www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 25/08/2011  -  stampato il 04/12/2016


Sito web ufficiale della Polizia Penitenziaria: Franco Ionta da che parte sta?

“Sono lieto di comunicare alle SS.LL. che è in linea la nuova versione del sito istituzionale della Polizia Penitenziaria www.polizia-penitenziaria.it”: parola di Franco Ionta.

Parole scritte poco dopo il suo insediamento e rivolte al Vice Capo del Dipartimento, Direttori Generali, Uffici di Staff, ISSP e Provveditori, con la preghiera di “darne ampia diffusione al personale(lettera circolare n. 0342481 del 14 ottobre 2008).

Una prima banale considerazione è che la maggior parte del personale non ha comunque potuto leggere nemmeno il testo di questo primo documento perché trattasi di Circolare del Capo del Dipartimento che, in quanto tale, non è di facile accesso, come del resto tutte le altre circolari e lettere circolari emanate dal DAP (ancora per poco).

Voglio fugare ogni dubbio che potrebbe aver assalito il lettore che si starà chiedendo: “ma questo seguito di comunicazione non mi è arrivato o non l’ho letto perché non c’è stato seguito?”.

La seconda che hai detto…

Ovviamente alla circolare non è seguito alcun ulteriore avviso da parte delle SS.LL. nei confronti del personale (felice di essere smentito), ma non è questo il fatto di cui vorrei parlare oggi.

Andiamo oltre e continuiamo a leggere: “la ristrutturazione del sito è stata curata da personale di Polizia Penitenziaria in servizio al DAP, presso l’Ufficio dell’Organizzazione e delle Relazioni e presso l’Ufficio Stampa e Relazioni Esterne”, una roboante affermazione che fa immaginare un esercito di colleghi opportunamente formati e selezionati per tale scopo, ma in realtà utile a mascherare il fatto che, in pratica, il lavoro è stato svolto da una persona sola, al massimo due e nemmeno full-time.

Continuiamo: “prossimamente saranno disponibili ulteriori spazi riservati al personale di Polizia Penitenziaria per la consultazione di notizie interne, normative, circolari e documentazione inerenti le attività di servizio e al rapporto di lavoro”.

Tutto questo veniva scritto e firmato da Franco Ionta, appena nominato Capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria al quale, evidentemente,  il tutto è stato presentato come un importante risultato ottenuto, ereditato dal passato, ma di cui poteva fregiarsi senza alcuna fatica.

E infatti il nostro Capo della Polizia Penitenziaria c’è cascato.

Almeno così è che mi piace immaginare siano andate le cose: un “giovane ed ingenuo” Franco Ionta che si lascia convincere con una promessa di facile successo ed appeal nei confronti del personale, praticamente senza sforzo.

Ma oggi che sono passati quasi tre anni da quel giorno? (Segue tabella di raffronto)

14 ottobre 2008 - Prossimamente saranno disponibili ulteriori spazi riservati al personale di Polizia Penitenziaria per: 23 agosto 2011 - Situazione attuale:
la consultazione di notizie interne NON pervenute
normative NON pervenute
circolari NON pervenute
documentazione inerenti le attività di servizio e al rapporto di lavoro NON pervenuta

 

In realtà oggi, il sito istituzionale del Corpo di Polizia Penitenziaria (una delle cinque Forze di Polizia della Repubblica Italiana) è poco più di un blog che ci informa (ci informa?) sulle vicende di Franco Ionta e da poco, di quelle di Francesco Nitto Palma, neo Ministro della Giustizia, notizie di per sé interessanti e utili da sapere, a patto che queste siano la ciliegina sulla torta e non le uniche in mezzo al deserto.

Di tutte le promesse fatte nell’ottobre 2008, io continuo a non vederne nemmeno una mantenuta. All’inizio poteva essere una svista, un incidente di percorso, una trappola tesa al neo Capo del DAP, ma oggi, dopo tutte le dichiarazioni dello stesso Ionta, che non si risparmia e prende carta e penna per difendere i suoi collaboratori, tutto mi è un po’ più chiaro.

