www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 23/09/2011  -  stampato il 03/12/2016


Interrogazioni parlamentari sul carcere 5 - 10 settembre 2011.

 

ATTO SENATO


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05820


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 600 del 07/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: FLERES SALVO
Gruppo: COESIONE NAZIONALE - IO SUD - FORZA DEL SUD
Data firma: 07/09/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 07/09/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-05820


 

presentata da


 

SALVO FLERES
mercoledì 7 settembre 2011, seduta n.600


 

FLERES - Al Ministro della giustizia - Premesso che:


 

il problema del sovraffollamento degli istituti penitenziari è ormai diventato insostenibile. Tale situazione, in Sicilia, è ancora più drammatica. Infatti, in tal senso, è la seconda regione d'Italia;


 

l'interrogante intende fare riferimento alla insufficienza di attività trattamentali e di assistenza in generale, all'impossibilità di poter adeguatamente seguire, da un punto di vista sanitario, i reclusi, sino ad arrivare al manifestarsi di fenomeni purtroppo frequenti, cosiddetti eventi critici;


 

inoltre, si assiste all'aumento delle lamentele dei ristretti che, a causa dei frequenti ingressi (fra nuovi giunti e traduzioni), vedono ridursi lo spazio loro disponibile;


 

infine, molti reclusi extracomunitari vengono tradotti in Sicilia benché abbiano un fine pena imminente o abbiano processi in corso in altre regioni del Paese e, senza neanche valutare le refluenze economiche delle numerose traduzioni per motivi di giustizia, si ritiene opportuno dislocarli in Sicilia;


 

alla luce di quanto sopra esposto, appare strano che vi siano delle strutture realizzate per tali fini e che le stesse siano inutilizzate; è il caso del carcere di Gela in provincia di Caltanissetta inaugurato già due volte e mai utilizzato;


 

le problematiche relative alla mancata apertura della nuova struttura sembrerebbe siano state già da tempo risolte dalle amministrazioni locali, con particolare riferimento all'approvvigionamento idrico adesso assicurato,


 

l'interrogante chiede di conoscere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto in premessa indicato ed entro quali tempi intenda intervenire, considerato che l'apertura dell'istituto potrebbe consentire l'allocazione di circa cento detenuti.


 

(4-05820)


 

ATTO SENATO


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05819


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 600 del 07/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: FLERES SALVO
Gruppo: COESIONE NAZIONALE - IO SUD - FORZA DEL SUD
Data firma: 07/09/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 07/09/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-05819


 

presentata da


 

SALVO FLERES
mercoledì 7 settembre 2011, seduta n.600


 

FLERES - Al Ministro della giustizia - Premesso che:


 

il 2 settembre 2011 è deceduto un detenuto del carcere di Caltanissetta affetto da meningite, confermata dagli esami autoptici;


 

il detenuto era stato tradotto a Caltanissetta a fine luglio e, visti i tempi di incubazione della malattia, dovrebbe averla contratta proprio a Caltanissetta, considerato che il contagio è agevolato in caso di vita in comune;


 

già da qualche tempo anche il personale di Polizia penitenziaria lamenta la carenza di igiene nel carcere, dovuta, prevalentemente, alla scarsa distribuzione delle forniture,


 

l'interrogante chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto in premessa indicato ed entro quali tempi intenda intervenire, considerato che la meningite è estremamente contagiosa e non procedere alle vaccinazioni potrebbe determinare seri problemi per la popolazione detenuta, per il personale di Polizia penitenziaria e per i familiari che si recano ai colloqui.


 

(4-05819)


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13104


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 513 del 06/09/2011


 

Trasformazioni


 

Trasformato il 15/09/2011 in 5/05331


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 06/09/2011


 


Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 06/09/2011


 

Stato iter:


 

CONCLUSO il 15/09/2011


 

Fasi iter:


 

TRASFORMA IL 15/09/2011
TRASFORMATO IL 15/09/2011
CONCLUSO IL 15/09/2011


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13104


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 6 settembre 2011, seduta n.513


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:


il 30 agosto 2011 la prima firmataria del presente atto si è recata in visita ispettiva presso la casa circondariale di Ragusa, accompagnata da Gianmarco Ciccarelli (segretario dell'associazione Radicali Catania);


la delegazione è stata ricevuta e accompagnata dalla comandante di polizia penitenziaria, commissario Maria Teresa Lanaia, e dalla vicecomandante Chiara Morales; la visita ha avuto una durata di circa cinque ore; la situazione riscontrata è la seguente: il carcere è una struttura costruita nella prima metà del secolo scorso (anni '30); l'istituto è gravemente sovraffollato: i detenuti ristretti all'interno della casa circondariale sono 195, a fronte di una capienza regolamentare di 116 posti; tale capienza regolamentare, peraltro, secondo quanto riferito, include anche i posti di alcuni reparti che, al momento della visita, risultano essere chiusi (sezione femminile e sezione minorati fisici); analogamente a quanto verificato in relazione ad altri istituti di pena, il dato sulla capienza regolamentare contenuto in una recente statistica pubblicata sul sito internet del Ministero della giustizia («Detenuti presenti e capienza regolamentare degli istituti penitenziari - Situazione al 30 giugno 2011») è di gran lunga superiore rispetto al dato fornito e riscontrato in occasione della visita: la suddetta statistica, infatti, indica per la casa circondariale di Ragusa una capienza regolamentare di 173 posti alla data del 30 giugno 2011;


i detenuti in attesa di giudizio sono circa il 60 per cento; i detenuti tossicodipendenti sono circa il 35 per cento; gli stranieri rappresentano il 70 per cento della popolazione detenuta; la percentuale dei detenuti che lavorano è soltanto del 10 per cento;


la carenza di personale di Polizia penitenziaria è particolarmente marcata: la pianta organica prevede il 117 agenti, quelli effettivamente in servizio sono 67, a cui vanno aggiunte 11 unità del Nucleo traduzioni e piantonamenti che svolgono la loro attività nei due penitenziari della provincia di Ragusa (casa circondariale di Ragusa e casa circondariale di Modica) e, fra le altre cose, garantiscono la partecipazione dei detenuti alle udienze, non di rado in altre regioni d'Italia, a causa dei frequenti sfollamenti da penitenziari del centro e del nord della penisola; «la carenza di agenti c'è ed è grave», sottolinea la comandante, «i turni degli agenti sono di 8 ore anziché di 6 ore, e le ferie sono ridotte: per gli agenti lo stress è quotidiano»; e ancora: «domani riprendono le udienze per direttissima e occorrono agenti; le persone ristrette in attesa di udienza per direttissima non dovrebbero essere ospitate in ambiente carcerario, ma in apposite camere di sicurezza; qui prima eravamo attrezzati con due camere di sicurezza, ma ora con il sovraffollamento è saltato tutto»; un agente dice: «ci sono quasi 200 detenuti e noi stasera nel turno serale siamo solo in 7: se succede qualcosa, come possiamo fronteggiare la situazione?»;


l'assistenza psicologica ex articolo 80 dell'Ordinamento penitenziario risulta essere del tutto inadeguata rispetto alle esigenze della popolazione detenuta: soltanto 7 ore al mese;


la sezione femminile è temporaneamente chiusa: 23 detenute, che erano ristrette in questo reparto, sono state trasferite in altri istituti di pena siciliani a causa della carenza di personale di polizia penitenziaria; questo reparto presenta condizioni strutturali fatiscenti; le porte di accesso alle celle, anziché avere le tradizionali sbarre e il blindo apribile, sono in legno e non hanno alcuna apertura, fatta eccezione per uno sportellino di 40 cm quadrati (20 cm x 20 cm) all'altezza della cintola, da cui spesso «le detenute escono la testa», secondo quanto riferito dagli agenti;


da pochi mesi è chiusa anche la sezione che accoglieva persone affette da patologie fisiche invalidanti: «questo reparto è stato chiuso per inidoneità strutturale», spiega la comandante; le camere detentive, secondo quanto riferito, «prendono luce dal corridoio»;


la casa circondariale di Ragusa è dotata di un'area verde per lo svolgimento, durante la buona stagione, dei colloqui dei detenuti con i familiari minorenni;


la cucina dei detenuti si presenta in buono stato, pulita, grande e ben attrezzata;


all'interno della struttura è presente un piccolo teatro dove ogni tanto si svolgono degli spettacoli: «per fortuna la comunità esterna è molto attiva», evidenzia la comandante;


