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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 22/07/2011  -  stampato il 03/12/2016


Anniversario della scomparsa di Paolo Quattrone: il ricordo della moglie.

 

 

E’ trascorso un anno,
più volte, tante a dire la verità, mi sono ritrovato a chiedermi se fosse o no vero che Paolo Quattrone non è più con noi. Magari, (questo è stato il pensiero ricorrente), si è trattato  solo di un incubo dovuto alla calura estiva?!
Purtroppo invece l’amara verità è che il “Provveditore” non c’è più!
Oggi sono 365 giorni che egli non è più tra noi e siccome sono certo che nessuno si prenderà l’onere e l’onore di farlo, volevo essere io a celebrare il primo anniversario della sua morte.
Devo dire sinceramente che da alcuni giorni, insieme all’amico e Segretario Generale Gianni DE BLASIS, studiavamo un modo di farlo, che fosse non la solita pantomina degli sterili “ricordi” scritti per gli anniversari di morte, ma un modo originale, vero e genuino di ricordare un Uomo vero.
Quale migliore idea ci poteva venire di chiamare Sua moglie? Folgorati da questa illuminazione, non ci è stato difficile contattare telefonicamente la Signora Guglielma.
Faccio il numero e ci parlo; qua ragazzi miei va doverosamente segnalato come i miei avambracci ancora risentano della comparsa di quei brividi fortissimi che compaiono solo quando si ha davanti una persona di raro Spessore!
Giuro e chi avrà modo di conoscerla potrà confermare o smentire, che mi sembrava di parlare con Paolo Quattrone; la stessa determinazione, la stessa voce senza esitazioni, lo stesso tono rassicurante e la stessa essenzialità (dote, quest’ultima, ormai in capo a pochi).
In quel frangente, senza dirlo alla signora Guglielma, mi sono detto: Complimenti Dr. Quattrone, ha saputo scegliere anche la Compagna di vita giusta per Lei!!!
Ritornando al colloquio, nel chiedere preventivamente scusa alla Signora, gli chiedo come và; ecco, mi accorgo subito di non essere stato altrettanto essenziale e di essere invece banale.
E’ infatti ovvio che non può andare bene e Lei stessa mi chiede di passare alla domanda successiva.
Allora passo subito al motivo della mia telefonata e gli dico che io, insieme a tutta la Segreteria Generale del SAPPE, saremmo infinitamente lieti di “ricordare” il Dr. Quattrone attraverso un articolo da pubblicare sulla Nostra rivista e che avremmo anche gradito, solo se la Signora fosse stata d’accordo, di ospitare una sua qualsiasi dichiarazione, un suo qualsiasi pensiero o qualunque altra cosa Ella avrebbe voluto dire, scrivere o rappresentare.
La signora Guglielma mi ringrazia del pensiero e mi dice che ci deve pensare, anche se si prende nota del mio numero telefonico e della mia mail.
A distanza di qualche giorno, quando ormai ero certo che forse non avrei nemmeno dovuto disturbare Lei e la Sua famiglia facendogli ancora rivivere quel dolore, mi arriva una telefonata destinata ancora una volta a sollecitare il derma dei miei avambracci: La signora Quattrone non solo ha riflettuto sulla mia proposta, ma ha addirittura preparato “una paginetta” (così la definisce al telefono), da inserire nel nostro articolo in ricordo di Suo marito.
Ebbene, leggendo “la paginetta” mi rendo immediatamente conto che non potevo avere la presunzione di essere io o la mia Segreteria Generale a “ricordare” Paolo QUATTRONE, perché c’è chi davvero è riuscito nell’intento molto meglio di Noi.
Lascio giudicare tutti gli amici lettori, proponendoVi la lettura della “paginetta” della Signora Guglielma, anticipandovi che per esprimere gli stessi concetti, nella mia ignoranza, avrei impiegato lo spazio di un libro.
Concedetemi un’ultima commossa frase prima della lettura, cercando di sforzarmi di essere coinciso ed essenziale: Grazie Signora Guglielma! Un abbraccio sincero a Lei, alla Sua famiglia e alla Buon Anima di Paolo QUATTRONE da tutto il personale dell’Umbria.

Orvieto, 22/Luglio/2011
                                                                            Il Segretario Regionale S.A.P.Pe Umbria
                                                                                            ( Fabrizio BONINO )     

 

IL RICORDO DELLA SIGNORA GUGLIELMA PUNTILLO QUATTRONE

      

E’ trascorso un anno e l’irruenza del ricordo resta indelebile.
Al dolore intimo ed incommensurabile, aggiungo oggi il ricordo di Paolo con la franchezza e l’essenzialità di cui lui era capace.
Uomo di poche parole e molti fatti, non scelse scorciatoie comode, ma si impegnò fino in fondo, pur consapevole delle ostilità incontrate, optando per la via impervia della concretezza ed effettività della rieducazione dei detenuti.
Il suo convincimento e il vigore delle sue azioni istituzionali, attraverso il lavoro penitenziario e l’incremento dell’istruzione – come preciso ed imprescindibile impegno culturale per il riscatto dei detenuti - , offrirono la speranza a molti uomini e soprattutto a tanti giovani che,avvinti dalla delinquenza, avevano perduto – o mai conosciuto – la speranza della convivenza civile.
Paolo è stato, ed è ancora per noi, un uomo di Stato, di Giustizia e di Cultura, che ha interpretato con grande senso del dovere la sua vita ed il suo lavoro.
Ciò che ha fatto testimonia la solidità dei valori in cui credeva per i quali sapeva e voleva combattere.
Così scriveva alla vedova di Sergio Cosmai, amico mai dimenticato:
“... un servitore dello Stato non muore mai invano, specialmente se ha operato per difendere i valori umani, civili e morali di cui questo Paese malato ha tanto bisogno. Muore invano se le idee, le passioni, vengono dimenticate: guai all’Istituzione che perde la memoria storica.”
Parole ferme e rigorose che riecheggiano nell’animo e nella memoria di chi lo ha rispettato ed apprezzato.
Quelle parole, faro illuminato di un orizzonte ormai lontano, guidano la vita di quanti seguiranno l’esempio del suo impegno e la forza dei suoi convincimenti.
 
 
 Guglielma Puntillo Quattrone