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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 29/07/2011  -  stampato il 04/12/2016


Interrogazioni parlamentari sul carcere 18 - 23 luglio 2011.

 

ATTO SENATO
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/02325
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 584 del 20/07/2011
Firmatari
Primo firmatario: DI GIOVAN PAOLO ROBERTO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 20/07/2011
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 20/07/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-02325
presentata da
ROBERTO DI GIOVAN PAOLO
mercoledì 20 luglio 2011, seduta n.584
DI GIOVAN PAOLO - Ai Ministri della giustizia e della salute - Premesso che:
come si apprende da fonti stampa, nelle carceri di Frosinone e Cassino si vive una situazione di sovraffollamento altamente preoccupante: sono oltre 800 i detenuti reclusi, 300 in più rispetto ai posti disponibili;
ad aggravare la situazione sono poi la carenza di organico, la carenza di risorse finanziarie e strutturali ed una situazione sanitaria al collasso;
il Carcere di Frosinone ospita 520 detenuti, di cui 115 stranieri provenienti da 34 Paesi, con forte prevalenza di romeni (40) e albanesi (24); vi è pertanto una perenne situazione di tensione tra gruppi di detenuti e molte sono state anche le richieste di trasferimento;
circa la metà dei detenuti (257) sconta una pena definitiva, mentre 77 sono in attesa di giudizio; nella sezione dell'alta sicurezza vivono 130 persone mentre i detenuti nell'area precauzionale sono 49, di cui 27 sex offenders; il numero di detenuti lavoratori oscilla fra i 112 e i 118, di cui metà con occupazione fissa;
gli agenti di Polizia penitenziaria sono 222, però solo 203 operano effettivamente nell'istituto;
nel 2001 la pianta organica aveva previsto 259 unità per far fronte ad una popolazione carceraria di meno di 300 detenuti;
i problemi principali legati all'assistenza sanitaria ai detenuti sono essenzialmente tre: la lunghezza delle liste d'attesa per svolgere, all'esterno, gli esami per le malattie gravi; la carenza di medici specializzati in carcere; l'incertezza sulla pianta organica; quest'ultimo è soprattutto un problema che interessa il personale infermieristico poiché sono presenti solo 3 infermieri di ruolo, integrati a rotazione da altri 20-25 infermieri esterni inviati dalla Asl per un ammontare di 48 ore mensili ognuno;
negli ultimi giorni i detenuti hanno dovuto far fronte al razionamento dell'acqua e alla chiusura delle condutture dei lavapiedi;
l'istituto ha un'area trattamentale ampia ed attrezzata anche con un'officina, dove si svolgono laboratori teatrali, di musicoterapia e corsi di apicoltura, di educazione fisica, di pasticceria e di informatica. La scuola è il momento di aggregazione più importante con circa 150 detenuti frequentanti: ci sono due classi elementari (una per i "comuni" e una per l'"alta sicurezza"), 4 classi di scuola media e 6 per il primo triennio superiore IPSIA (istituto professionale di Stato per l'industria e l'artigianato); tali attività meriterebbero di essere sviluppate e implementate, ma le risorse economiche e il personale sono insufficienti;
per quanto riguarda la socialità, i detenuti hanno diritto a due ore d'aria la mattina e a due il pomeriggio, ma non vi è nessuna area verde;
la situazione nella casa circondariale di Cassino è simile a quella di Frosinone, precedentemente illustrata, infatti ospita 290 detenuti, di cui 22 in attesa di giudizio, a fronte di una capienza di 172 posti;
la pianta organica del 2007 prevedeva 134 agenti di Polizia penitenziaria in servizio con una popolazione di 128 detenuti;
attualmente l'organico è composto da 154 agenti, di cui 16-24 presenti in carcere solo due giorni a settimana mentre gli altri agenti sono impiegati nei nuclei traduzione e per degli adempimenti a Formia e a Gaeta, nonché nella sorveglianza della sezione dei sex offenders, in origine non prevista;
per quanto concerne l'ambito sanitario, in carcere c'è un'infermeria in cui la copertura medica è assicurata da un medico incaricato e da 3 paramedici;
la presenza dello psichiatra è insufficiente a far fronte alle necessità dei detenuti come insufficiente è quella dello psicologo che copre 20 ore al mese;
i tempi di attesa per le visite specialistiche sono lunghi, mentre ci sono diversi problemi per l'approvvigionamento dei farmaci;
lo studio dentistico è chiuso da aprile per inagibilità dei locali e l'odontoambulanza della SIMO è stata sospesa per incompatibilità organizzative;
l'istituto ha un ecografo ma non un tecnico, per cui occorre andare in ospedale per effettuare l'ecografia;
il carcere non ha un'area sufficientemente attrezzata per le attività trattamentali, per questo la scuola è il momento di aggregazione più importante; oltre alle elementari e alle medie, l'istruzione superiore è garantita dall'istituto alberghiero: 34 studenti hanno conseguito un diploma o un attestato nel corso dell'ultimo anno;
lo spazio per i colloqui è distinto in una sala per i detenuti comuni, una per i sex offenders e un piccolo atrio interno destinato ad area verde,
si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di tali situazioni e se e quando intendano adottare provvedimenti volti a combattere il sovraffollamento ed a ripristinare i servizi preposti a garantire l'assistenza sanitaria.
(3-02325)
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12744
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 504 del 19/07/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 19/07/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
19/07/2011
PARTITO DEMOCRATICO
19/07/2011
PARTITO DEMOCRATICO
19/07/2011
PARTITO DEMOCRATICO
19/07/2011
PARTITO DEMOCRATICO
19/07/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 19/07/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12744
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 19 luglio 2011, seduta n.504

