sindacali»;

nell'articolo citato si narra che la segreteria regionale dell'Ugl della Polizia Penitenziaria della Calabria ha inviato la seguente lettera al Prefetto di Cosenza: «La situazione della casa circondariale e della locale direzione delegittima, con la sua azione, le prerogative sindacali. Il direttore della Casa Circondariale di Cosenza, Filiberto Benevento, è solito adottare provvedimenti di notevole importanza, connessi all'organizzazione del lavoro del Corpo di Polizia Penitenziaria, in modo unilaterale, ovvero senza il previsto e necessario confronto con le parti sindacali, salvo poi fornire scarne informazioni alle stesse parti, omettendo un passaggio fondamentale: la convocazione. Ma non è tutto. Si assiste, impotenti, alla sistematica alienazione dei diritti di buona parte del Personale e alla violazione di accordi sindacali vigenti e di recente sottoscrizione al solo scopo di salvaguardare solo una parte di personale. A tal proposito, in questi giorni, dinnanzi alla necessità di garantire la fruizione delle tanto agognate ferie estive a tutto il personale la direzione della casa circondariale di Cosenza sembrerebbe orientata ad istituire turni distribuiti su 3 quadranti orari (ossia da 8 ore giornaliere) in taluni posti di servizio ritenuti erroneamente privilegiati e con meno carichi di lavoro, tra cui uno di difficile comprensione atteso l'indirizzo consolidato di sopprimere quasi quotidianamente tale presidio di sicurezza. Inoltre sembrerebbe anche in forte dubbio il pagamento del lavoro straordinario atteso l'insufficiente ed irrisorio monte ore messo a disposizione della casa circondariale di Cosenza che, nonostante la carenza di personale si trova ancora nelle possibilità di garantire l'espletamento di turni su 4 quadranti orari. Chiediamo quindi la convocazione di un incontro per l'approfondimento dei temi che costituiscono solo la punta dell'iceberg del dissenso nei confronti del modus operandi adottato dall'attuale dirigenza della Casa Circondariale Cosenza» -:

se corrisponda al vero quanto esposto dalla segreteria regionale dell'Ugl della Polizia Penitenziaria della Calabria al prefetto di Cosenza;

quali provvedimenti e/o iniziative intenda adottare al fine di ripristinare un corretto rapporto sindacale tra gli agenti di polizia penitenziaria assegnati presso l'istituto di pena calabrese e il loro direttore. (4-12294)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12293
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 485 del 14/06/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 14/06/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
14/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
14/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
14/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
14/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
14/06/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 14/06/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12293
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 14 giugno 2011, seduta n.485

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

sul quotidiano Italia Oggi del 5 giugno 2011 è stato pubblicato l'articolo intitolato: «In carcere preservando il rapporto detenuti-figli. Presentato uno studio»;

nell'articolo viene illustrato un interessante studio sulle relazioni tra genitore-detenuto e figli minori. Il quadro d'insieme del fenomeno, che solo in Italia interessa ogni anno circa 100 mila minori i cui genitori sono detenuti e che a livello europeo tocca quota 1,2 milioni, è stato fotografato nel primo rapporto presentato a Roma nelle scorse settimane;

l'indagine, condotta nel 2009-2011 attraverso questionari rivolti a personale carcerario interno e volontari che assistono le strutture, e colloqui a genitori reclusi, ha interessato complessivamente 112 carceri italiane (pari al 53 per cento delle complessive 213 che operano nel nostro territorio). Le regioni che hanno partecipato maggiormente sono state Valle d'Aosta, Basilicata, Trentino e Lombardia. Emerge come nella grande maggioranza dei casi (76 per cento) nel delicato momento d'incontro tra minori e genitori in carcere non è presente personale adeguatamente preparato. Inoltre, nel 66 per cento delle strutture esaminate manca una circolare che disciplini e detti regole condivise, cui il personale deve attenersi nel corso degli incontri familiari;

