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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 24/07/2011  -  stampato il 04/12/2016


Lettera aperta all'On. Rita Bernardini.

E pensare che mi era anche simpatica, per le giuste lotte che stava conducendo, sul sovraffollamento della carceri, ma alla luce della tua interpellanza suggerita da quasi tutti i sindacati (OSAPP, SINAPPE, CGIL, CISL, CNPP, UGL) che da sempre osteggiano a fasi alterne il sappe, che vorrebbe rivedere il protocollo d’intesa tra il DAP e l’ANPPE, devo dirle che mi ha  profondamente deluso.

Lei si è prestata al gioco di questi sindacati che pur esistendo da circa venti anni non sono mai riusciti a fondare uno straccio di associazione che raggruppa i pensionati del Corpo (forse perché non li considerano?) e siccome l’unico sindacato a fondare un’associazione che cerca di raggruppare i pensionati è stato il Sappe, la parola d’ordine che circola oggi nelle carceri è, per i poliziotti penitenziari in servizio, di non aderire all’anppe perché Sappe, e questo vale anche per i pensionati che vengono avvicinati per farli scrivere nei vari CRAL degli altri sindacati, osteggiando l’ANPPE in quanto espressione diretta del Sappe e di Donato Capece.

L’ANPPE ormai è una realtà e il fatto che pensionati del Corpo possano fare attività di volontariato all’interno delle carceri in favore dei colleghi, non significa affiancare o sostituire i colleghi in servizio ma trovare una forma di collaborazione con l’amministrazione penitenziaria, così come fanno tanti volontari esterni, molti dei quali radicali o di sinistra come te.
I volontari dell’ANPPE non lavorano certo nelle sezioni o vanno di sentinella; non fanno i turni né tantomeno le notti; non lavorano negli uffici matricola né fanno le traduzioni e allora perché tanta paura da parte dei sindacati firmatari del documento che addirittura mettono in guardia il Ministro uscente (che non vi pensa proprio come non ha mai pensato i poliziotti penitenziari) e il Presidente Ionta che ha ben altro a cui pensare che non a quattro vecchietti dell’ANPPE che controllano il menù alla mensa agenti o smistano la posta diretta agli agenti accasermati.
Non sarà che la vera paura è, al solito, avvicinandosi ottobre, di perdere iscritti imputando poi la colpa ai pensionati dell’ANPPe che frequentano le carceri? Ed in questo accusando i pensionati di far parte del Sappe in quanto ANPPE e quindi mandati nelle carceri secondo delle direttive segrete a fare iscritti per il Sappe?
Davvero cara Onorevole Bernardini mi ha deluso, come ha deluso le migliaia di pensionati del Corpo a cui l’ANPPE ha dato la possibilità di far parte di un’associazione come quelle dei carabinieri o dei Bersaglieri ecc. ed è passata dalle nobili lotte come quella di chiudere l’Ucciardone, alle polemiche sterili di quattro sindacalisti invidiosi dei successi dell’ANPPE
 

Nuvola Rossa