BERNARDINI, MECACCI, BELTRANDI, MAURIZIO TURCO, FARINA COSCIONI e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.
- Per sapere - premesso che:

il 18 luglio 2011, la prima firmataria del presente atto ha visitato il carcere di Pistoia insieme a due esponenti radicali, Matteo Angioli e Manila Michelotti e al consigliere dei Verdi al comune di Pistoia Lorenzo Lombardi; la visita è stata guidata dall'ispettore Giuseppe Catullo;


al momento della visita nel carcere costruito nel 1905 erano presenti 117 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 74 posti; i detenuti in attesa di giudizio sono 70 (46 giudicabili, 18 appellanti e 6 ricorrenti) mentre coloro che hanno una condanna definitiva sono in tutto 47; quanto alle nazionalità, sono presenti 17 albanesi, 2 algerini, 12 rumeni, 1 polacco, 1 pachistano, 1 cileno, 1 colombiano, 1 macedone, 1 croato, 1 della ex Jugoslavia, 1 egiziano, 2 serbi, 3 tunisini, 1 uruguaiano, 1 bulgaro, 2 della Repubblica dominicana, 1 spagnolo, 1 georgiano, 11 marocchini, 1 nigeriano e 55 italiani; i tossicodipendenti presenti nel carcere erano 31;


forte è la carenza che si registra nel corpo degli agenti di polizia penitenziaria: infatti, rispetto ad una pianta organica che prevede 79 unità, gli agenti effettivamente in servizio sono 45 di cui uno, prossimo alla pensione;


nel carcere di Pistoia c'è una guardia medica h 24; gli educatori sono 2; vi è un solo psichiatra che si occupa anche dei colloqui del nuovi giunti e - da ciò che viene riferito alla delegazione - è in grado di intervenire entro le 12 ore successive all'ingresso di un nuovo detenuto; fortemente scoperto è il settore dell'assistenza psicologica: c'è un solo psicologo ex articolo 80; il direttore, occupandosi anche di altri istituti, presta servizio due volte a settimana;


quanto agli eventi critici, c'è da segnalare un suicidio lo scorso anno e, quest'anno, 37 casi di autolesionismo in cui la direzione comprende anche gli scioperi della fame;


il lavoro per i pochi detenuti che vi accedono, si limita alle mansioni domestiche e alla manutenzione ordinaria: in tutto si tratta di 26 lavoratori; da segnalare che in questi dati sono compresi 7 ex collaboratori di giustizia che nel carcere di Pistoia sono in tutto 10 in una sezione a loro dedicata con celle aperte dalle 9 alle 18 e con a disposizione un biliardino e un piccolo campo di calcetto, basket e pallavolo;


quanto alla scuola ci sono solo corsi di alfabetizzazione anche perché, per le scuole medie, dovendo le classi, secondo le disposizioni del Ministero, essere formate da un minimo di 15 alunni è difficile raggiungere questo numero per il forte turn over che si verifica ogni anno nella casa circondariale di Pistoia, dove l'anno scorso, fra detenuti entrati ed usciti, si sono registrate ben mille movimentazioni;