le perquisizioni effettuate sui minori prima dell'ingresso al colloquio sono al 40 per cento personali e al 29 per cento con metal detector. I colloqui avvengono nella grande maggioranza dei casi di mattina (81 per cento) e solo nell'8 per cento dei casi tutto il giorno. Quanto alla frequenza, il 32 per cento delle carceri prevedono otto e più incontri al mese, il 41 per cento sei volte e il 27 per cento quattro volte; la durata è nel 54 per cento dei casi di 1 ora, nel 40 per cento fino a 2 ore e nel 4 per cento oltre 3 ore. Nel 59 per cento delle carceri non è possibile far pranzare insieme genitori e minori (solo il 7 per cento). Un dato emblematico riguarda la presenza di strutture adeguate per il colloquio genitori figli: il 65 per cento delle carceri non ne è dotata;

le regioni più virtuose sono Emilia Romagna (83 per cento delle strutture ne è dotata), Lazio (60 per cento), Lombardia (58 per cento). Sorprende la Valle d'Aosta che non ne ha alcuna. Quel che serve sono risorse per supportare i progetti formativi e di assistenza oltre ad una maggiore sensibilità sulla cultura del recupero del rapporto genitore figlio soprattutto nel periodo in cui il primo sia detenuto -:

quali iniziative intenda adottare affinché in ogni carcere italiano sia presente personale adeguato nel momento dell'incontro tra minori e genitori detenuti;

se non intenda inviare una circolare a tutti gli istituti di pena che disciplini e detti regole condivise, cui il personale deve attenersi nel corso degli incontri tra minori e genitori detenuti;

quali provvedimenti urgenti intenda adottare affinché in tutte le carceri italiane il detenuto-genitore possa pranzare insieme al figlio;

se non intenda mettere a disposizione strutture adeguate per il colloquio genitori-detenuti e figli in tutti quegli istituti di pena che ne risultano attualmente sprovvisti;

se non intenda destinare maggiori risorse per supportare i progetti formativi e di assistenza volti al recupero del rapporto genitore-figlio soprattutto nel periodo in cui il primo sia detenuto.
(4-12293)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12292
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 485 del 14/06/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 14/06/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
14/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
14/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
14/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
14/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
14/06/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 14/06/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12292
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 14 giugno 2011, seduta n.485

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, nel carcere spoletino di Maiano, un detenuto 53 si è suicidato il 3 giugno 2011. Da quanto sembra, l'uomo era alle prese con problemi di salute. Gli addetti alla sicurezza, nonostante la sorveglianza, lo avrebbero trovato impiccato e a nulla è valso il loro disperato tentativo di salvarlo. Il cuore dell'uomo aveva già cessato di battere e il medico non ha potuto far altro che accertare l'avvenuto decesso;

l'uomo si trovava recluso già da un po' di tempo al carcere di Maiano e da quanto trapela doveva scontare una pena detentiva piuttosto lunga. Non è escluso che il detenuto possa essere caduto in una forte crisi depressiva che lo ha portato a compiere il tragico gesto;

negli ultimi tempi le condizioni di vita dei reclusi del carcere di Maiano sono notevolmente peggiorate a causa dell'arrivo di nuovi detenuti che hanno portato la struttura a ospitare circa 700 unità. Come già noto e più volte sottolineato anche dai sindacati della Polizia penitenziaria, la situazione relativa alla sicurezza è al limite, con gli agenti che operano in condizioni precarie -:

se non ritenga opportuno disporre un'ispezione presso il carcere di Spoleto per fare luce sull'esatta dinamica dell'episodio e per appurare se vi siano state negligenze da parte della direzione;

se sia noto in che modo era seguito dal personale medico il detenuto in questione e a quando risalga l'ultimo incontro che lo stesso aveva avuto con lo psicologo, con l'educatore, con gli assistenti sociali;

se, in particolare, l'uomo fosse stato visitato dallo psichiatra del carcere e se quest'ultimo avesse riscontrato un rischio suicidario;

quali misure più in generale il Ministro intenda adottare nell'immediato per arginare il fenomeno dei suicidi all'interno delle nostre strutture penitenziarie.
(4-12292)
 