Secondo fonti ufficiali la responsabilità dello stato in cui versa il sito istituzionale della Polizia Penitenziaria dovrebbe essere del Commissario Giuseppe Agati, incaricato di gestire la “Comunicazione Polizia penitenziaria e sito www.polizia-penitenziaria.it” così come riportato nel sito istituzionale del Ministero della Giustizia alla pagina http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_12_3_1_11.wp (e-mail: redazionepolpen@giustizia.it, Tel. 0666591346).

Si, avete letto bene, un nostro collega.

Premettiamo, subito, che riteniamo assolutamente inutile nascondersi dietro la scusa che “io ho proposto”,io ho detto”, “io vorrei ma non posso”.

Il tempo passa e se uno che ha un incarico del genere non riesce a garantire nemmeno il minimo, o si dimette o denuncia, ma se fa finta di niente allora condivide la responsabilità di quello che accade.

Al livello superiore, la comunicazione, e quindi alche il sito web del Corpo, è gestita dalla Dott.ssa Assunta Borzacchiello Direttore dell’Ufficio stampa e relazioni esterne dell’amministrazione penitenziaria: e-mail: stampa.dap@giustizia.it, fax +390666162665, tutto nero su bianco sul sito giustizia.it, (se non sono loro e la responsabilità è di altri, me ne scuserò pubblicamente).

A mio avviso, allo stato attuale, sono loro che andrebbero considerati  responsabili della pochezza del sito web della Polizia Penitenziaria.

Le condizioni in cui avevo trovato il sito tempo fa (Considerazioni a caldo sul sito web ufficiale della Polizia Penitenziaria) sono addirittura peggiorate.

Continuano ad essere pubbliche quelle vignette offensive nei confronti della dignità del Corpo (L’Ufficio stampa relazioni esterne del DAP e la tentazione della gestione privata di cosa pubblica) e il sito continua ad essere un prodotto che una delle cinque Forze di Polizia dello Stato, non meriterebbe.

In un Paese Normale (come diceva D’Alema), quando  i diretti responsabili non sono interessati o non sono capaci a gestire un ufficio o un servizio, qualcuno li metterebbe alla porta!

Invece da noi si ignora il diritto di migliaia e migliaia di poliziotti penitenziari  di avere un servizio web all’altezza delle altre forze dell’ordine per salvaguardare la poltrona di due dipendenti pubblici, siano pure essi degli stretti collaboratori del Capo della Polizia Penitenziaria!

Io ancora spero che qualcuno, prima o poi, intervenga …

Addirittura, qualche tempo fa, almeno avevamo la possibilità di leggere dei bellissimi articoli sui gruppi sportivi. Da allora l’unico cambiamento è stato quello di censurare proprio gli articoli sportivi (forse perché migliori degli altri?) e di inaugurare un servizio della serie “mai più senza”  come quello di auto comporsi le Decorazioni! (http://www.polizia-penitenziaria.it/creadecorazioni.asp).

Io sono davvero convinto che c’è da vergognarsi del nostro sito, che offende ed insulta sul web la dignità della Polizia penitenziaria.

E’ innegabile , secondo me, che la responsabilità ultima di tutto questo (in quanto Capo della Polizia Penitenziaria) è comunque di Franco Ionta che dopo quasi tre anni non può ignorare l’assoluta mancanza di risultati da parte dei suoi diretti collaboratori, senza che questo non comporti un presa di posizione chiara e forte.

Signor Capo della Polizia Penitenziaria, a questo punto lei da che parte sta?

Dalla parte della Polizia Penitenziaria o dalla parte dei suoi stretti collaboratori?

Perché, non so se n’è accorto, ma le due voci è da molto tempo che non coincidono.

Per una volta tanto, dia retta ad un demagogo …

 
P.S.

AVVERTENZE PER L’USO:  Consiglio a chiunque voglia scrivere o telefonare ai recapiti indicati nell’articolo (che sono pubblici sul sito giustizia.it) di moderare i toni e pesare bene i termini, perché al terzo piano del DAP sono un po’ permalosetti …

Leggi anche: Considerazioni a caldo sul sito web ufficiale della Polizia Penitenziaria

L’Ufficio stampa relazioni esterne del DAP e la tentazione della gestione privata di cosa pubblica