le celle nella zona isolamento e transito sono indecenti: pareti scrostate e sporche, poca luce, gabinetto alla turca; la delegazione ha trovato anche tre detenuti in celle di circa 6 metri quadri destinate originariamente ad una persona; in tale degrado igienico, civile e umano i detenuti vi passano 21 ore al giorno; in una cella dove erano presenti tre detenuti, da quattro mesi si trovava un giovane sieropositivo respinto dagli altri detenuti delle sezioni comuni; in isolamento c'era un detenuto iracheno - T.B.S. - che affermava di trovarsi lì perché da una settimana, non riuscendo a parlare con l'educatrice, aveva intrapreso uno sciopero della fame di protesta; l'educatrice, presente durante la visita, smentiva le affermazioni del detenuto che però denunciava un fatto veramente accaduto: quando stava nel carcere di Lucca era stato programmato un intervento chirurgico alla cistifellea che è saltato a causa del trasferimento a Pistoia; ora, protesta il detenuto, dovrà ricominciare tutta la trafila, comprese le analisi cliniche che aveva fatto in vista dell'intervento;


nel reparto «comuni» (media sicurezza), al piano terra, quasi tutte le celle di sei metri quadrati ospitano 3 detenuti sistemati in letti a castello a tre piani, il che rende praticamente impossibile perfino il semplice stare in piedi tutti nello stesso momento; le celle sono fatiscenti e, nonostante la buona volontà dei detenuti, in condizioni igienico-sanitarie precarie; i detenuti usufruiscono di 4 ore d'aria al giorno e di conseguenza, passano 20 ore chiusi nelle condizioni sopra descritte, subendo - ad avviso della prima firmataria del presente atto trattamenti disumani e degradanti -:

quali urgenti iniziative si intendano assumere per garantire civili condizioni di vita ai detenuti ed agli operatori del carcere di Pistoia; in particolare, entro quali tempi si preveda che l'istituto possa rientrare nella dimensione regolamentare dei posti previsti, soprattutto per quanto riguarda le sezioni media sicurezza (piano terra) ed isolamento e transito;

cosa intenda fare - e in che tempi - per aumentare l'organico degli agenti penitenziari e degli psicologi presso il predetto istituto, in modo da rendere lo stesso adeguato al numero delle persone ivi ristrette;



cosa si intenda fare per garantire ai detenuti l'attività trattamentale, sia essa di lavoro, studio e fisica per non costringerli a subire i trattamenti disumani e degradanti insiti nel modo in cui si svolge di fatto la loro detenzione;



cosa intendano fare, negli ambiti di rispettiva competenza, per garantire il diritto alla salute dei detenuti e, in particolare, entro quali tempi verrà offerta un'adeguata assistenza psicologica;


in che tempi intenda stanziare i fondi necessari alla manutenzione dell'istituto da tempo trascurata tanto da rendere invivibili sia i luoghi frequentati dai detenuti che la stessa caserma degli agenti;


in che modo si intenda intervenire nei confronti del detenuto sieropositivo da quattro mesi relegato nella sezione isolamento e transito perché respinto dagli altri detenuti;


se sia noto quando il sopracitato detenuto iracheno verrà sottoposto all'intervento chirurgico già programmato ma rinviato per via del trasferimento da Lucca a Pistoia;


se il Governo non intenda assumere iniziative volte a destinare maggiori fondi e risorse al potenziamento delle misure alternative al carcere, anche attraverso la creazione di percorsi protetti di reinserimento sociale e lavori socialmente utili per tutti i condannati a pene inferiori ai tre anni di reclusione. (4-12744)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12753
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 505 del 20/07/2011
Firmatari
Primo firmatario: NAPOLI ANGELA
Gruppo: FUTURO E LIBERTA' PER IL TERZO POLO
Data firma: 20/07/2011
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 20/07/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12753
presentata da
ANGELA NAPOLI
mercoledì 20 luglio 2011, seduta n.505