ATTO SENATO
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/02234
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 566 del 14/06/2011
Firmatari
Primo firmatario: BUGNANO PATRIZIA
Gruppo: ITALIA DEI VALORI
Data firma: 14/06/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
ITALIA DEI VALORI
14/06/2011

Commissione assegnataria
Commissione: II COMMISSIONE (GIUSTIZIA)
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 14/06/2011
Stato iter:
IN CORSO
Fasi iter:
ASSEGNATO IN COMMISSIONE
Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-02234
presentata da
PATRIZIA BUGNANO
martedì 14 giugno 2011, seduta n.566
BUGNANO, BELISARIO - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
il sistema penitenziario di Alessandria vive da tempo una grave crisi. Dopo l'apertura del 1997 della casa circondariale "Cantiello-Gaeta" la città si è ritrovata ad avere una realtà penitenziaria costituita da ben due istituti con oltre 800 detenuti;
anche a seguito di numerose segnalazioni effettuate dall'organizzazione sindacale Sappe si sono evidenziate le gravi lacune che l'amministrazione penitenziaria nazionale sta continuando a trascurare, oltre all'irrisorio numero di personale di Polizia penitenziaria. Il sistema si trova a fronteggiare le enormi difficoltà operative della casa circondariale, struttura vetusta, ubicata al centro della città e creata sulle basi di un vecchio convento: ciò rende impossibile garantire sia la sicurezza, sia le normali attività previste dall'ordinamento penitenziario. Più volte lo stesso Comune di Alessandria ha proposto la chiusura del vecchio istituto per i problemi accennati ma con scarsi risultati;
in tale struttura penitenziaria si è riscontrata un'insopportabile situazione sotto il profilo della capienza, nonché sotto quello della dotazione del personale, incidente inevitabilmente sulla qualità della permanenza da parte dei detenuti e degli operatori penitenziari;
risulta agli interroganti che nell'ambito del cosiddetto "piano carceri", più volte annunciato dal Ministro della giustizia, si prevederebbe l'ampliamento di una diversa struttura ubicata in Alessandria, la casa di reclusione "San Michele", con un nuovo padiglione di una capienza pari a oltre 200 nuovi detenuti;
valutato, pertanto, che la situazione alessandrina appare, in tutta evidenza, caratterizzata da gravissima carenza organica operativa, tale da compromettere assai significativamente: le attività intramoenia dei soggetti reclusi, con particolare riferimento al profilo della sicurezza interna ed esterna; la possibile fruizione dei vari servizi all'interno di detta struttura; il fine rieducativo della pena detentiva;
considerato che l'articolo 27, terzo comma, della Costituzione sancisce solennemente che "le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato". A tal proposito, la Corte costituzionale con la sentenza n. 313 del 1990 ha individuato nel fine rieducativo della pena il principio che deve informare di sé i diversi momenti che siglano il processo ontologico di previsione, applicazione, esecuzione della sanzione penale. La Corte ha affermato che "in uno Stato evoluto, la finalità rieducativa non può essere ritenuta estranea alla legittimazione e alla funzione stessa della pena". Ed ancora che "la necessità costituzionale che la pena debba tendere a rieducare, lungi dal rappresentare una mera generica tendenza riferita al solo trattamento, indica invece proprio una delle qualità essenziali e generali che caratterizzano la pena nel suo contenuto ontologico e l'accompagnano da quando nasce, nell'astratta previsione normativa, fino a quando in concreto si estingue". Inoltre, nella sentenza n. 343 del 1987 la Corte ha osservato come "sul legislatore incombe l'obbligo di tenere non solo presenti le finalità rieducative della pena, ma anche di predisporre tutti i mezzi idonei a realizzarle e le forme atte a garantirle",
si chiede di sapere:
quali provvedimenti il Governo intenda assumere urgentemente in riferimento alla casa circondariale "Cantiello-Gaeta", considerata la sua palese inadeguatezza strutturale e funzionale;
quale sia la dotazione organica prevista per la casa di reclusione San Michele, tenuto conto della carenza di personale che attualmente interessa sia la "Cantiello-Gaeta" che la San Michele;
se tutte le pertinenze previste a norma di legge siano state progettate e finanziate per il costituendo nuovo padiglione della casa di reclusione, sia con riferimento alle strutture esterne, che alle strutture interne alle mura;
quali iniziative abbia posto in essere per lo stanziamento di fondi necessari per completare l'organico degli operatori penitenziari, compresi psicologi ed educatori, previsti dalla pianta organica attualmente vigente presso il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria;
se non sia necessario disporre opportune verifiche in riferimento agli istituti penitenziari di Alessandria, al fine di accertare le vigenti condizioni strutturali e le effettive risorse economiche, umane e strumentali disponibili;
se non si valuti opportuno convocare i sindacati di Polizia penitenziaria e le rappresentanze di tutto il personale penitenziario al fine di un confronto concreto e costruttivo sulle problematiche delle strutture penitenziarie alessandrine;
se non si reputi necessario, sotto il profilo generale, stanziare risorse finanziarie per salvaguardare i livelli retribuitivi degli operatori della giustizia e del settore carcerario, nonché per l'edilizia penitenziaria prevedendo, nel rispetto della normativa vigente, la realizzazione di nuove strutture solo ove necessario e, con priorità, l'ampliamento e l'ammodernamento di quelle esistenti che siano adattabili, assicurando anche l'attuazione dei piani e dei programmi a tal fine previsti da precedenti leggi finanziarie, in luogo del ricorso a procedure edilizie straordinarie ed in deroga alla normativa sugli appalti di lavori pubblici.
(3-02234)
 