la sezione «protetti - promiscua» (sex offender, ex collaboratori, ex appartenenti a forze dell'ordine) è allocata in un'ala del carcere che precedentemente, ospitava detenuti in regime di alta sicurezza; nel reparto, che si articola su 2 piani, sono ristrette 22 persone; il piano terra si compone di 5 celle: le celle n. 1, n. 2 e n. 3 ospitano ciascuna 2 detenuti; la cella n. 4 ospita 1 detenuto; il cosiddetto «cameroncino», ricavato in quella che una volta era la stanza per la socialità, ospita 3 detenuti; nel primo piano si trovano le celle n. 5, n. 6 e n. 7, ciascuna con 2 detenuti, e il «cameroncino» (anche in questo caso ricavato nella stanza della socialità) che ospita 6 detenuti in due letti a castello a tre piani; tutte le celle di questa sezione sono sprovviste di doccia; le docce comuni (2 piatti doccia al piano terra e 1 al primo piano) si presentano in buono stato e ai detenuti ne è consentito l'utilizzo 3 volte alla settimana; un detenuto lamenta la carenza di acqua nel periodo estivo; nelle finestre di tutte le celle sono applicate le cosiddette «bocche di lupo», particolari gelosie che riducono notevolmente la circolazione dell'aria e l'ingresso di luce naturale; i detenuti trascorrono in cella 20 ore al giorno, le ore d'aria sono 4; il passeggio della sezione protetti è delimitato da una rete di sicurezza metallica anche nella parte superiore; la postazione di vigilanza (la cosiddetta «garritta») che si affaccia sul passeggio è sguarnita per carenza di agenti;


la sezione detenuti «comuni» ospita 171 persone dislocate su 3 piani: 53 detenuti al piano terra, 68 detenuti al primo piano, 50 detenuti al secondo piano; ai ballatoi dei piani sono applicate reti di sicurezza orizzontali, secondo una obsoleta concezione di struttura carceraria; in questo reparto il dramma del sovraffollamento è particolarmente evidente: nella quasi totalità dei casi, ciascuna persona ristretta dispone di uno spazio vitale inferiore ai 3 metri quadrati prescritti dalla Corte europea dei diritti dell'uomo; la gran parte delle celle (i cosiddetti «cubicoli») sono ambienti piccolissimi di circa 8 metri quadrati (4 metri quadrati x 2 metri quadrati), senza doccia e con il wc a vista; le finestre, oltre alle sbarre, presentano reti metalliche a maglia stretta, un muretto che le copre per metà e le bocche di lupo applicate nella rimanente metà; in queste celle piccole e buie, che da un punto di vista regolamentare dovrebbero ospitare un solo detenuto, sono generalmente ristretti 3 detenuti; oltre a questi «cubicoli» sono presenti diverse celle di circa 15 metri quadri («cameroncini» o «camerotti»), anch'esse sprovviste di doccia e con le finestre strutturate in maniera tale da ridurre notevolmente la circolazione dell'aria e l'ingresso di luce naturale; al piano terra i «cameroncini» sono due e ospitano, ciascuno, 6 detenuti; le ore trascorse all'interno della cella, a detta di alcuni detenuti, sono più di 20: «non arriviamo nemmeno a 4 ore d'aria al giorno»; la sezione si presenta in cattive condizioni di manutenzione, ad eccezione delle docce comuni che sono in condizioni discrete;


in tanti lamentano ritardi e inadeguatezze con riferimento all'assistenza sanitaria: «ho visto il cardiologo 3 giorni fa, dopo quasi 3 mesi dalla richiesta», racconta un detenuto;


altri sottolineano difficoltà e lunghi tempi di attesa per fare un colloquio con l'assistente sociale;


nella cella n. 16 (piano terra) sono reclusi tre detenuti campani, con condanna definitiva, trasferiti a Ragusa dal carcere Poggioreale di Napoli per «sfollamento»; «la lontananza dalla famiglia ci ha proprio stroncato», affermano; visitiamo l'interno della cella: lo spazio calpestabile è limitatissimo; un detenuto racconta la traduzione da Napoli a Ragusa con il furgone blindato della Polizia penitenziaria: «è stata dura, due giorni interminabili di viaggio con una notte d'appoggio al carcere Bicocca di Catania; non abbiamo mangiato nulla; siamo arrivati qui stremati...»;


un detenuto della cella n. 9, primo piano, dice di aver fatto domanda al momento del suo arrivo, «6 mesi fa», per un colloquio con l'assistente sociale: «'ma ancora non l'ho visto...»;


molti detenuti lamentano l'assenza di attività: «stiamo tutto il giorno chiusi in cella, qui non c'è niente»; e ancora: «io vorrei lavorare, vorrei fare un corso, qualcosa!»; «fare galera così è doppia galera»; «qui non si fa niente, solo alcune ore all'aria e poi basta»; «vorremmo scuola, corsi (...)»;



il rapporto con il magistrato di sorveglianza è uno dei problemi sollevati con maggiore frequenza dai detenuti: «qui rigettano tutto»; «il magistrato di sorveglianza è rigidissimo, benefici non ne dà»; «il magistrato di sorveglianza non esiste proprio, spesso nemmeno ci risponde, e se risponde rigetta»; «sto qua da 4 anni: mai un permesso»;


nella cella n. 10, primo piano, sono presenti 2 detenuti: «siamo in 2 perché stamattina il nostro compagno di cella ha avuto un infarto; «io sono invalido, ero nel reparto minorati fisici, sono tossicodipendente e ho l'epatite C», afferma un detenuto; un altro detenuto racconta: «a me sono rimasti da scontare 11 mesi; sono preoccupato per mia figlia di 14 anni, ricoverata a Catania per una leucemia; la bambina non può più affrontare il viaggio in autobus per venirmi a trovare; ora è in ospedale con la madre»;


un detenuto della cella 11, primo piano, evidenzia: «questi muretti a metà finestra non potrebbero stare»;


nella cella 12, primo piano, sono recluse 6 persone; tra questi, F.D.C. detenuto tossicodipendente trasferito recentemente a Ragusa dal carcere di Bari, per «sfollamento»; racconta: «mi restano solo 2 mesi da scontare, a Bari andava meglio, ero in cura presso il Sert di Bari, qua invece niente»; e insiste: «a Bari stavo seguendo un programma per riabilitarmi, che senso ha avermi trasferito qua?»; un altro detenuto lamenta l'assenza di luce: «manca la luce naturale, e anche quella artificiale è insufficiente»; e ancora: «le bilancette sono rotte», indicando gli armadietti all'interno della cella;


un detenuto tunisino recluso nella cella n. 4, primo piano, dice non poter mangiare formaggio e latticini a causa di un'allergia, e denuncia ritardi e carenze nell'assistenza medica: «ho fatto richiesta di poter parlare con un dottore circa un mese fa, ma ancora non l'ho visto, ho parlato solo con un infermiere, intanto la mia allergia peggiora e sto male»;


un detenuto del primo piano lamenta l'assenza di spazio: «ma avete visto dove siamo chiusi? così c'è da impazzire; il recinto del mio cane è più grande!»;


nella cella n. 1, primo piano, è ristretto F. M. che ha un residuo pena di 1 anno; da 5 mesi si trova a Ragusa dopo aver già scontato 3 mesi nel carcere di Reggio Calabria, da cui è stato trasferito per sfollamento; «vorrei tornare a Reggio Calabria, almeno per potere fare i colloqui con la famiglia», dice Merlingeri; e prosegue: «io sto male, ho ansia, problemi di stomaco, colite; mia moglie ha problemi di tiroide; abbiamo 6 figli di età compresa fra 3 anni e 22 anni, due di loro sono sordomuti»;


la cella n. 18, primo piano, ospita 6 detenuti rumeni; B. C. dice di essere stato trasferito dal carcere romano di Regina Coeli per sfollamento: «non ho mai preso nemmeno un rapporto, mi hanno portato qua perché Regina Coeli è sovraffollato; ma anche qui è sovraffollato!»;


molti detenuti, in particolare gli stranieri, sono completamente indigenti e non hanno i soldi per provvedere ad esigenze primarie; un detenuto tunisino ristretto nella cella n. 17, primo piano, afferma: «sto aspettando i 5 euro di sussidio mensili, mi hanno detto che la domanda è stata accettata ma ancora non ho avuto questi soldi; a me servono per comprare le lamette e poter fare la barba»; un altro dice: «qui non abbiamo il fornelletto, non abbiamo niente, nemmeno i soldi per comprare lo shampoo»;


nella cella n. 4, secondo piano, sono ospitati 6 detenuti: «siamo ammassati», lamentano; C. G. deve scontare una condanna definitiva con fine pena nel 2019: non dovrebbe essere ristretto in una casa circondariale; C. G. ha fatto richiesta di trasferimento in altri istituti (Volterra, Voghera, Mamone) dove le opportunità di lavoro sono maggiori: «ho una moglie e due bimbi. L'unica cosa che chiedo è di poter lavorare»;


all'interno della cella n. 4, secondo piano, è ristretto anche V.F.; questo detenuto ha solo 18 anni e si trova a Ragusa dal 18 luglio 2011 dopo aver scontato 6 mesi e mezzo nell'istituto per minori di Catania Bicocca;


