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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 12/07/2011  -  stampato il 08/12/2016


Il Mega Direttore Galattico Franco Ionta requisisce mezza spiaggia di Maccarese

Qual è la linea di demarcazione tra esigenze di sicurezza e ostentazione di potere?

Io non lo so qual'è e forse nemmeno Franco Ionta lo sa visto che domenica scorsa si è presentato al lido di Maccarese, presso lo stabilimento dell’Ente di Assistenza del personale dell’Amministrazione penitenziaria (passato in gestione a privati), con corredo di macchine di scorta per imprescindibili esigenze di sicurezza per tutelare la sua figura.

Il Capo della Polizia Penitenziaria del resto ha le sue esigenze, comprese quelle sacrosante di passare una domenica al mare come tutti noi.

Come tutti noi?

Franco Ionta quando va al mare ci va in Maserati, scortato e tutelato da altre macchine per un totale di circa 10.000 centimetri cubici di cilindrata. Se poi sommiamo il fatto che tutte le macchine sono dotate di idonea blindatura, non oso immaginare il rapporto litri di benzina fratto chilometri percorsi. Ma non potrebbe essere altrimenti: se il Direttore della Direzione Generale per l’Esecuzione penale esterna gira in Jaguar dotata di elevato livello di blindatura, è chiaro che il Capo DAP non può essere da meno.

Franco Ionta poi, quando arriva al lido di Maccarese ha bisogno di spazio, molto spazio. Non perché sia in sovrappeso come la maggior parte di quei sedentari di poliziotti penitenziari, ma per esigenze di sicurezza è ovvio. E allora al mare, di domenica, in una spiaggia gremita di poliziotti che si godono un po’ di riposo con le loro famiglie, Franco Ionta si fa largo e attorno a sé viene creata una distanza di sicurezza di una ventina di metri, invalicabile ed indispensabile: è evidente come quel camion giallo e arancione con cui sta giocando quel bambino, in realtà, potrebbe essere radiocomandato ed imbottito di tritolo ed ecco allora che i suoi “angeli custodi” obbligano i potenziali terroristi a scansarsi e ad evitare di chiedere: “perché non posso utilizzare quegli ombrelloni e quei lettini rimasti liberi considerato che il lido è tutto occupato?”

La risposta è fin troppo evidente e trapassa anche le lenti scure degli uomini della scorta: “Franco Ionta is here!”

Ma allora mi chiedo: per tutelare meglio un bersaglio strategico del terrorismo internazionale quale immagino sia il Capo dell’Amministrazione penitenziaria, non sarebbe opportuno mettere mano a quel decreto di istituzione della specializzazione di “Sommozzatore” della Polizia Penitenziaria e mettere a mollo un'altra squadra di agenti in prossimità dello spazio di mare adiacente all’ombrellone di Franco Ionta? E una motovedetta della Polizia Penitenziaria: non sarebbe opportuno farla girare al largo per dissuadere e sventare eventuali atti di pirateria? E gli elicotteristi? Che fine hanno fatto gli elicotteristi della Polizia Penitenziaria previsti pure quelli in una delle specializzazioni?

Oppure, signor Capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, Capo della Polizia Penitenziaria, Commissario Straordinario per l’emergenza carceri e Presidente dell'Ente di Assistenza, mi dia retta: la prossima volta che vuole passare una giornata di relax al mare, faccia qualche chilometro in più (tanto la benzina gliela paghiamo noi contribuenti, non si preoccupi) e con il suo corteo, si diriga verso lidi più consoni al suo rango e alle sua possibilità economiche e ci lasci quei pochi ombrelloni rimasti a Maccarese. Consideri anche che nei lidi più prestigiosi, i Vip, difficilmente metteranno in atto azioni suicida tese ad offendere la Sua persona. Oppure, se proprio ci tiene, impari a mischiarsi tra noi, tra i suoi poliziotti (però senza mettere in scena improbabili travestimenti). Vedrà che c’è ancora gente che la stima. Ne approfitti finché è in tempo.

Altrimenti andrà a finire che qualche malpensante, valuterà queste dimostrazioni non come un’esigenza di sicurezza, ma come un’ostentazione di potere nei confronti dei suoi sudditi, quel potere che in altri lidi forse non avrebbe modo di esercitare. Quei lidi dove non le sarebbe concesso un intero piano dello stabilimento per pranzare o un ombrellone con il vuoto intorno.