ATTO SENATO
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05403
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 567 del 15/06/2011
Firmatari
Primo firmatario: BENEDETTI VALENTINI DOMENICO
Gruppo: IL POPOLO DELLA LIBERTA'
Data firma: 15/06/2011
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 15/06/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-05403
presentata da
DOMENICO BENEDETTI VALENTINI
mercoledì 15 giugno 2011, seduta n.567
BENEDETTI VALENTINI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
già con precedenti atti di sindacato ispettivo l'interrogante ha posto in forte evidenza, nel quadro della situazione carceraria dell'Umbria, la condizione altamente critica e sempre più insostenibile dell'istituto penitenziario di Maiano di Spoleto, che pure ha tradizionalmente vantato elevati standards di operatività;
il Governo si è invero attivato con provvedimenti tuttavia non risolutivi e comunque vanificati da un'emergenza crescente, contrassegnata ormai da una popolazione detenuta nella Casa penale di Spoleto di circa 700 unità, assai superiore alla capienza prevista e a quella sopportabile, nonché dalla carenza di almeno 70 agenti rispetto al numero che sarebbe strettamente necessario, con la conseguente sottoposizione del personale a ritmi, orari e modalità di lavoro oggettivamente non accettabili;
la configurazione di un'emergenza è segnalata, tra l'altro e da ultimo, da nuove forme di protesta degli agenti di custodia, da deplorevoli episodi di aggressione fisica patiti da alcuni di loro, da fenomeni di autolesionismo di detenuti e perfino da un recente suicidio, fatti che rivelano le crescenti difficoltà di servizio e vigilanza, nonostante l'abnegazione degli operatori,
si chiede di sapere:
se, preso atto della situazione così critica e allarmante che si evidenzia nell'importante carcere di Maiano di Spoleto, anche tenuto conto che esso assomma le funzioni detentive comuni a quelle di regimi speciali di alta sicurezza, il Governo non ritenga, pur nelle ben note difficoltà generali, di destinare stabilmente a tale Istituto di reclusione, con urgenza, alcune decine di agenti in più per garantire un almeno sufficiente livello di sostenibile servizio;
se sia intenzione del Governo, nel quadro della complessiva strategia nazionale di potenzialità carceraria, attuare nella casa penale di Spoleto lavori idonei ad accogliere una più cospicua quota di popolazione detenuta secondo criteri di efficienza, sempre accompagnati dal correlativo aumento del personale di custodia.
(4-05403)
 
 Damiano Bellucci