ANGELA NAPOLI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

una ricerca della Uil Pa Penitenziaria, relativamente ai dati del primo semestre del 2011, fa emergere una situazione davvero preoccupante rispetto al sovraffollamento degli istituti penitenziari in Calabria;

sono 3.056 i detenuti, dei quali 3.004 uomini e 52 donne, che si trovano nelle carceri calabresi, a fronte di 1.791 posti attualmente disponibili;

l'Istituto penitenziario con il più alto indice di affollamento (anche a livello nazionale) continua ad essere Lamezia Terme (186,7 per cento), seguito da Castrovillari (119,1 per cento) e Locri (112 per cento);

a fronte di tale situazione vanno segnalati un suicidio in cella (Castrovillari) e 12 tentati suicidi; 182 detenuti hanno attuato proteste soggettive e ci sono state anche 21 proteste collettive;

si sono, altresì, registrate 6 aggressioni ai danni di poliziotti penitenziari; nei giorni scorsi 5 agenti della Polizia penitenziaria sono stati aggrediti e feriti da un detenuto straniero nel carcere di Rossano; il 14 luglio 2011 è stata individuata e bloccata a Lamezia Terme una lettera minatoria imbottita con proiettili, indirizzata al delegato regionale UGL della Polizia penitenziaria, Carlo D'Angelo, attualmente in servizio nel carcere di Cosenza;

difficoltà del personale della Polizia penitenziaria operante in Calabria sono state denunziate a più riprese dalle varie sigle sindacali, in particolare dall'UGL;

gli organi del personale della Polizia penitenziaria, pur essendo completi non risultano adeguati alla necessità che lo vedono impegnato non solo all'interno delle strutture carcerarie, ma anche per le varie traduzioni ed a volte l'impossibilità di attuarle fa slittare i processi giudiziari;

le misure introdotte dal piano carceri risultano decisamente inefficaci -:

se non ritenga necessario ed urgente attuare un piano straordinario per le carceri, con l'assunzione di un adeguato numero di agenti di Polizia penitenziaria;

se non pensa di dover revisionare il regolamento del Corpo di Polizia penitenziaria e delle norme ordinamentali che regolano disciplina e mobilità nazionale;

se non ritenga, altresì, di dover procedere ad un adeguamento strutturale e strumentale di risorse e materiali tecnologici per ottimizzare l'espletamento di traduzioni e vigilanza dei penitenziari;

quali siano gli effettivi interventi per garantire il completamento delle nuove costruzioni di edifici penitenziari in Calabria;

quali siano gli interventi di recupero per le strutture carcerarie in Calabria, costruite per tali scopi, ma di fatto abbandonate. (4-12753)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12739
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 503 del 18/07/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 18/07/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
18/07/2011
PARTITO DEMOCRATICO
18/07/2011
PARTITO DEMOCRATICO
18/07/2011
PARTITO DEMOCRATICO
18/07/2011
PARTITO DEMOCRATICO
18/07/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 18/07/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12739
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 18 luglio 2011, seduta n.503

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ANSA del 12 luglio 2011, una detenuta di 32 anni è stata trovata morta nel proprio letto, in una cella del carcere di Trani. Lo ha reso noto il vicesegretario generale nazionale del sindacato di polizia penitenziaria Osapp, Domenico Mastrulli, il quale ha dichiarato quanto segue: «A Trani, su disposizione della Asl e della Regione, è stata soppressa la figura della guardia medica h24 ed il servizio prima funzionante è stato trasferito in quello della casa circondariale maschile e il carcere femminile è costretto a rivolgersi al 118 ed alla Guardia medica dell'Ospedale Civile Cittadino in casi anche di piccola somministrazione di terapia, tra cui quella della tossicodipendenza e delle medicine riguardanti la sfera psico-mentale». Mastrulli chiede «l'immediato riassetto medico sanitario e paramedico infermieristico in tutte le Carceri della Puglia senza alcuna interruzione del servizio al fine di evitare ulteriori tragedie umane»;

