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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 27/10/2009  -  stampato il 08/12/2016


Fiamme Azzurre, tre atlete Mondiali.

Per tre volte l’Inno di Mameli ha coronato le prove maiuscole delle donne delle Fiamme Azzurre ai campionati del mondo di specialità. In otto giorni e due week end di gara tra Italia, Portogallo e Svizzera, hanno raggiunto l’oro ed il tetto del mondo Stefania Cicali, Monica Finessi e Tatiana Guderzo.

Un pensiero sul possibile conseguimento del Guinness World Record settimanale dei mondiali vinti in tre specialità diverse da parte di atleti di gruppi sportivi professionistici ci è venuto in mente, e sicuramente è un calcolo che si è fatto un entusiasta Giovanni Bonanni, segretario delle tre le sezioni iridate e gregario impegnato quando si tratta di lavorare per il raggiungimento di tali successi.

Nel 2005 arrivò alla sezione ciclismo contemporaneamente all’attuale guida delle Fiamme Azzurre Marcello Tolu. In quel momento poche erano le leve di punta su cui poter sperare per successi imminenti o futuri del gruppo agonistico sulle due ruote. Poi il lavoro di ricerca e reclutamento mirato alla ricostruzione di un gruppo vincente, la ricerca degli sponsor, degli arruolamenti giusti a favore delle campionesse più promettenti, la fiducia data a chi già operava nel settore con la prospettiva di una ritirata ad altro impiego per cessazione attività, quel gruppo lo hanno visto invece rifiorire e crescere. C’è stata la formazione delle due ammiraglie di gara ufficiali delle Fiamme Azzurre, delle figure professionali dei massaggiatori, dei tecnici, dei meccanici e di quella squadra che sono è la forza dei colori della Polizia Penitenziaria. Un team normale è diventato quella macchina soprannaturale capace di raggiungere, in soli quattro anni, 40 titoli italiani, due titoli mondiali su pista più l’ultimo di Tatiana su strada già bronzo olimpico di Pechino, un oro e due bronzi paralimpici con Fabio Triboli ed il titolo europeo under 23 di Marta Tagliaferro. In questa sommaria rassegna ci siamo fermati ai risultati più eclatanti, senza dimenticare che Monica Baccaille è stata l’atleta capace di vincere quel titolo italiano su strada da sempre appannaggio di società civili con disponibilità economiche per nulla paragonabili a quelle dei gruppi sportivi militari o militarmente organizzati.

Premessa a parte, ad aprire le danze della tripletta mondiale di cui vi raccontiamo, è stata la fuoriclasse toscana della canoa Stefania Cicali.

A Crestuma (Portogallo), nelle acque del fiume Duero, nei 21 km della lunga e dura maratona under 23 che si è svolta dal 18 al 20 settembre scorso, si è aggiudicata la prima posizione con un tempo di 1h39’31”21 precedendo di 37” la britannica Louisa Sawers e di 46” l’ungherese Eszter Havas. Dopo la partecipazione olimpica di Pechino, nel 2009 la Cicali era stata medaglia di bronzo ai Giochi del Mediterraneo, quinta ai Mondiali di Dartmouth, quinta agli Europei di Brandeburgo con in più i due argenti conquistati agli europei Under 23 di Poznan. Questo titolo mondiale la proietta ancor di più nel futuro di una disciplina le cui pagine più importanti ha dimostrato di poter scrivere con prove del calibro della gara portoghese: con la capacità di creare il vuoto fin dagli inizi tra lei e le dirette inseguitrici, e l’abilità di mantenere quei distacchi fino all’arrivo al traguardo. Dietro non si è vista nessuna delle sue avversarie per oltre mezzo minuto mentre Stefania già festeggiava un oro pesantissimo nel suo palmares di vittorie.

Lo scorso 15 agosto sul lago Banook, in Canada, l’azzurra in 4’ 01” aveva conquistato il quinto posto nella finalissima del K1 1000 del mondiale seniores vinta dall’ungherese Katalin Kovacs (3:59.846) davanti alla tedesca Weber, alla sudafricana Hartley e alla danese Engel Hansen. La Cicali, che comunque lottò riuscendo a chiudere a soli quattro decimi dal podio aveva fatto intuire con un mese di anticipo che questa medaglia d’oro era possibile e alla sua portata.

Stefania cresce sportivamente, continua a maturare anche se il venti ottobre compirà appena 22 anni. Anagrafe dalla sua parte, di vittorie e conferme possono prevedersene ancora molte.

