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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 01/08/2011  -  stampato il 05/12/2016


Le unghie sullo specchio di cgil, cisl, ugl, cnpp, sinappe e osapp.

Oggi pomeriggio al Dap, ancora una volta, Amministrazione e Sindacati Ragionevoli si sono trovati intorno al tavolo del buon senso. La posta in tavola era alta, molto alta: i soldi dei poliziotti penitenziari.

Sappiamo tutti che in un momento di grandissima crisi economica come quello di oggi, con il blocco delle retribuzioni stipendiali per il 2011, 2012, 2013 e 2014, i soldi del fondo incentivante sono assolutamente vitali per il bilancio familiare di tutti i poliziotti penitenziari.
Lo sappiamo tutti, eppure qualcuno, pur di affermare le proprie ragioni, non esita a rischiare i soldi degli altri. Lo abbiamo detto, lo diremo ancora e poi ancora, finché avremo fiato in gola e possibilità di comunicare il nostro pensiero:
NON SI GIOCA CON I SOLDI DEGLI ALTRI!
Il Sappe ha già rinunciato al braccio di ferro sui criteri di distribuzione del fondo.
Il Sappe ha abdicato dalle proprie rivendicazioni purché l’accordo sul FESI venga firmato al più presto.
Ed invece “La sedicente Maggioranza del 57%” continua a porre condizioni e mettere paletti.
Crediamo sia indispensabile ricordare a questi Signori che non si invoca la maggioranza soltanto per vantarsi dei numeri, ma ci si deve anche assumere la responsabilità che ne discende. Il FESI è una cosa seria. Si tratta dei soldi dei colleghi e con i soldi non si scherza!
Per questo motivo NOI abbiamo rinunciato ad insistere sulle nostre rivendicazioni: non mettiamo a repentaglio i soldi dei colleghi per questioni di principio (anche se sono sacrosante).
Abbiamo già detto – e confermiamo – che siamo disposti a firmare l’accordo sui criteri di distribuzione del FESI così com’è, ma è necessario eliminare la contrattazione decentrata perché le procedure previste per questa possono dilatare troppo i tempi e mettere a rischio la disponibilità dei fondi.
“La Maggioranza del 57” invoca il suo diritto a decidere per tutti e ritiene accettabile il rischio della contrattazione decentrata. E allora che se ne assuma tutte le responsabilità.
Certamente, il Sappe non firmerà un accordo che mette a rischio la possibilità di pagare gli incentivi entro il 31 dicembre. Se “La Maggioranza del 57” riterrà di proseguire dritto per la sua strada sull’orlo del baratro, che lo faccia a proprio rischio e pericolo: noi saremo qui a chiedergli conto di quello che succederà.
Abbiamo letto il lungo comunicato con il quale La Maggioranza del 57” ha cercato di giustificare le proprie scelte: francamente si è sentito il rumore delle unghie sullo specchio lontano un chilometro.
Ma, ad ogni modo, riteniamo che sia comunque positivo il fatto che, finalmente, tutti quanti hanno scoperto le proprie carte, in modo che poi ciascuno si potrà assumere le proprie responsabilità.
Ad ottobre vedremo cosa penseranno i colleghi di tutta questa vicenda, soprattutto quando si renderanno conto di rischiare i soldi di tasca propria ben sapendo chi dovranno ringraziare.
A gennaio, infine, faremo i conti e vedremo Il 57” cosa è diventato e quale sarà, allora, la maggioranza!
Chi semina vento finirà come sempre per raccogliere tempesta. (E le unghie sugli specchi alla fine si rompono....)