il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1o aprile 2008 che stabilisce «modalità e criteri per il trasferimento al Servizio sanitario nazionale delle funzioni sanitarie, dei rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie e delle attrezzature e beni strumentali in materia di sanità penitenziaria» all'allegato C, nella parte dedicata a «monitoraggio e valutazione» prevede che «Al fine di valutare l'efficienza e l'efficacia degli interventi a tutela della salute dei detenuti, degli internati e dei minorenni sottoposti a provvedimento penale, garantendo, nel contempo, l'efficacia delle misure di sicurezza, viene realizzato in ogni Regione e Provincia autonoma un Osservatorio permanente sulla sanità penitenziaria, con rappresentanti della Regione, dell'Amministrazione penitenziaria e della Giustizia minorile, competenti territorialmente senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Contestualmente, ai fini del coordinamento nazionale, viene realizzato presso la conferenza Unificata fra lo Stato, le Regioni e le Province autonome e le Autonomie Locali, un Tavolo di consultazione, costituito da rappresentanti dei dicasteri della Salute e della Giustizia, delle Regioni e Province autonome e delle Autonomie locali, con l'obiettivo di garantire l'uniformità degli interventi e delle prestazioni sanitarie e trattamentali nell'intero territorio nazionale. Parimenti, allo scopo di assicurare la necessaria coerenza tra le misure connesse alla sicurezza e le misure connesse alla tutela della salute, è opportuno prevedere una struttura di riferimento presso il Ministero della Giustizia, sia nell'ambito del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria sia in quello del Dipartimento della Giustizia Minorile». -:

se la situazione relativa al carcere di Trani sia stata oggetto di verifica da parte degli organi previsti dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1o aprile 2008, o in ogni caso, comunicata al dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, e quali iniziative per quanto di competenza intenda adottare perché non siano pregiudicati i livelli essenziali di assistenza per i detenuti.(4-12739)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12736
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 503 del 18/07/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 18/07/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
18/07/2011
PARTITO DEMOCRATICO
18/07/2011
PARTITO DEMOCRATICO
18/07/2011
PARTITO DEMOCRATICO
18/07/2011
PARTITO DEMOCRATICO
18/07/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 18/07/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12736
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 18 luglio 2011, seduta n.503

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dal quotidiano il Gazzettino del 13 luglio 2011, le telecamere interne del carcere Due Palazzi avrebbero ripreso il tentato omicidio per mafia accaduto la mattina di lunedì 11 luglio nel reparto di alta sicurezza dell'istituto patavino. Nel caso di specie le telecamere, che riprendono sia all'interno della cella che all'esterno, ricostruiscono minuziosamente la dinamica dell'aggressione. Mostrano chiaramente che Giovanni Di Giacomo voleva uccidere Francesco Bruno, entrambi ergastolani di mafia;

a seguito della brutale aggressione, Francesco Bruno, sessant'anni, palermitano, sta lottando tra la vita e la morte nel reparto di neurochirurgia del policlinico. Di Giacomo, cinquantaseienne, killer di Totò Riina e in passato molto vicino anche a Bernardo Provenzano, ha sulle spalle sette delitti. Ha partecipato alla guerra di mafia tra il 1977 e il 1982. Poi ha anche condanne per droga;

Francesco Bruno non usciva mai dalla cella per l'ora d'aria giornaliera. E forse non aveva neanche contatti con Giovanni Di Giacomo, che era detenuto in un'altra cella del reparto di alta sicurezza. Ma lunedì mattina, di ritorno dalla sua ora d'aria, l'ex killer di Riina è piombato praticamente indisturbato nella cella di Bruno. La dinamica dell'aggressione è molto semplice. Le immagini mostrano che Di Giacomo è entrato nella cella di Bruno e lo ha scaraventato a terra, sbattendogli la testa sul pavimento fino ad aprirgliela. Dopodiché lo ha colpito anche con una bombola. L'aggressione è avvenuta prima di pranzo senza che vi fosse nei paraggi un agente di polizia penitenziaria pronto ad intervenire. Evidentemente Giovanni Di Giacomo era convinto di aver ucciso il concittadino palermitano. Perché dopo il fatto è andato tranquillamente a mangiare. Ed era a tavola quando gli agenti sono andati a prenderlo. Voleva soltanto sapere se Francesco Bruno era ancora vivo. Il movente dell'aggressione non andrebbe ricercato nei rapporti in carcere dei due ergastolani. L'ordine di uccidere sarebbe venuto da fuori -:

come sia possibile che in un reparto di alta sicurezza, all'interno del quale sono detenuti ergastolani per delitti di mafia, un detenuto sia riuscito quasi ad ammazzare un altro uomo, aggredendolo brutalmente, il tutto al di fuori della benché minima misura di vigilanza e controllo da parte degli agenti di polizia penitenziaria;

se non ritenga opportuno disporre un'ispezione presso il carcere Due Palazzi per fare luce sull'esatta dinamica dell'episodio e per appurare se vi siano state negligenze da parte della direzione e/o del personale della polizia penitenziaria.
(4-12736)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12734
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 503 del 18/07/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 18/07/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
18/07/2011
PARTITO DEMOCRATICO
18/07/2011
PARTITO DEMOCRATICO
18/07/2011
PARTITO DEMOCRATICO
18/07/2011
PARTITO DEMOCRATICO
18/07/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 18/07/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12734
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 18 luglio 2011, seduta n.503