S. M. ristretto nella cella n. 3, secondo piano, lamenta la rigidità del magistrato di sorveglianza: «mi restano da scontare 7 mesi, sto qua da 2 anni e mezzo, mia moglie sta male e mia figlia di 10 anni la vedo soltanto una volta ogni 6 mesi, ho chiesto una misura alternativa ma il magistrato di sorveglianza nemmeno mi risponde»;


nella cella n. 2, secondo piano, sono ristretti 6 detenuti; un detenuto mostra i polsi gonfi a causa di un incidente durante una partitella a pallone, e dice: «ho i polsi slogati, stanotte non ho dormito per il dolore, e non mi danno nemmeno una pomata»; in molti lamentano carenze nell'assistenza sanitaria: «per una visita specialistica dobbiamo aspettare 6 mesi»; un detenuto lamenta l'impossibilità di fare la doccia ogni giorno: «siamo costretti a lavarci con le bottiglie»; un altro detenuto lamenta carenze nella fornitura di carta igienica («soltanto 2 rotoli a testa al mese») e di detersivi: «ci danno soltanto questa bottiglia da 1 litro al mese, per tutti e 6 i detenuti»; il detersivo viene fornito in una bottiglia di plastica senza alcuna etichetta e, a detta dei detenuti, è di scarsa qualità: «non fa neanche schiuma»;


con riguardo al sopravitto, molti detenuti lamentano che i prezzi dei prodotti sono superiori rispetto al prezzo di mercato e inoltre sottolineano che non c'è varietà di articoli, per cui non è possibile scegliere fra prodotti dello stesso tipo o genere perché vi è un solo prodotto, spesso di marca e costoso;


un detenuto lamenta: «abbiamo la palestra ma non ci possiamo andare perché gli agenti sono pochi»;


il rapporto fra i detenuti e gli agenti di polizia penitenziaria nel carcere di Ragusa è molto buono; la comandante e la vicecomandante mostrano professionalità e conoscenza diretta della situazione e dei casi singoli; gli agenti di polizia penitenziaria lavorano con grande senso di responsabilità in condizioni difficili e stressanti, con organici gravemente insufficienti; e anche molti detenuti sottolineano questo aspetto: «con gli agenti il rapporto è buono»; «qui gli agenti pur essendo pochi sono una cosa magnifica», «in questo posto l'unica cosa buona sono le guardie»;


D. L. detenuto rumeno ormai prossimo alla liberazione, aveva chiesto al magistrato di sorveglianza di poter lavorare all'esterno, ma la sua richiesta non è stata accolta: «mi restano da scontare soltanto 2 mesi, avevo chiesto l'affidamento al lavoro perché avevo due offerte di lavoro, una come bracciante agricolo e l'altra come agente di pulizia presso una ditta di trasporti; ma tre giorni fa mi è arrivato il rigetto»;


nella cella n. 1, secondo piano, G. M. detenuto in forza di una condanna definitiva, racconta di stare male e di aver fatto numerose domande di trasferimento: «ho seri problemi di salute, sono psicologicamente distrutto, da 2 anni soffro di insonnia, dormo solo 3 ore a notte; qui non ci possiamo muovere, siamo in cattività; a me danno il Rivotril e il Tavor, ma io sono contrario a questi farmaci, vorrei stare in una casa penale o in un centro clinico»; e prosegue: «con questo muretto a metà finestra ho perso la vista, sono entrato bene qua e ora sono distrutto, non dormo nemmeno col Tavor, ho fatto 53 istanze di trasferimento per un carcere penale dove posso lavorare ...»;


nella cella n. 9, secondo piano, sono ristretti 6 detenuti stranieri (tre tunisini, due marocchini e un egiziano); alcuni di loro lamentano le condizioni di degrado della cella: «c'è poca luce e le pareti sono piene di muffa»; H. M'H.nato a Kouribga (Marocco), è stato sfollato da istituti del nord Italia e da circa un anno non vede la famiglia residente a Imola (Bologna): «sono a Ragusa da un anno e qui la mia famiglia non è mai venuta, ho 3 figli di 12, 7 e 3 anni, ho fatto domanda per trasferimento in un carcere vicino alla famiglia; mi restano da scontare 7 mesi e ho fatto tramite il mio avvocato la richiesta per la «legge svuotacarceri», ho un domicilio, la richiesta l'ho fatta a maggio, l'ho sollecitata a luglio, ma ancora non ho avuto risposta; il magistrato di sorveglianza mi ha dato appuntamento il 16 novembre»; C. A. nato a Beni Mallal (Marocco), è stato trasferito per sfollamento dal carcere San Vittore di Milano: «sono qui da più di un anno, la famiglia sta a Milano, ho una condanna definitiva, a San Vittore ho lavorato, vorrei essere trasferito in un carcere dove c'è lavoro»; anche A. F., nato a Gafsa (Tunisia), vorrebbe lavorare: «ho fatto almeno 10 richieste per andare in un carcere dove si lavora, ho una condanna definitiva, mi restano da scontare 2 anni e 4 mesi, non ho mai avuto un rapporto»;


nella cella n. 8, secondo piano, un detenuto ci mostra i segni dei tagli che si è procurato su entrambe le braccia e sull'addome: «sono tossicodipendente, qua sono dimenticato»; un altro detenuto dice: «sono in carcere da aprile, non so nemmeno quando sarà il processo»; un detenuto del Senegal di nome I. D. racconta di essere in carcere per «clandestinità» e di essere stato trasferito dal carcere San Vittore di Milano a Ragusa nonostante mancassero soltanto 2 mesi alla fine della detenzione: «gli ultimi 2 mesi me li hanno fatti scontare qua; a Milano c'ho un cugino; domani esco»;


nella cella n. 7, secondo piano, sono ospitati 3 detenuti: 2 tunisini con condanna definitiva trasferiti dal carcere di Reggio Emilia per sfollamento, e un senegalese in attesa di giudizio, sfollato dal carcere di Milano;


nella cella n. 5, secondo piano, sono ristretti 6 detenuti stranieri (tre tunisini, due marocchini, un algerino); uno di loro è stato trasferito a Ragusa dal carcere romano di Regina Coeli, per sfollamento; altri lamentano i costi del sopravitto: «una confezione di caffè da 250 grammi costa 3,80 euro; qui non c'è lavoro, noi non abbiamo neanche un centesimo»;


molti detenuti sono a conoscenza della lotta nonviolenta per l'amnistia promossa da Marco Pannella, alcuni affermano di aver aderito praticando lo sciopero della fame: «seguiamo le vostre battaglie»; «saluti a Pannella»; «forza Radicali, forza Marco» -:


se il Ministro interrogato sia a conoscenza della situazione descritta in premessa;


se non ritenga opportuno intervenire in modo deciso e tempestivo per fronteggiare il drammatico sovraffollamento della casa circondariale di Ragusa e, a tal fine, quali urgenti iniziative intenda assumere per far rientrare l'istituto nella dimensione regolamentare dei posti previsti;


se i dati relativi alla capienza regolamentare degli istituti di pena contenuti nelle statistiche pubblicate sul sito internet del Ministero della giustizia siano corretti e, in caso negativo, come intenda urgentemente operare per assicurare che i dati ufficiali diffusi dal Ministero della giustizia presentino caratteri di precisione e attendibilità;


quali atti intenda assumere affinché sia garantito il rispetto del terzo comma dell'articolo 27 della Costituzione;



quali urgenti provvedimenti intenda adottare per colmare il deficit di organico di polizia penitenziaria, posto che la gravissima carenza di agenti determina seri rischi in termini di sicurezza e notevoli disfunzioni per la vita dei reclusi e per le condizioni di lavoro e di vita degli agenti stessi;


quali atti intenda assumere affinché sia pienamente garantito il diritto alla salute delle persone ristrette;


