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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/08/2011  -  stampato il 07/12/2016


Arma Letale 5: il disarmo.

Stante la delicatezza giuridica della questione dell’uso legittimo delle armi, è allo studio delle commissioni del DAP (dove vengono nominati i soliti noti…) un tipo di arma che non sia troppo invasiva e che possa far troppo male ad un povero detenuto che cerca di evadere da una traduzione o mentre sta scavalcando il muro di cinta.

 E’ stata subito scartata l’ipotesi dell’arma da fuoco, infatti si è pensato anche di ritirare questi inutili oggetti, chiamati “pistole beretta” (circa 37.000) e rivenderle, a 500 euro al pezzo, alla polizia penitenziaria albanese (notoriamente più cattiva di quella italiana) così da ricavare la bellezza di 18.500.000,00 euro da destinare al rimpinguamento della manovra finanziaria del nostro Presidente Berlusconi (a cui gronda il cuore di sangue….mentre a noi gronda un’altra parte anatomica).

La commissione ha pensato che per le sentinelle basterà un megafono da utilizzare nei confronti del detenuto al momento in cui questi cercasse di fuggire calandosi dal muro di cinta, urlandogli nelle orecchie frasi del tipo: Ma perché lo fai? Non fuggire!! Se ti prendono ti daranno al massimo 6 mesi per evasione…. – oppure – Non lo fare, fermati…a me non ci pensi? Se fuggi, io sarò rovinato, distrutto, tacciato di corruzione, mentre tu diventerai una leggenda…poi scriverai un libro, dal quale trarranno un film…..

Discorso diverso per gli agenti impegnati al NTP. E’ allo studio l’ipotesi di dotare gli agenti di fionde, con proiettili di gomma da tirare nel caso in cui il detenuti tenti un’evasione durante una traduzione, visto che siamo diventati un Corpo di vecchi cinquantenni e non possiamo correre dietro agli evasi, magari prendendo la mira e con un po’ di fortuna riusciamo a beccarlo in testa l’evaso, cercando sempre di non fargli troppo male.

Non vorremmo che qualcuno ci voglia davvero disarmare pensando che oggi non esistano più pericoli per i poliziotti penitenziari, perché il carcere è cambiato, i detenuti sono cambiati ed altri sproloqui del genere.

Non ho mai capito, nonostante tanti anni trascorsi in questa amministrazione se, nel caso in cui un detenuto tenti un’evasione dal muro di cinta, la sentinella gli possa sparare….Se è ancora dentro l’Istituto no; se è già fuggito nemmeno; bisognerebbe sparargli nel momento in cui il detenuto si trova a cavalcioni del muro di cinta? E’ un rebus senza soluzione….

A parte l’ironia, sono davvero preoccupato per le nuove generazioni di poliziotti penitenziari che, in mezzo a questo disastro, rischiano di diventare dei futuri “operatori civili”, senza divisa e specializzati in sicurezza molto dinamica.

E credetemi, il contenuto di questo articolo non è di basso profilo demagogico...