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, un detenuto di 46 anni, Antonio Padula, di Francavilla Fontana (Brindisi), si è tolto la vita nella cella del supercarcere di Borgo San Nicola a Lecce, impiccandosi con i lacci delle scarpe;

a scoprire l'accaduto la mattina del 14 luglio 2011 è stato un agente di custodia. L'uomo si trovava in carcere per l'omicidio di Donato Andrisani, di 60 anni, originario di Francavilla Fontana, avvenuto nel gennaio scorso e confessato da Padula. Andrisani venne soffocato con una busta di plastica e poi dato alle fiamme -:

se non ritenga opportuno disporre un'ispezione presso il carcere Borgo San Nicola di Lecce per fare luce sull'esatta dinamica dell'episodio e per appurare se vi siano state negligenze da parte della direzione;

in che modo fosse seguito dal personale medico il detenuto in questione e a quando risalga l'ultimo incontro che lo stesso aveva avuto con lo psicologo, con l'educatore, con gli assistenti sociali;

se, in particolare, risulti se l'uomo fosse stato visitato dallo psichiatra del carcere e se quest'ultimo avesse riscontrato un rischio suicidario;

quali misure più in generale il Ministro interrogato intenda adottare nell'immediato per arginare il fenomeno dei suicidi all'interno delle nostre strutture penitenziarie. (4-12734)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12729
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 503 del 18/07/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 18/07/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
18/07/2011
PARTITO DEMOCRATICO
18/07/2011
PARTITO DEMOCRATICO
18/07/2011
PARTITO DEMOCRATICO
18/07/2011
PARTITO DEMOCRATICO
18/07/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 18/07/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12729
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 18 luglio 2011, seduta n.503

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.
- Per sapere - premesso che:

sul sito di Ristretti Orizzonti, l'11 luglio 2011, sotto il titolo: «Assordante silenzio sulla morte di un detenuto paraplegico», è stato pubblicato il seguente articolo: «C'é indifferenza e insensibilità sul dramma delle carceri da parte delle istituzioni, degli esponenti politici e dei media». Lo afferma in una nota il leader del Movimento diritti civili, Franco Corbelli. «Il silenzio - aggiunge - sull'ultimo drammatico caso del detenuto paraplegico cosentino, lasciato morire in carcere, denunciato da Diritti Civili è vergognoso. Ancora una volta sono stato lasciato da solo a combattere l'ennesima battaglia civile per una giustizia giusta e umana. Quello che più colpisce e provoca, in me, tanta delusione e grande amarezza è l'assordante silenzio mediatico su questa ultima disumanità delle carceri, una inaudita vergogna. Tacciono le Istituzioni e i politici ma i media no, non possono tacere, non può una stampa libera chiudere gli occhi, non può non dare spazio e ascolto alla legittima e dignitosa richiesta di verità e giustizia che arriva dai familiari di questo recluso». «Il detenuto morto - prosegue Corbelli - è un essere umano, non è un fantasma, ha un nome e cognome, si chiamava Ennio Manco, 52 anni, paraplegico, è morto nel carcere di Palermo e ai suoi familiari è stato di fatto addirittura impedito di poter vedere la salma che è stata poche ore dopo il decesso subito chiusa in una bara e il giorno dopo trasferita dalla Sicilia in Calabria. Questo è un fatto gravissimo» -:

se il Ministro sia a conoscenza dei fatti descritti in premessa;

se intendano avviare un'indagine amministrativa interna al fine di appurare il modo in cui siano avvenuti i fatti e se nei confronti del detenuto Ennio Manco siano state messe in atto tutte le misure di cura e assistenza che le sue precarie condizioni fisiche richiedevano;

per quali motivi sia stato impedito ai parenti del detenuto di vedere la salma del loro familiare. (4-12729)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12727
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 503 del 18/07/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 18/07/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
18/07/2011
PARTITO DEMOCRATICO
18/07/2011
PARTITO DEMOCRATICO
18/07/2011
PARTITO DEMOCRATICO
18/07/2011
PARTITO DEMOCRATICO
18/07/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 18/07/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12727
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 18 luglio 2011, seduta n.503