se ed in che modo si intendano potenziare le attività trattamentali, in particolare quelle lavorative, scolastiche e di formazione;


se intenda adoperarsi per quanto di competenza al fine di potenziare l'assistenza psicologica ex articolo 80 ordinamento penitenziario;


se, e in che modo, intenda intervenire per far sì che le finestre delle celle siano conformi a quanto stabilito dall'articolo 6, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica n. 230 del 2000;


se, e in che modo intenda intervenire per assicurare che in tempi rapidi le celle siano dotate di servizi igienici in conformità alle prescrizioni dell'articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica n. 230 del 2000;


se, e in che modo, intenda intervenire rispetto ai casi segnalati e alle specifiche criticità evidenziate in premessa;


se intenda verificare il rispetto e l'applicazione della sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea che ha dichiarato in contrasto con il diritto europeo (direttiva «rimpatri») la legge italiana in materia di immigrazione, nella parte in cui prevede la possibilità di punire con la pena della reclusione in carcere la condizione di clandestinità dello straniero;


quali iniziative di propria competenza intenda assumere in relazione alle criticità rappresentate in premessa con riferimento al ruolo della magistratura di sorveglianza;


quanti e di che tipo siano i benefici e le misure alternative alla detenzione adottate dalla magistratura di sorveglianza di Siracusa (competente per Siracusa, Ragusa e Modica) anno per anno, negli ultimi 5 anni; quanti e di che tipo siano i rigetti operati dalla magistratura di sorveglianza di Siracusa, anno per anno, negli ultimi 5 anni;


in che modo intenda operare per ripristinare il principio della territorializzazione dell'esecuzione della pena, evitando i costosissimi sfollamenti dalle carceri di altre regioni, prevalentemente del centro e del nord, atteso che anche la casa circondariale di Ragusa è gravemente sovraffollata e che la lontananza dal domicilio spesso è motivo di sofferenza per le persone ristrette e per i loro familiari, anche minorenni;


quali iniziative urgenti intenda adottare, in definitiva, al fine di ricondurre le condizioni di detenzione vigenti all'interno dell'istituto penitenziario di Ragusa alla piena conformità al dettato costituzionale e normativo. (4-13104)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13101


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 513 del 06/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 06/09/2011


 


Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 06/09/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13101


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 6 settembre 2011, seduta n.513


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato da un'agenzia ANSA diramata 28 agosto 2011, nel carcere Don Bosco di Pisa la situazione sarebbe giunta al limite: 371 detenuti a fronte della capienza di 250; 147 agenti di custodia contro un organico previsto di 254;

nella struttura toscana il quadro si conferma molto grave e in continuo deterioramento, date le carenze di ogni tipo: da quelle per i beni di uso comune, come saponi e carta igienica, a quelle di personale, per non parlare di quelle strutturali -:

quali provvedimenti intenda adottare al fine di ridurre l'insopportabile sovraffollamento che si registra nel carcere Don Bosco di Pisa;

se non si reputi opportuno intervenire in modo deciso per sopperire alla carenza dell'organico del personale di polizia penitenziaria assegnato al carcere di cui in premessa;

quali iniziative e provvedimenti il Ministro intenda assumere con urgenza per dare attuazione agli impegni assunti davanti alla Camera con l'approvazione delle mozioni presentate sul problema delle carceri.(4-13101)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13100


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 513 del 06/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 06/09/2011


 


Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 06/09/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13100


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 6 settembre 2011, seduta n.513


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:


secondo quanto riportato da un articolo pubblicato sul quotidiano La Sicilia del primo settembre scorso, dal titolo: «Al carcere Petrusa da giorni manca l'acqua; 500 detenuti con i nervi a fior di pelle», nel carcere di Agrigento in cui da mesi convivono mediamente cinquecento detenuti, da alcuni giorni manca anche l'acqua;


in pratica, a causa di un guasto a una pompa la casa circondariale sta vivendo un momento dal punto di vista igienico sanitario assai critico. I reclusi ovviamente non possono lavarsi, i servizi igienici sono di fatto impraticabili, anche lavarsi il viso è un privilegio che in pochi possono permettersi -:


quali provvedimenti urgenti intenda adottare al fine di garantire la corretta e puntuale fornitura di acqua corrente alle persone recluse nel carcere di Agrigento. (4-13100)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13098


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 513 del 06/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 06/09/2011


 


Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 06/09/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13098


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 6 settembre 2011, seduta n.513


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato da una nota dell'organizzazione sindacale autonoma della polizia penitenziaria (OSAPP), il 29 agosto 2011 presso la casa circondariale di Asti, in una delle due sezioni detentive AS3, in cui sono allocati 67 dei 170 detenuti ad alta sicurezza della struttura, per lo più appartenenti a clan di mafia, camorra e 'ndrangheta, il poliziotto penitenziario presente è stato accerchiato dai reclusi, nell'evidente tentativo di prenderlo in ostaggio ed impadronirsi del reparto;

nell'occasione l'agente di polizia penitenziaria è riuscito a rinchiudersi nel gabbiotto della sezione e a dare l'allarme;

il carcere di Asti è uno di quelli in cui il sovraffollamento è quasi del 100 per cento con 413 detenuti complessivamente presenti per 207 posti, mentre per quanto riguarda il personale, per un organico previsto di 245 unità ne risultano presenti solo 130 -:

se non si reputi opportuno intervenire urgentemente al fine di potenziare il sistema di sicurezza dell'istituto;

quali iniziative intenda assumere il Governo per intervenire tempestivamente rispetto alle più drammatiche urgenze causate dal sovraffollamento e dalla carenza di organico che si registra nella casa circondariale di Asti;

quali iniziative, più in generale, intenda assumere il Governo in relazione al complessivo fenomeno di sovraffollamento delle carceri italiane. (4-13098)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13095


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 513 del 06/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 06/09/2011


 


Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 06/09/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13095


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 6 settembre 2011, seduta n.513


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato da un'agenzia Andkronos diramata il 30 agosto 2011, il carcere di Sanremo, che potrebbe ospitare 209 detenuti, allo stato attuale ha nuovamente toccato il numero dei 370 detenuti;

la vicenda è stata denunciata dal Sindacato autonomo di polizia penitenziaria (SAPPE), secondo il quale il carcere di Sanremo «dopo quello di Marassi di Genova è il più colpito da sovraffollamento, con una carenza di organico spaventosa, nei turni notturni restano a coprire la vigilanza interna non più di 8/10 unità contro le 13/14 di qualche anno fa» -:

se il Ministro sia informato sulle gravi condizioni di disagio che caratterizzano la vita penitenziaria del carcere di Sanremo;

se non ritenga opportuno acquisire ulteriori informazioni - anche attraverso un'ispezione - in merito alle disfunzioni segnalate che gettano un'ombra molto grave sulla capacità dell'Italia di conformarsi alle norme del rispetto dei diritti umani che ha sottoscritto;

se non ritenga necessario adottare urgentemente ogni provvedimento idoneo a rimuovere le disfunzioni e carenze presenti nell'istituto di pena in esame, per garantire ai detenuti del carcere di Sanremo e anche al personale operante all'interno della struttura, le adeguate misure igienico-sanitarie e il rispetto degli standard di sicurezza, al fine di ristabilire un clima più adeguato al processo di rieducazione che e alla base dell'ordinamento carcerario italiano. (4-13095)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13091


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 513 del 06/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 06/09/2011


 


Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 06/09/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13091


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 6 settembre 2011, seduta n.513


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato da un'agenzia ANSA diramata il 2 settembre 2011, nel carcere di Maiano di Spoleto, a causa del sovraffollamento, molti detenuti sarebbero stati addirittura spostati in camerate improvvisate ricavate all'interno degli spazi ricreativi in cui sono state stipate brande di fortuna;

quanto riportato dalla nota ANSA conferma il quadro allarmante rappresentato dalla prima firmataria del presente atto nell'interrogazione n. 4-12707 depositata a seguito di una visita nel carcere effettuata il 9 luglio 2011. Interrogazione che come molte altre ancora attende risposta;

a giudizio della prima firmataria del presente atto è intollerabile che in una struttura carceraria di massima sicurezza come quella di Spoleto continui ad aumentare il numero dei detenuti e a diminuire più che proporzionalmente quello degli agenti;

in Umbria i detenuti sono cresciuti di più duemila unità e in particolare la situazione di Spoleto è al limite del collasso tanto che il Ministero, secondo quanto si apprende da fonti carcerarie, non è in grado di garantire neppure le scorte di carta igienica -:

quali dati aggiornati siano a disposizione del Governo in relazione alla situazione riscontrata presso il carcere di Spoleto, con particolare riguardo al numero di detenuti effettivamente presenti nella struttura e al tasso di sovraffollamento in essa riscontrato, nonché al numero degli agenti di polizia penitenziaria effettivamente in servizio;

quali urgenti iniziative intenda assumere per garantire normali condizioni di vita ai detenuti ed agli operatori del carcere di Spoleto;

in particolare, entro quali tempi preveda che l'istituto possa rientrare nella dimensione regolamentare dei posti previsti. (4-13091)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13090


