www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 09/08/2009  -  stampato il 11/12/2016


Sindacati della Polizia Penitenziaria: Continuano le proteste

Come preannunciato i sindacati della Polizia Penitenziaria hanno iniziato le manifestazioni sul territorio nazionale. La prima manifestazione si è tenuta a Milano il 30 giugno, davanti al carcere di San Vittore e al Provveditorato. Ha partecipato, come preannunciato, il personale proveniente dalle regioni del Nord, tra le quali il Piemonte, il Triveneto e, ovviamente, la Lombardia.

Erano presenti circa trecento agenti e, soprattutto, c’era gran parte della stampa di Milano e della Lombardia in generale. La manifestazione ha quindi avuto una grande risonanza, tant’è che un ampio servizio è stato trasmesso anche dal TG3 nazionale. L’8 luglio, invece, il personale proveniente dalle regioni Marche, Toscana, Abruzzo e Emilia Romagna si è riunito a Bologna, davanti al carcere della Dozza. Anche in questa occasione c’erano più di duecento persone a manifestare tutto il disagio che gli stessi agenti vivono quotidianamente negli istituti e l’insoddisfazione per la mancanza di iniziative concrete da parte del governo e dell’amministrazione, iniziative che, finora - al di là del Piano Carceri, un progetto che, come sappiamo, se sarà realizzato, produrrà i suoi effetti tra quattro o cinque anni – sono mancate sotto tutti i punti di vista.

Anche a Bologna c’è stata una grande risonanza mediatica. Ormai l’opinione pubblica è consapevole della grave situazione in cui versano le carceri italiane e del forte disagio lavorativo in cui opera il personale di polizia penitenziaria. Sono state tante le attestazioni di solidarietà dei cittadini che transitavano davanti al carcere di San Vittore. Purtroppo, per quanto attiene la situazione delle carceri, non possiamo più dire di essere un Paese civile, visto che siamo costretti a far dormire per terra, sui materassi di gomma piuma, le persone che vengono arrestate. Le manifestazioni di protesta proseguiranno, ma nel frattempo il SAPPe sta incontrando i più autorevoli esponenti politici, a cominciare dal Presidente della Camera Gianfranco Fini che, come sempre, ha dimostrato grande disponibilità e sensibilità verso i problemi della Polizia Penitenziaria. 

Il Presidente Fini si è impegnato a far approvare in breve tempo un disegno di legge per la riduzione, da un anno a sei o quattro mesi, dei corsi di formazione degli allievi agenti, in modo da averli prima in servizio effettivo; inoltre, ha garantito il suo intervento per sostenere la proposta di impiegare i militari nella sorveglianza esterna degli istituti penitenziari, in modo da recuperare il personale impiegato in servizio di sentinella.

Nel corso della presentazione del Documento di programmazione economica e finanziaria, alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Gianni Letta e dei ministri dell’Interno Maroni, della Difesa La Russa, della Pubblica Amministrazione e dell’innovazione Brunetta ed altri autorevoli sottosegretari, abbiamo avuto modo di esporre i nostri problemi, peraltro a tutti già noti. Abbiamo molto apprezzato le parole dell’onorevole Letta sulla capacità professionale ed organizzativa del Corpo di Polizia Penitenziaria, qualità che lo stesso Sottosegretario ha evidenziato di aver apprezzato in occasione della nostra festa del Corpo.

Adesso, bisogna passare dalle parole ai fatti. Attendiamo risposte concrete in breve tempo, altrimenti il nostro unico interlocutore autorevole continuerà ad essere la piazza.