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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 05/07/2011  -  stampato il 07/12/2016


Status symbol: Dirigenti con la Jaguar, Poliziotti con la Duna...

Ci sono eventi, situazioni, aneddoti, di per sé inutili ed ininfluenti, ma che rendono l’idea di come vanno effettivamente le cose.

Discutendo del più e del meno con varie persone, mi sono imbattuto in uno di questi aneddoti che non significano nulla se presi nel singolo fatto. Al massimo possono dire qualcosa di quella singola persona e si fermerebbero al livello di gossip se non fosse per il contesto in cui devono essere inquadrati. Dico “devono” non a caso, perché penso che certi aneddoti “devono” essere resi pubblici, soprattutto nel contesto di sfacelo in cui versa la Polizia Penitenziaria.

Per puro caso, mi è giunta voce (ampiamente riscontrata) che uno dei nostri Dirigenti sia solito passeggiare per Roma (nell’ambito del suo servizio istituzionale, certo) con una vettura di servizio. E fino a qui che c’è di strano? Nulla. Anche se, secondo me, è comunque strano che a dei dipendenti pubblici (sia pure di livello Dirigenziale) venga garantito un servizio di accompagnatori, autisti e portaborse (che in alcuni casi vengono definiti “Scorta e tutela”) e che il servizio venga garantito H24 salvo poi presentarsi (i Dirigenti) al lavoro dopo le 10 di mattina e senza alcun tipo di riscontro sugli orari e sul lavoro effettivamente svolto. Ma il fatto strano in questo caso in cui sono inciampato, è che la vettura sia nientepopòdimenoché … una Jaguar.

Che c’è di male? Nulla. Se non fosse per il fatto che ogni giorno si sentono sfaceli di ogni tipo soprattutto nel settore degli automezzi in dotazione al Corpo. Ora sia ben chiaro: può anche darsi (ma ne dubito fortemente) che quella Jaguar a disposizione di uno dei nostri Dirigenti costi, in termini di noleggio e gestione, meno di una Fiat Punto, ma ciò non è comunque riuscito a distoglierci (a me e ai miei amici) dal fare una considerazione; la macchina con cui vai in giro quando i soldi non li tiri fuori tu, ma sono gli altri, cioè noi cittadini, a sborsarli, dovrebbe anche rispettare un comune senso del pudore, del decoro, della dignità a meno che non si riesca a dimostrare la necessità di utilizzare una vettura di tal genere, necessaria ed indispensabile a svolgere il proprio lavoro. Mi riferisco e faccio appello a quella dignità e fierezza che un Dirigente dello Stato deve garantire a prescindere dal mezzo usato per i suoi spostamenti. Oppure devo pensare che la scala di valori a cui mi riferisco io e che è anche condivisa dai miei amici, non sia diversa da qual utilizzata dai nostri Dirigenti.

E forse è proprio così, perché sempre parlando di aneddoti, ne è uscito fuori un altro e sempre riferito allo stesso nostro Dirigente. In occasione della scorsa Festa della Repubblica del 2 giugno, caso volle che proprio quella Jaguar dovesse necessariamente essere sottoposta ad una serie di controlli e manutenzioni.

Che c’è di male? Nulla. Ammesso (ma non concesso) che questa manutenzione sia costata quanto quella necessaria ad una Fiat Punto, il problema vero, quello che ha fatto scendere in campo tutte le doti manageriali del nostro Dirigente, è che tutte quelle capacità siano state profuse ed indirizzate ad un unico obiettivo: rendere la Jaguar pronta ed in servizio per la “parata” del 2 Giugno, Festa della Repubblica.

Qualcuno si ostina ancora a dare un senso a quella Festa, celebrando quel 2 e 3 giugno in cui si tenne il referendum che ha chiamato gli italiani ad esprimersi sulla scelta tra Monarchia e Repubblica!

Ha vinto la Repubblica? Si, formalmente ha vinto la Repubblica, ma i valori e i pesi tra la “Corte” e il “popolo” sono rimasti quelli della Monarchia, quando, al ballo di Corte ci si andava per prendere parte a rappresentazioni collettive, per misurare il proprio peso politico e la propria influenza, sfoggiandola.

Altrimenti che male c'è ad andare alla Festa con un’altra vettura, una BMW, una Mercedes, un’Audi, una Fiat (Punto)? Se la dignità e il valore di un Dirigente lo si misurasse con le capacità messe in campo per il bene collettivo e con i risultati raggiunti, che problema ci sarebbe ad interpretare il proprio “RUOLO” istituzionale (ruolo: da non confondere con la propria persona fisica) anche se "a cavallo" di una vettura meno prestigiosa di una Jaguar?

Eppure, effettivamente un problema c’è se uno lo considera dal loro punto di vista. E questo ci è stato confermato da un altro aneddoto, il terzo di quella serata, sempre riferito allo stesso Dirigente.

Il terzo aneddoto (ma qui si è scaduti nel gossip e nell’insinuazione anche se chi l’ha riportato in genere parla solo quando ci sono i fatti) è che poi, quello stesso Dirigente, dopo aver smosso mari e monti per renderSi disponibile la Jaguar in tempo utile per partecipare alla Festa, a quel ballo di Corte poi non c'è andato perché il posto assegnatogli (i bene informati sanno che quello dei posti in occasione delle Feste è una vera e propria guerra tra Dirigenti e Generali), non era all’altezza del suo Rango. Immaginatevi arrivare alla Festa con quel popò di Jaguar e poi sedersi una fila dietro (la fila e la centralità del posto rispetto alla stessa fila è il parametro con cui si combatte la guerra) ad uno che si è presentato con un’Audi! Oltre il danno, la beffa!

Mi rendo conto… Evidentemente tutto questo fa parte del loro ruolo e lavoro di Dirigenti e lo accetto. Quello che non riesco ad accettare è che tutto questo non susciti la nausea e il disgusto dei sudditi e che tutto ciò sia oggetto di aneddoti e non di feroce sdegno e calcolata rappresaglia.

Ometto di divulgare il nome del Dirigente perché è ininfluente. Temo solo che se continua così, se continuiamo a permettere ad un qualsiasi personaggio, sia pure di livello dirigenziale, a scorrazzare in Jaguar mentre gli straordinari dei poliziotti vengono pretesi e non pagati, mentre chi fa le traduzioni anticipa di tasca propria la benzina per quelle “trappole” chiamate cellulari, allora avranno ragione i nostri figli quando ci sputeranno in faccia chiedendoci perché abbiamo permesso tutto ciò.