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 513 del 06/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 06/09/2011


 


Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 06/09/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13090


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 6 settembre 2011, seduta n.513


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato da un'agenzia AGI diramata lo scorso 22 agosto, Serghiei Dragan, 32enne moldavo, si è tolto la vita giovedì scorso nella sua cella del carcere di Opera;

anche in passato l'uomo aveva più volte tentato di togliersi la vita in carcere tramite impiccagione, ciononostante non era considerato un detenuto a rischio e non era sottoposto nel regime dei sorvegliati a vista -:

se il Ministro sia a conoscenza dei fatti descritti in premessa;

se intenda avviare una indagine amministrativa interna al fine di appurare se nei confronti del detenuto morto suicida nel carcere vicentino siano state messe in atto tutte le misure di sorveglianza previste e necessarie e quindi se non vi siano responsabilità di omessa vigilanza e cura da parte dell'amministrazione dell'istituto;

se non ritenga che l'alto tasso di suicidi in carcere dipenda dalle condizioni di sovraffollamento degli istituti di pena e dalle aspettative frustrate di migliori condizioni di vita al loro interno, soprattutto per quanto riguarda le persone sottoposte al regime di isolamento o comunque ad altre forme di inasprimento del regime detentivo;

quali iniziative, più in generale, il Governo intenda assumere per contenere e ridurre l'alto tasso dei decessi per suicidio in carcere. (4-13090)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13089


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 513 del 06/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 06/09/2011


 


Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 06/09/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13089


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 6 settembre 2011, seduta n.513


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dall'agenzia ANSA del primo settembre 2011, all'interno del carcere di Campobasso i detenuti hanno intrapreso una nuova protesta battendo nuovamente le forchette sulle finestre del carcere e facendo sentire la propria voce sul sovraffollamento delle celle e sulle condizioni igienico sanitarie carenti;

i detenuti hanno ribadito che le proteste si ripeteranno anche nei prossimi giorni, almeno fino a quando la situazione non dovesse migliorare -:

quali dati aggiornati siano a disposizione del Governo in relazione alla situazione riscontrata presso il carcere di Campobasso, con particolare riguardo al numero di detenuti effettivamente presenti nella struttura e al tasso di sovraffollamento in essa riscontrato, nonché al numero degli agenti di polizia penitenziaria effettivamente in servizio;

quali urgenti iniziative intenda assumere per garantire normali condizioni di vita ai detenuti ed agli operatori del carcere di Campobasso;

in particolare, entro quali tempi preveda che l'istituto possa rientrare nella dimensione regolamentare dei posti previsti.(4-13089)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13088


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 513 del 06/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 06/09/2011


 


Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

·         MINISTERO DELLA SALUTE


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 06/09/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13088


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 6 settembre 2011, seduta n.513


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.


 

- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato da un articolo pubblicato su Repubblica.it il 3 settembre 2011, nel carcere di Caltanissetta è morto un detenuto 35enne al quale era stata diagnosticata la meningite virale e che per questo motivo era stato ricoverato d'urgenza presso l'ospedale cittadino;

la vicenda è stata resa nota dal vicesegretario generale del sindacato di polizia penitenziaria Osapp, Mimmo Nicotra, che ha scritto una lettera all'amministrazione penitenziaria, in cui si esprime «preoccupazione» per il personale che, «visti i tempi di incubazione del virus (otto giorni), potrebbe essere stato contagiato»;

il sindacato della polizia penitenziaria ha rivolto un accorato appello alla direzione della casa circondariale di Caltanissetta affinché la stessa «adotti tutte le misure necessarie al fine di evitare il propagarsi dell'infezione, scongiurando la possibilità, dato che la malattia si trasmette per via aerea, che venga esportata anche fra le famiglie del personale»;

al momento a tutto il personale penitenziario risulta essere stata prescritta una terapia preventiva mentre nessuna notizia trapela su quanto sia stato eventualmente disposto per i detenuti e i loro familiari incontrati nei colloqui -:

quali notizie i Ministri interrogati abbiano raccolto su come il detenuto si sia ammalato e su come e in che tempi si sia tentato di salvarlo;

quali notizie i Ministri interrogati siano in grado di fornire sull'effettiva consistenza o assenza di un pericolo di epidemia di meningite all'interno del carcere di Caltanissetta;

se e quali iniziative intendano assumere, al fine di prevenire la diffusione della malattia tra gli altri detenuti e i loro familiari incontrati ai colloqui, tra il personale penitenziario e i loro familiari e se non ritengano opportuno disporre una campagna d'informazione e sensibilizzazione all'interno della struttura penitenziaria in questione, al fine di rendere possibile la tempestiva individuazione di eventuali ulteriori casi di malattia e il tempestivo intervento delle strutture mediche preposte. (4-13088)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13087


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 513 del 06/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 06/09/2011


 


Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

06/09/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 06/09/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13087


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 6 settembre 2011, seduta n.513


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:


il 30 agosto 2011 la prima firmataria del presente atto si è recata in visita ispettiva presso la casa circondariale di Modica (Rg), accompagnata da Antonello Buscema, sindaco di Modica, e da Gianmarco Ciccarelli, segretario dell'associazione Radicali Catania;


la delegazione è stata ricevuta e accompagnata nel corso della visita da Giovanna Maltese, direttrice della casa circondariale, e dal commissario Maiorana, comandante di Polizia penitenziaria;


il carcere è ubicato nell'ex convento di Santa Maria del Gesù (XV secolo), a Modica Alta; l'ex convento è sede carceraria dal 1865;


l'istituto è sovraffollato: a fronte di una capienza regolamentare di 36 posti, le persone recluse sono 64, tutti detenuti comuni di sesso maschile; i detenuti stranieri sono 33 (circa il 50 per cento della popolazione detenuta); scontano una condanna definitiva 16 detenuti, mentre 48 sono in attesa di giudizio (41 imputati, 5 appellanti, 2 ricorrenti);


«i detenuti in questo carcere ce li mandano da Napoli, da Milano...», racconta la direttrice, «una settimana fa i detenuti erano 70; quando ci sono sbarchi di immigrati, i presunti scafisti li portano qua»;


gli agenti di Polizia penitenziaria effettivamente in servizio sono 39 (la pianta organica ne prevede 42);


la dimensione piccola dell'istituto e la professionalità della direttrice, del comandante di Polizia penitenziaria e del personale in servizio compensano, almeno in parte, criticità e problemi legati in primo luogo al sovraffollamento e alle inadeguatezze strutturali; «in questo carcere - afferma la direttrice - si respira un'aria serena»;


la direttrice riferisce sulla realizzazione delle docce all'interno delle celle, ad opera dei detenuti, nell'ambito del progetto «manutenzione edificio»; altri progetti attivi, finanziati dal Fondo sociale europeo, riguardano le pulizie e la cucina; «abbiamo liberato le docce comuni: lì faremo una minipalestra; sono inoltre attivi corsi di alfabetizzazione, informatica, teatroterapia», spiega la direttrice; che aggiunge: «fino all'anno scorso era operativo il Cefop, con una banca dati sul lavoro per mettere in relazione i detenuti e le imprese; ma purtroppo quest'anno non è stato finanziato»;


nel carcere di Modica non è presente un'area verde attrezzata per lo svolgimento dei colloqui con i familiari minorenni: «non c'è lo spazio», afferma la direttrice; «abbiamo però un'associazione che fa la clownterapia: intrattiene i bimbi in attesa del colloquio, è un progetto finanziato dalla provincia»; la piccola sala colloqui, inoltre, è allestita con quadri per i bambini;


gli ambienti detentivi si articolano in due sezioni: la seconda e la terza; ai detenuti sono consentite 4 ore d'aria al giorno, dalle 9.00 alle 11.00 e dalle 13.00 alle 15.00;


le celle hanno una zona giorno e una zona notte, generalmente con 2 letti a castello a tre piani, e ospitano da 3 a 6 detenuti; alle finestre delle celle sono applicate reti a maglia stretta; le condizioni igieniche sono buone;


