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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 20/09/2011  -  stampato il 09/12/2016


Quando il buongiorno si vede dal mattino

 Arruolato. Parto alla volta di Portici il 10 luglio 1990. Vengo sistemato presso la scuola di Ercolano, dove tutto cade a pezzi, da subito penso: ma dove sono andato a finire? Docce a tempo, solo il mercoledì "bagnarsi, insaponarsi, sciacquarsi", se non sei veloce rimani con la schiuma sulla pelle. La mensa uno schifo assoluto con i doppi turni per mangiare.

Nel frattempo qualcuno torna a casa allucinato.

Dopo circa sei mesi mi mandano a Torino, altro schifo. Arriviamo in 42, nessuno sa niente di noi, veniamo mandati da un maresciallo all'altro senza risolvere nulla, non sanno dove metterci. A sera, dopo una giornata di bivacchi qualche fortunato trova sistemazione in caserma da compaesani ed amici, in 27 veniamo sistemati in una camera posta sopra la porta carraia. Ventisette persone: un bagno, brande a tre ( come stanno adesso i carcerati, tanto per intenderci, solo che per noi tutto è iniziato molto prima ), cresce in me il senso di smarrimento.

Rimpiango le dure giornate di lavoro al sole cocente del sud Italia con mio padre (grand'uomo, con lui ti spaccavi la schiena ma non ti faceva mancare nulla; questo pensavo).

Arrivo in sezione, blocco C, il collega mi lancia le chiavi in un gesto di liberazione: "collega tutto a posto 46". Minchia, da dove inizio?!? Vado a casa per la prima volta il 23 gennaio 1991, fatevi il conto.

Vi risparmio i successivi 20 anni.

Sapete cosa mi fa più rabbia? Non tutto quello che abbiamo subito, ma il fatto che tutti quei "signori" che hanno permesso che tutto questo accadesse a me e a tanti altri come me, sono ancora al D.A.P. e continuano a far danni impunemente.

SONO STANCO, ABBIATE IL CORAGGIO DI ANDARE A CASA. IN ALTERNATIVA FATEVI DIECI MINUTI DI VERGOGNA A CAPO CHINO E CON LA FACCIA RIVOLTA VERSO IL MURO.

TUTTI NOI MERITAVAMO E MERITIAMO BEN ALTRO...

A.M. Assistente Capo