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dal sito online piacenza24.eu lo scorso 13 luglio 2011, un detenuto piacentino di 60 anni, originario della Liguria, sarebbe stato brutalmente aggredito all'interno del carcere piacentino. L'uomo è stato picchiato da più persone che gli hanno procurato diverse fratture al volto;

la procura di Piacenza ha avviato un'indagine e disposto il trasferimento dell'uomo in un altro carcere, così come per un'altra persona aggredita insieme all'uomo. Per ora, ci sono tre indagati, accusati di lesioni volontarie aggravate: un sudamericano, un nordafricano e uno slavo. Gli investigatori della squadra di polizia giudiziaria della procura stanno sentendo diversi detenuti e nei prossimi giorni saranno sentiti anche alcuni agenti della penitenziaria;

l'aggressione sarebbe avvenuta il primo luglio, ma in precedenza l'uomo era già stato picchiato. Quel giorno, il 60enne è stato prima picchiato, in un corridoio, mentre la persona che era con lui ha ricevuto una gomitata. Il 60enne, poi, dopo essere stato medicato in infermeria, all'uscita è stato aggredito di nuovo da altri detenuti. Gravi le lesioni riportate: fratture alla mandibola, al naso, allo zigomo, all'orbita oculare -:

quali siano le cause che hanno portato ad un gesto così violento all'interno di una struttura penitenziaria;

come mai nei confronti del detenuto, già oggetto di pestaggio in precedenza, non siano state adottate tutte le misure di protezione e di isolamento atte a tutelare la sua incolumità;

se non ritenga opportuno disporre un'ispezione presso il carcere di Piacenza per fare luce sull'esatta dinamica dell'episodio e per appurare se vi siano state negligenze da parte della direzione.
(4-12727)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/05140
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 505 del 20/07/2011
Firmatari
Primo firmatario: MOTTA CARMEN
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 20/07/2011
Commissione assegnataria
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 20/07/2011
Stato iter:
IN CORSO
Fasi iter:
MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 20/07/2011
Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-05140
presentata da
CARMEN MOTTA
mercoledì 20 luglio 2011, seduta n.505

MOTTA. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

in data 3 luglio 2011 la stampa locale di Parma ha riportato la notizia del suicidio di un agente di polizia penitenziaria in servizio da sedici anni presso l'istituto penitenziario cittadino di via Burla;

il suicidio dell'agente, ancorché determinato da una pluralità di circostanze anche di natura famigliare, ha richiamato l'attenzione della stampa e dei sindacati di categoria sull'enorme pressione lavorativa e sullo stress correlato alle responsabilità connesse al ruolo di agente penitenziario;

le carceri dell'Emilia-Romagna sono al secondo posto in Italia per tasso di sovraffollamento: i detenuti in regione sono, infatti, 4.373 a fronte di una capienza regolamentare di 2.394, con un indice di sovraffollamento pari al 182,5 per cento superiore al dato medio nazionale pari al 150,95 per cento;

oltre al forte sovraffollamento e alla cronica carenza del personale effettivamente in servizio, in particolare, i sindacati lamentano la mancata attivazione dei centri d'ascolto e supporto psicologico promessi nel 2008 dal dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e mai attivati, come pure la non assunzione dei 50 psicologi vincitori di concorso mai assunti per carenza di risorse -:

se il Ministro interrogato sia a conoscenza della tragica morte dell'agente di polizia penitenziaria che prestava servizio nell'istituto penitenziario di Parma e delle cause che hanno determinato l'estremo gesto;

se il Ministro sia conoscenza del forte sovraffollamento delle carceri dell'Emilia-Romagna e quali urgenti iniziative intenda porre in essere per farvi fronte;

in particolare, quali iniziative il Governo intenda adottare al fine di sostenere concretamente, anche dal punto di vista psicologico, gli agenti di polizia penitenziaria impegnati nella gravosa attività di sorveglianza nelle strutture carcerarie del nostro Paese. (5-05140)
 
 Damiano Bellucci