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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/08/2011  -  stampato il 04/12/2016


Berlusconi: ovvero come parlare 35 minuti senza dire niente

 

Mi era già successo una volta di assistere ad un comizio elettorale di Berlusconi, in un grande teatro di una città del sud Italia, dove una folla isterica, me compreso, acclamava il satrapo danzante.
Tra applausi scroscianti, urla isteriche e svenimenti di donne in delirio, ascoltai colui per il quale avevo scelto di votare. D’altronde sono un poliziotto penitenziario e il centro destra con Berlusconi e Fini (che allora erano culo e camicia) avevano fatto una campagna elettorale tutta incentrata sulla sicurezza.
Alla fine del discorso, il delirio si impadronì della folla e Berlusconi riuscì a stento ad uscire dal teatro senza essere “violentato” da una claque femminile assatanata.
Ero comunque inquieto. E quando uscii dal teatro ripensai ad alcuni passaggi del discorso di Berlusconi e con mio grande sgomento mi accorsi che non aveva detto niente! Ovvero aveva fatto un discorso intriso di demagogia, promesse e luoghi comuni che, nella sostanza, moralmente non mi aveva lasciato nulla.
Ho ascoltato con attenzione il discorso tenuto al Parlamento e ho rimpianto Aldo  Moro e Andreotti, Spadolini e La Malfa, perfino Craxi e De Mita.
Non ha parlato di liberalizzazioni e nemmeno di tagli sostanziali alla spesa pubblica, a cominciare dagli astronomici costi della politica; ha parlato genericamente di un’accelerazione sulla riforma fiscale – ma senza prendere impegni precisi – e di una possibile riforma dello statuto dei lavoratori. Un po’ poco e molto generico. Ha ricordato di essere un imprenditore, aggiungo io di successo, ma non sempre l’assioma imprenditore di successo equivale a politico di successo.
Il popolo ha bisogno di risposte rapide; la crisi, finalmente riconosciuta dallo stesso dopo mesi di ottimismo e condanna agli jettatori, attanaglia le famiglie che ogni giorno si impoveriscono di più, con un reddito ai limiti della povertà che ha sempre meno potere d’acquisto.
Insomma un discorso alla Nazione non degno, a mio parere, di un leader che un tempo fu amato dagli italiani.
 
Uomo Qualunque