Nello stesso week end, altre soddisfazioni sono arrivate da Monica Finessi nella quarta kermesse mondiale dell’arco 3D che si è svolto a Latina dal 16 al 19 settembre e che ha visto la partecipazione di 180 atleti provenienti da 23 nazioni.

Abbiamo spesso parlato del dietro le quinte della Polizia Penitenziaria al servizio dello sport: a Latina mezzi e uomini dei baschi azzurri hanno contribuito in maniera impeccabile allo svolgimento delle competizioni fornendo assistenza per il trasporto degli atleti, il servizio d’ordine, la vigilanza sui campi di gara, il cerimoniale nonché per le manifestazioni di apertura e chiusura che sono parte integrante di una cornice adeguata ai grandi eventi.

In Ungheria, nel 2007, Monica aveva conquistato nell’arco istintivo un argento capace di farle nutrire più di una speranza di portarsi a casa il titolo più ambito della sua disciplina.

Nonostante gareggiare da probabile favorita e per di più in casa non sia mai semplice, il tracciato di Latina le ha portato bene sia nelle eliminatorie, in cui ha sempre dominato la classifica, sia nella più combattuta finale in cui, opposta all’ungherese Kata Laszlo è riuscita ad imporsi definitivamente con un 35 a 31 finale. Il bronzo è andato all’austriaca Gisela Fuschlberger.

Per l’altra arciera delle Fiamme Azzurre e olimpionica a Sydney 2000 Irene Franchini, è arrivato invece un quarto posto finale che è comunque un buon risultato se si considera che ha voluto prendere parte alle gare nonostante sia al quarto mese di gravidanza.

La gioia per la vittoria non ha fatto dimenticare a Monica Finessi che in quel giorno in cui la medaglia d’oro le cingeva il collo ed il tricolore, per mano dell’alzabandiera curato dai colleghi, si levava alto a festeggiarne l’impresa, in Italia c’erano sei famiglie ad attendere il rientro dei loro cari dall’Afghanistan con quello stesso tricolore ad avvolgerne le bare.

Proprio per questo, la campionessa delle Fiamme Azzurre ha voluto dedicare la medaglia d’oro ai militari italiani caduti a Kabul. Questa è stata la sua dedica: «Il mio pensiero in questo momento va alle famiglie dei militari italiani. Credo che sia un atto dovuto per chi come me veste la divisa delle Fiamme Azzurre».

Onore al pensiero e alla sensibilità oltre che all’impresa di Monica. Il 26 settembre un altro oro, che giudicare storico non è esagerare, è stato raggiunto dopo la gara capolavoro di Tatiana Guderzo nella prova su strada di ciclismo nel Campionato del Mondo di Mendrisio (Svizzera).

Ben 124 km e 200 metri di percorso della “corsa in linea”, hanno scremato il gruppo delle 127 partenti fino a farne giungere al traguardo soltanto 56. Una prova di resistenza mentale allo sforzo oltre che fisica, condotta da Tatiana con l’aiuto della sua tenacia, di una lucidità fuori dal comune e anche di Noemi Cantele, l’altra azzurra arrivata al bronzo dopo un tandem di gara delle due che sembrava disegnato a tavolino, ma da un artista molto quotato.

All’ultimo giro, dopo qualche attacco ripetuto per sondare la reazione del gruppetto di testa composto dall’olandese Marianne Vos, campionessa olimpica in carica, e l’americana Armstrong, che aveva vinto la crono tre giorni prima, per le nostre è arrivata l’azione vincente che ha portato alla svolta decisiva.

Un primo allungo di Tatiana, poi il sostegno di Noemi a darle respiro mettendosi davanti e offrendo la scia. Poi Tatiana di nuovo avanti con un guizzo sulla destra di Noemi. Ci sono diverse salite, dei muri che non ne scalfiscono la progressione. La fuoriclasse azzurra prosegue in fuga.

In discesa fa il vuoto, Noemi ne difende l’azione controllando l’olandese e l’americana che provano a riprenderla facendo appello a tutto ciò che è rimasto nella testa e nelle gambe.

Troppo tardi, il traguardo è già un trionfo azzurro mentre le due lottano con la Cantele per la seconda e la terza piazza del podio. Noemi è terza dietro la Vos, la Armstrong è battuta.

Il ct Savoldi non nasconde la soddisfazione per una doppietta di medaglie che è arrivata a dimostrare il valore del ciclismo rosa dopo l’altra storica di Stoccarda 2007. Allora sul podio finirono, rispettivamente prima e terza, Marta Bastianelli e Giorgia Bronzini.

