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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 04/07/2011  -  stampato il 05/12/2016


Trapani: un bagnino della polizia penitenziaria salva un bagnante da sicura morte.

Sabato 2 luglio 2011, nelle acque della spiaggia di San Giuliano, a Trapani, antistanti il Lido della Polizia Penitenziaria, ancora una volta il bagnino Claudio Di Bono, assistente capo della pol pen, ha salvato da sicura morte un bagnante che, colto da malore, era semi annegato quasi a riva.
L’assistente capo Di Bono, con una spiaggia piena di gente, e con numerosi bagnanti in acqua, nonostante il vento di maestrale che crea pericolose onde, è attento, non si distrae; nota un bagnante, sul bagnasciuga che si lascia galleggiare sulle onde come se stesse prendendo il sole; ad un tratto un’onda lo fa girare a testa in giù, sballottolandolo in avanti senza alcuna reazione da parte dello stesso.
La reazione è immediata; il bagnino fa una breve corsa fino al bagnante e nota che lo stesso è privo di sensi. Immediatamente lo trascina a riva aiutato da altri bagnanti. L’uomo è semi annegato, ha gli occhi fissi e fuori dalle orbite, un filo di bava gli esce dalla bocca.
Immediati sono i soccorsi. Aiutato nella manovra da un operatore del 118 libero dal servizio ma presente in spiaggia, lo soccorrono facendogli un massaggio cardiaco, in quanto il bagnante sembra morto. Qualcuno avvisa telefonicamente un’ambulanza, altri dei medici del vicino lido delle Sirene. L’assistente capo Di Bono unitamente all’operatore del 118, riesce a rianimarlo. Il bagnante vomita acqua di mare. E’ vivo. I due sono riusciti a salvarlo. Accorrono tre medici. Il bagnante è disorientato, non sa quello che dice. Ha un altro malore e perde i sensi. Gli praticano altri massaggi, gli infilano una cannula in gola. Vomita di nuovo. Si riprende gradualmente. Arrivano un’ambulanza del 118 e il bagnante viene trasportato d’urgenza in Ospedale. Si apprenderà dopo che viene ricoverato in terapia intensiva in quanto aveva avuto un arresto cardiaco.
Se l’assistente capo Claudio Di Bono, non si fosse accorto che quell’uomo stava per annegare quasi sul bagnasciuga, se solo fossero passati altri due minuti, quell’uomo G.R. trapanese di 51 anni, sarebbe morto.
Ancora una volta i bagnini del Lido Polizia Penitenziaria, hanno portato alto il nome del Corpo ricevendo complimenti da centinaia di bagnanti presenti quel sabato pomeriggio in spiaggia.
Un gesto altruistico normale che ha dell’eroico. Ci chiediamo solo se questo sia l’ultimo anno della gestione del Lido da parte della polizia penitenziaria, in quanto la politica dell’Ente Assistenza e del DAP è quella di dare in gestione, per mancanza di uomini, a ditte esterne. Il Lido rappresenta un oasi per la polizia penitenziaria, i nostri bagnini rappresentano l’orgoglio del Corpo. Anziché arruolare nuove leve, continuiamo con una politica di rinunce e facciamo passi indietro rispetto ad una storia che ci vedeva proiettati nel futuro e che ci aveva fatto fare passi da gigante. Da qualche anno a questa parte stiamo subendo una involuzione che ci ridurrà di nuovo al ruolo di cenerentola delle Forze di Polizia. Grazie Ente Assistenza, Grazie Presidente Ionta!

 

Nella foto: I bagnini della Polizia Penitenziaria di Trapani: da sin. ass. capo Carlo Vasile, ass. capo Claudio Di Bono