A.M. un detenuto nato a Sfax (Tunisia), segnala che vorrebbe scontare la pena nel suo Paese;


nella seconda sezione sono ubicate la sala del barbiere e la cucina;


il passeggio dove i detenuti si recano durante le ore d'aria è in comune per le due sezioni; presenta una rete di sicurezza anche nella parte superiore ed è dotato di pavimentazione «antitrauma»; a disposizione dei detenuti, un calcetto balilla e un tavolo da ping pong;


incontriamo nel passeggio alcuni detenuti napoletani che vorrebbero tornare in istituti della Campania per stare più vicini alle famiglie: «mi hanno mandato qua da Poggioreale per sfollamento, sto a 1000 chilometri dalla famiglia»; «anche se a Modica si sta bene, preferiremmo tornare a Poggioreale»;


nella terza sezione è presente una sala polivalente (scuola, proiezioni, musicoterapia, biblioteca); in questa stanza i detenuti musulmani possono riunirsi per pregare; da qui si accede a una cappella in cui sono presenti mosaici realizzati dai detenuti; nell'aula corsi sono esposti i risultati del découpage: «pensiamo di fare un mercatino per natale», dice la direttrice; è attiva anche una sala informatica;


l'infermeria è in buone condizioni e c'è anche un gabinetto odontoiatrico; l'assistenza sanitaria è garantita da 11 ore al giorno di presenza medica e da 15 ore al giorno di presenza infermieristica; i medici del Sert, secondo quanto riferito, sono disponibili e presenti all'interno dell'istituto per 25 ore mensili, una volta alla settimana; i detenuti tossicodipendenti sono 28, «perlopiù locali», informa la direttrice; un detenuto è affetto da epatite C e uno è affetto da patologie di tipo psichiatrico;


all'interno del carcere sono in servizio un educatore e uno psicologo;


10 detenuti lavorano alle dipendenze dell'amministrazione penitenziaria, 11 nell'ambito della «work experience» finanziata con i fondi europei; in totale i detenuti che lavorano sono 22, circa il 30 per cento della popolazione detenuta;


la cella n. 6, terza sezione, ospita 6 detenuti: 4 catanesi, un modicano, e un napoletano; «il vitto è buono, per la qualità del cibo non ci possiamo lamentare», affermano i detenuti; «questo carcere rispetto a Piazza Lanza è un paradiso», afferma un detenuto di Catania; il detenuto di Napoli racconta di avere una figlia di 7 mesi e la madre gravemente malata: «e io sono lontano da loro», dice commosso; alcuni dicono «purtroppo Radio Radicale qua non si sente bene»;


contigui all'istituto di pena, il chiostro in stile tardo gotico, recentemente restaurato dalla Soprintendenza e riaperto al pubblico, e la chiesa con affreschi, luoghi di valore storico e grande pregio architettonico; anche per restituire l'intero complesso alla piena fruizione dei cittadini, il sindaco Buscema suggerisce la costruzione di un nuovo carcere in un'area più idonea, «già individuata dal comune» -:


se il Ministro interrogato sia a conoscenza della situazione descritta in premessa;


se, e in che modo, intenda intervenire per fronteggiare il sovraffollamento della casa circondariale di Modica e, a tal fine, quali iniziative intenda assumere per far rientrare l'istituto nella dimensione regolamentare dei posti previsti;


se, ed in che modo, si intendano potenziare le attività trattamentali, in particolare quelle lavorative, scolastiche e di formazione;


se, e in che modo, intenda intervenire per far sì che siano rimosse le reti a maglia stretta applicate alle finestre delle celle;


in che modo intenda operare per ripristinare il principio della territorializzazione dell'esecuzione della pena, evitando i costosissimi sfollamenti dalle carceri di altre regioni, atteso che anche la casa circondariale di Modica è sovraffollata e che la lontananza dal domicilio spesso è motivo di sofferenza per le persone ristrette e per i loro familiari, anche minorenni. (4-13087)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13061


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 513 del 06/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 30/08/2011


 


Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

30/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

30/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

30/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

30/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

30/08/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 30/08/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13061


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 6 settembre 2011, seduta n.513


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

Ismail Ltaief è stato ristretto per alcuni mesi (fino a giugno 2010) all'interno della casa circondariale di Velletri (RM);

nel corso della detenzione all'interno del predetto istituto di pena, il detenuto è stato assegnato come lavorante presso il servizio cucina;

nello svolgimento di questa sua mansione, il signor Ltaief poteva riscontrare che alcuni agenti di polizia penitenziaria, insieme ai detenuti lavoranti, si appropriavano, illecitamente, di numerosi generi alimentari destinati ai reclusi;

per questi motivi, avendo il detenuto manifestato l'intenzione di denunciare i responsabili per il delitto di peculato, veniva gravemente minacciato e intimidito da Pirolozzi Antonio e Bussoletti Mauro, entrambi assistenti capo del corpo di polizia penitenziaria in servizio presso la menzionata casa circondariale;

a seguito di formale denuncia presentata presso le competenti autorità, il signor Ltaief veniva prelevato dalla sua cella di notte e brutalmente picchiato con un tubo flessibile di plastica e con calci e pugni da Roberto Pagani, Giampiero Cresce e Carmine Fieramosca, pestaggio avvenuto all'interno della stanza dello stesso Roberto Pagani che al momento dei fatti ricopriva il ruolo di ispettore capo del Corpo della polizia penitenziaria;

a seguito del violento pestaggio il signor Ltaief riportava lesioni personali consistite in «frattura apofisi traversa ds di L1, ecchimosi al dorso e in regione lombare, contusione costale sx», guaribili in trenta giorni e poi protrattesi oltre i giorni 40;

grazie alla denuncia presentata dal signor Ltaief, la procura della Repubblica di Velletri, nella persona del procuratore capo, dottor Silverio Piro e del sostituto procuratore, dottor Carlo Morra, apriva due procedimenti a carico del personale della polizia penitenziaria assegnato presso il carcere di Velletri, uno per il delitto di peculato e l'altro per i delitti di violenza privata, intralcio alla giustizia e lesioni gravissime;

il procedimento penale per il delitto di peculato è tuttora in fase di indagini preliminari, mentre in relazione al procedimento penale ad oggetto i reati di violenza privata aggravata, intralcio alla giustizia aggravato e lesioni personali gravi aggravate commessi in danno del signor Ismail Ltaief, i magistrati inquirenti hanno chiesto e ottenuto l'emissione di misure cautelari nei confronti dei cinque agenti di polizia penitenziaria (tre di loro si trovano attualmente agli arresti domiciliari, mentre per altri due è stato disposto l'obbligo di dimora);

con riferimento al procedimento penale ad oggetto i reati di violenza privata aggravata, intralcio alla giustizia aggravato e lesioni personali gravi aggravate commessi in danno del signor Ismail Ltaief, il giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Velletri, dottoressa Alessandra Ilari, su esplicita richiesta della pubblica accusa, ha disposto il giudizio immediato nei confronti di tutti e cinque gli imputati;

la prima udienza del processo si è tenuta presso il tribunale monocratico di Velletri, giudice dottoressa Calvanese, il giorno 14 luglio 2011. Nell'occasione il signor Ltaief, assistito dall'avvocato Alessandro Gerardi, si è costituito parte civile, essendo intenzionato a chiedere la punizioni dei colpevoli e il risarcimento di tutti i danni patiti;

della vicenda si sono occupati molti quotidiani tra i quali Il Messaggero, con un articolo del 12 febbraio 2011 («Detenuto vede agenti che rubano, loro lo pestano per farlo tacere»). Il Riformista del 14 luglio 2011 («Il detenuto Ismail denuncia: minacce e botte dalle guardie»), l'Opinione del 14 luglio 2011 («Ex cuoco del carcere pestato per aver parlato»), nonché l'agenzia di stampa ANSA sempre del 14 luglio 2011 -:

quali siano gli intendimenti del Ministro in relazione all'accaduto e se non si ritenga necessario far immediatamente chiarezza sull'intera vicenda, sia quella relativa alla sottrazione di cibo destinato ai detenuti, sia quella ad oggetto il violento pestaggio al quale è stato sottoposto il detenuto Ismail Ltaief, tutti comportamenti gravissimi di cui sono accusati agenti di polizia penitenziaria in servizio presso la casa circondariale di Velletri;

se e quali misure si intendano prendere per evitare, in futuro, il verificarsi di episodi analoghi all'interno dell'istituto penitenziario veliterno. (4-13061)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13051