All’arrivo Tatiana ha sottolineato come la vittoria sia stata frutto del lavoro di una squadra che ha fatto per lei ed il suo successo un lavoro complessivo fantastico. Ha affermato come quell’oro sia da dividere per sei, perché sei sono state le azzurre che si sono sacrificate per la gara da antologia che è poi riuscita.

Tra di esse una nota di merito va anche a Monica Baccaille, l’altra specialista delle gare su strada delle Fiamme Azzurre. Una nota positiva ed un sorriso in più, per otto giorni e tre prestazioni da incorniciare.

 

Stefania Cicali: Stefania CICALI è nata a Firenze il 20 ottobre 1987 ed è un agente in servizio presso la Casa Circondariale di Sollicciano (FI).

Per Stefania CICALI, il titolo iridato conseguito in Portogallo è il primo raggiunto vestendo i colori del Gruppo Sportivo della Polizia Penitenziaria, il terzo in assoluto vinto ai Campionati Mondiali di “canoa maratona.” E’ ad oggi una delle specialiste più titolate in Italia e a livello internazionale. Nel suo già ricco palmares dei Campionati Mondiali figurano infatti le tre medaglie d’oro individuali negli anni 2004 (juniores), 2005 (juniores) e 2009 (Under 23) , una medaglia di bronzo nel k2 nell’anno 2005 ed il titolo Europeo conquistato nel 2005.

Nelle altre specialità della canoa olimpica l’atleta vanta, in campo internazionale, la medaglia di bronzo ai Campionati Mondiali del 2005 nella specialità k1 mt. 1000, la medaglia d’argento ai Campionati Mondiali Universitari dell’anno 2008 nella specialità k1 mt. 500, due medaglie d’argento conquistate ai Campionati Europei dell’anno 2007 nelle specialità k4 mt. 1000 e k4 mt 500, tre medaglie di bronzo ai Campionati Europei del 2004 nelle specialità k1 mt. 1000 e k1 mt. 500 e, nel 2007, nella specialità k4 mt. 1000.

In campo nazionale l’atleta può vantare già 44 titoli italiani conquistati nelle varie specialità : velocità, fondo, maratona.

 

Monica Finessi: Monica FINESSI, nata a Bologna il 17 febbraio 1969 ed assistente del Corpo di Polizia Penitenziaria, è in servizio presso il Centro Amministrativo “Giuseppe Altavista” e distaccata presso la Casa Circondariale di Bologna.

La medaglia d’oro nella prova individuale mondiale di Latina nella specialità “arco istintivo”, è la prima della sua carriera e va a coronare una lunga serie di piazzamenti e risultati nella specialità di cui mantiene la leadership in Italia.

In campo Internazionale vanta, oltre al titolo iridato, una medaglia d’argento conquistata ai Campionati Mondiali del 2007 e un 6° posto ai Campionati Europei del 2008. In campo nazionale l’atleta delle Fiamme Azzurre ha conquistato 3 titoli italiani.

 

Tatiana Guderzo: Tatiana GUDERZO è nata a Marostica (VI) il 22 agosto 1984, è un agente scelto in servizio presso la Casa Circondariale di Vicenza La medaglia d’oro vinta ai Campionati Mondiali di Mendrisio, l’unica conquistata dalla squadra della Nazionale Italiana, segue, in questa stessa stagione, i due titoli Italiani di ciclismo su pista nelle specialità “inseguimento individuale” e “inseguimento a squadre”, la medaglia d’argento ai Campionati Italiani di ciclismo su strada nella specialità “cronometro individuale”, la vittoria del “Giro del Friuli”, le tre vittorie di tappa del Giro d’Italia delle Piste nella specialità “corsa a punti” e la vittoria della seconda tappa del Giro di Toscana.

Nel ciclismo su strada, figurano nel suo palmares due medaglie d’argento ai Campionati Mondiali del 2002 (cronometro individuale) e 2004 (corsa in linea), una medaglia d’oro e tre d’argento ai Campionati Europei degli anni 2004 (oro – cronometro), 2005 (argento – cronometro) e 2006 (argento crono e argento corsa in linea) e tre medaglie d’oro e una d’argento ai Campionati Italiani degli anni 2002, (oro – cronometro), 2005 (oro - cronometro) e 2008 (oro - cronometro e argento - corsa in linea).