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 513 del 06/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 29/08/2011


 


Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 29/08/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13051


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 6 settembre 2011, seduta n.513


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato lo scorso 9 agosto dall'agenzia di stampa ADNKRONOS, nella casa circondariale Lo Russo Cutugno di Torino mancherebbe l'acqua calda per le esigenze del personale di Polizia penitenziaria;

sulla incredibile quanto grave vicenda Leo Beneduci, segretario generale dell'Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) ha rilasciato la seguente dichiarazione: «In base alle informazioni in nostro possesso vi sarebbe l'esigenza di lavori di ripristino di non eccessiva difficoltà e persino gratuiti ma per il problema dell'acqua calda del personale, è proprio il caso di dirlo, la direzione non fa un tubo. Dopo il ripetersi di troppe e ripetute aggressioni purtroppo analoghe per modalità ed esecutori, quella dell'acqua calda al carcere di Torino più che una scoperta risulta essere l'ennesima ingiustizia perpetrata nei confronti di un personale che, in assoluta povertà di mezzi e di considerazione, continua a svolgere con abnegazione e sacrificio il proprio difficile lavoro in favore della collettività» -:

se questo stato di cose corrisponda alle informazioni in possesso del Ministero;

se non intenda disporre l'immediato avvio dei lavori di ripristino in grado di consentire l'erogazione dell'acqua calda al personale di Polizia penitenziaria in servizio presso la casa circondariale Lo Russo Cutugno di Torino. (4-13051)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13048


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 513 del 06/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 29/08/2011


 


Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 29/08/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13048


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 6 settembre 2011, seduta n.513


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dalla agenzia di stampa ANSA lo scorso 13 agosto, nel carcere minorile Fornelli di Bari sarebbe scoppiata una rissa tra due gruppi di detenuti contrapposti, uno barese e l'altro foggiano, che avrebbe provocato alcuni feriti poi medicati in ospedale e, quindi, riportati in carcere;

la rissa ha avuto uno strascico il giorno seguente, quando i due gruppi rivali hanno messo a soqquadro alcune celle, barricandone gli ingressi. Per la seconda volta in poche ore gli agenti di polizia penitenziaria sono intervenuti riportando la calma; è stato chiesto l'ausilio dall'esterno di altre forze dell'ordine, ma il loro intervento non è stato necessario;

nell'istituto per minorenni di Bari sono presenti in prevalenza due schieramenti di detenuti, foggiani e baresi, i quali nutrirebbero a vicenda da anni forti rancori;

per il sindacato autonomo di polizia penitenziaria (Sappe) la situazione nella struttura barese, unica del genere in Puglia, sarebbe insostenibile, posto che al suo interno vi sarebbero circa trenta giovani reclusi, mentre gli agenti di polizia penitenziaria non sarebbero più di venti;

a fronte di questa situazione di estrema criticità, il centro di prima accoglienza di Taranto, sebbene senza detenuti, continua a rimanere aperto, con un inutile dispendio di uomini e mezzi -:

se non intenda spostare con urgenza uomini e risorse dal centro di prima accoglienza di Taranto all'istituto Fornelli di Bari, ciò anche alla luce della gravissima situazione di tensione che si vive all'interno della predetta struttura minorile. (4-13048)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13047


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 513 del 06/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 29/08/2011


 


Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

·         MINISTERO DELL'INTERNO


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 29/08/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13047


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 6 settembre 2011, seduta n.513


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia, al Ministro dell'interno.


 

- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato da un lancio di agenzia AGI del 16 agosto 2011, una giovane nigeriana, Kate Omoregbe, detenuta nel carcere di Castrovillari, da dove uscirà tra meno di un mese, nella prima decade di settembre, dopo aver scontato una condanna a quattro anni, ha chiesto ufficialmente asilo politico in Italia;

la giovane immigrata chiede di poter restare in Italia, dove si trova da dieci anni, con regolare permesso di soggiorno, e di non essere espulsa per evitare, nel suo Paese, la lapidazione per il suo rifiuto (per questo è stata anche ripudiata dalla sua famiglia) di sposare una persona molto più grande di lei e di non volersi convertire dal cristianesimo alla religione musulmana;

la richiesta di asilo, sottoscritta dalla ragazza è stata trasmessa dalla direzione del carcere di Castrovillari alla competente questura di Cosenza -:

verificata la vicenda, che cosa intenda fare il Governo per impedire il rimpatrio di Kate Omoregbe e tutelare così il suo elementare diritto alla vita evitando che l'Italia si renda compartecipe di un atto di disumana violenza. (4-13047)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13046


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 513 del 06/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 29/08/2011


 


Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 29/08/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13046


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 6 settembre 2011, seduta n.513


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

il 24-25-26 giugno 2011, i detenuti e gli ergastolani del carcere di Spoleto, hanno aderito a tre giorni di sciopero della fame per manifestare la loro solidarietà alla lotta nonviolenta di Marco Pannella e dei Radicali volta a denunciare le condizioni disumane e fuorilegge dei nostri istituti di pena e, quindi, ad ottenere un provvedimento di amnistia e di indulto;

in particolare, aderendo allo sciopero della fame, i condannati all'ergastolo del carcere di Spoleto hanno chiesto alle istituzioni, tra l'altro, la dovuta attenzione sul tema del «fine pena: mai»; tema che solleva la più ampia questione dell'inattualità del codice Rocco e della dubbia compatibilità di molte delle sue norme con la realtà odierna, oltre che con i princìpi costituzionali e il diritto internazionale e comunitario;

già nel mese di marzo 2007, circa 700 detenuti, condannati all'ergastolo, avevano inviato al Presidente della Repubblica delle richieste di conversione dell'ergastolo in pena di morte, dichiarando espressamente di essere stanchi di «morire un pochino tutti i giorni» e di desiderare quindi di «morire una volta sola»;

si tratta di iniziative spontanee, realizzate, non senza difficoltà, dagli ergastolani, che, per quanto ovviamente provocatorie, rivelano tutta la tragicità e la paradossalità della condizione di chi sa che passerà il resto dei propri giorni in carcere, senza poter ravvisare, in quel «fine pena: mai», la finalità rieducativa che, sola, legittima la pena, ai sensi dell'articolo 27 della Costituzione;

nonostante la giurisprudenza costituzionale abbia sancito la possibilità di concedere anche agli ergastolani i benefici della liberazione condizionale e della liberazione anticipata, quando abbiano dato prova di un avvenuto ravvedimento o di un attivo interesse al percorso di risocializzazione, tuttavia la realtà del carcere dimostra come le ipotesi di concessione di questi benefici siano alquanto rare, anche al di fuori delle ipotesi di cui all'articolo 4-bis dell'ordinamento penitenziario, ribadendosi come l'ergastolo sia e resti una pena perpetua, secondo gli interroganti in violazione del principio di cui all'articolo 27 della Costituzione;

l'articolo 27, comma 3, della Costituzione prevede che le pene devono tendere alla rieducazione del condannato;

il trattamento penitenziario deve essere realizzato secondo modalità tali da garantire a ciascun detenuto il diritto inviolabile al rispetto della propria dignità, sancito dagli articoli 2 e 3 della Costituzione, dagli articoli 1 e 4 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea del 2000, dagli articoli 7 e 10 del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici del 1977, dall'articolo 3 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali del 1950, dagli articoli 1 e 5 della Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948, nonché dagli articoli 1, 2 e 3 della raccomandazione del comitato dei ministri del Consiglio d'Europa del 12 febbraio 1987, recante «Regole minime per il trattamento dei detenuti» e dall'articolo 1 della Raccomandazione (2006) 2 del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa dell'11 gennaio 2006, sulle norme penitenziarie in ambito europeo; tale garanzia è ribadita dall'articolo 1, commi 1 e 6, della legge 26 luglio 1975, n. 354, che prescrive che «il trattamento penitenziario deve essere conforme ad umanità e deve assicurare il rispetto della dignità della persona», dovendo altresì essere attuato «secondo un criterio di individualizzazione in rapporto alle specifiche condizioni dei soggetti» -:

se il Ministro interrogato sia a conoscenza della questione;

quali urgenti provvedimenti e iniziative di competenza intenda adottare, al fine di rispondere alla manifestazione di protesta e disagio attuata dai condannati alla pena perpetua affinché la questione della discussione circa il superamento dell'ergastolo sia affrontata con tutta la serietà, l'urgenza e l'attenzione che merita. (4-13046)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13044


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 513 del 06/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 29/08/2011


 


Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 29/08/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13044


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 6 settembre 2011, seduta n.513


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato l'8 agosto dal quotidiano La Gazzetta del Sud, Francesco Cino, 67enne, detenuto da qualche giorno presso il carcere di Catanzaro dopo l'intervento chirurgico per l'asportazione d'un carcinoma, si è impiccato nella sua cella;

negli ultimi tempi l'uomo aveva più volte espresso, alla moglie, al figlio, ai suoi legali, il desiderio di togliersi la vita. Al medico che lo aveva operato disse: «Dottore, la prego, mi faccia morire...»; tempo fa il detenuto confessò d'essersi bevuto una intera bottiglietta di colla vinilica senza tuttavia aver subito alcuna conseguenza. Intenzioni suicidarie che avevano spinto i difensori a vergare in fretta una richiesta al giudice per le indagini preliminari di Cosenza per sottoporre Cino a una perizia psichiatrica. Lo scopo era quello di valutare le condizioni psichiche dell'uomo e la sua compatibilità col regime carcerario. Il giudice aveva autorizzato la visita specialistica che, probabilmente, avrebbe dovuto svolgersi stamattina nell'infermeria del carcere catanzarese. Ma il sessantasettenne detenuto è stato più lesto;

gli avvocati Ubaldo e Marlon Lepera hanno già preannunciato un esposto per fare piena luce sulla vicenda. L'iniziativa dei legali è finalizzata a verificare se c'è stata una flessione nel livello di sorveglianza dal momento che Cino aveva più volte esternato quella sua insana voglia d'ammazzarsi -:

se intenda avviare una indagine amministrativa interna al fine di appurare se nei confronti del detenuto morto suicida nel carcere di Catanzaro siano state messe in atto tutte le misure di sorveglianza previste e necessarie e quindi se non vi siano responsabilità di omessa vigilanza e cura da parte dell'amministrazione dell'istituto;

quanti siano gli psicologi in servizio effettivo presso la struttura penitenziaria in questione;

se il detenuto fosse stato visitato da uno psicologo dopo aver espresso più volte l'intenzione di togliersi la vita;

se non si intenda adottare o implementare le opportune misure di supporto psicologico ai detenuti al fine di ridurre sensibilmente gli episodi di suicidio.
(4-13044)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13042


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 513 del 06/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 29/08/2011


 


Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 29/08/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13042


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 6 settembre 2011, seduta n.513


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

il 10 agosto 2011 sito on-line Iltaccoditalia.info è apparso un articolo di Andrea Gabellone intitolato: «Sappe; proteste dei detenuti arrestati dopo i disordini nel Centro per immigrati»;

dalla lettura dell'articolo si apprende che le proteste degli immigrati arrestati dopo i disordini nel Centro per immigrati si sono sommate alle condizioni già oltre il limite del carcere barese; tant'è che lo scorso 8 agosto 20 profughi, arrestati proprio per gli incidenti alla periferia del capoluogo pugliese, hanno deciso di opporsi al rientro in cella dopo l'ora d'aria, il che ha comportato grandi problemi per il personale della polizia penitenziaria, che ha impiegato più di due ore per far rientrare la contestazione;

il carcere barese è proporzionalmente il più affollato d'Italia, con oltre 530 detenuti a fronte di circa 200 posti disponibili;

il segretario nazionale del Sappe, Sindacato autonomo polizia penitenziaria, Federico Pilagatti ha dichiarato, a proposito della casa circondariale di Bari: «Ci sono stanze al primo piano della IIIo sezione con detenuti che dormono per terra, senza che possano nemmeno stare in piedi tutti insieme. Purtroppo a fronte dell'inferno che si vive giornalmente all'interno del carcere di Corso de Gasperi, si registrano solo sterili discussioni sul nuovo carcere che vanno avanti da anni e che servono solo a conquistare spazi sui mass media. Se solo si fosse voluto un nuovo penitenziario, la città di Bari lo avrebbe potuto avere oltre dieci anni fa a costo zero per le casse dello Stato. Infatti una cordata di costruttori diede la propria disponibilità a costruire un nuovo carcere in periferia ricevendo in cambio i terreni su cui sorge la struttura penitenziaria, che sarebbero stati utilizzati per tutta una serie di iniziative commerciali» -:

quali iniziative urgenti intenda assumere il Governo per intervenire rispetto al grave problema del sovraffollamento del carcere di Bari, riportando le presenze dei detenuti nei limiti imposti dalla capienza regolamentare;

se - anche alla luce dei detenuti arrestati dopo i disordini nel Centro per immigrati e trasferiti presso la struttura penitenziaria barese - intenda da subito restituire un minimo di spazio vitale a tutte quelle persone ivi recluse che sono costrette a vivere in celle dove lo spazio a disposizione di ciascuna persona è addirittura al di sotto dei 3 metri quadrati al punto che alcuni detenuti sono costretti a dormire per terra senza poter nemmeno stare in piedi tutti insieme. (4-13042)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13041


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 513 del 06/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 29/08/2011


 


Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

·         MINISTERO DELLA SALUTE


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 29/08/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13041


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 6 settembre 2011, seduta n.513


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.


 

- Per sapere - premesso che:

su Il Velino del 10 agosto 2011 è apparso un appello rivolto «alle autorità preposte» dal leader del Movimento diritti civili, Franco Corbelli, in favore di un detenuto calabrese, A.P., recluso nel carcere di Cosenza, gravemente malato dopo una paralisi;

lo stesso detenuto ha chiesto in una lettera di essere curato prima che sia troppo tardi, descrivendo il suo dramma, la sua sofferenza, la grande ingiustizia che sta subendo;

l'uomo, durante la detenzione, è stato colpito da una paralisi e da due anni sta soffrendo di un dolore costante e atroce. A causa della sua malattia è stato anche portato nel carcere di Vibo Valentia, ma i medici gli hanno detto che oramai è troppo tardi per curare il tipo di patologia dalla quale è affetto;

Franco Corbelli, nel suo appello, parla di «fatto grave, indegno di un Paese civile e di uno Stato di diritto» e chiede «per questo detenuto un atto di giustizia giusta e umana, la possibilità di poter tentare di curare in una struttura ospedaliera adeguata questo recluso gravemente malato che rischia di morire. Una Nazione civile ha il dovere di accogliere questa richiesta. Non conosco questo detenuto, ma di fronte al dramma umano, alla ingiustizia, alla indicibile sofferenza, alla disumanità di un uomo, gravemente malato e sofferente, abbandonato e condannato a morire in carcere, ho il dovere civile e morale di intervenire, di chiedere giustizia per questa persona» -:

se questo stato di cose corrisponda alle informazioni in possesso dei Ministri interrogati;

se e come intendano procedere, negli ambiti di rispettiva competenza, perché siano fornite al detenuto le cure adeguate nel rispetto del suo stato di salute come diritto costituzionalmente garantito, posto che, ad avviso degli interroganti quanto descritto in premessa non appare compatibile con gli standard minimi di condizioni vivibili di detenzione. (4-13041)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13040


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 513 del 06/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 29/08/2011


 


Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/08/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 29/08/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13040


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 6 settembre 2011, seduta n.513


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

lo scorso 10 agosto è apparso un articolo sul quotidiano La Sicilia nel quale viene descritta la situazione incandescente che sta attraversando il carcere di contrada Petrusa di Agrigento a seguito dell'elevato numero di immigrati extracomunitari di origine tunisina arrestati dopo essere sbarcati sulle coste di Lampedusa;

ad entrare nel penitenziario al confine tra Agrigento e Favara non sono ovviamente tutti coloro che approdano a Lampedusa e poi transitano da Porto Empedocle: in carcere finiscono coloro i quali vengono prima indicati e poi identificati come scafisti delle carrette del mare. Per tutti il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina è punito con la reclusione, sicché coloro i quali vengono condannati, in quanto ritenuti responsabili del reato in questione, vengono chiusi nelle celle del carcere agrigentino;

in ciascuna cella della struttura penitenziaria siciliana convivono da mesi e anni anche 4 detenuti, in condizioni ai limiti della tollerabilità umana, soprattutto quando una simile situazione si perpetua nel periodo estivo e la situazione, anche dal punto di vista igienico-sanitario, diventa devastante;

secondo le previsioni, continuando con questo ritmo di nuovi arrivi in massa, a fronte di un numero minore di scarcerazioni, c'è la quasi certezza che entro qualche giorno al Petrusa si possa sfondare lo storico muro delle 500 persone detenute, quota mai raggiunta in un penitenziario che venne inaugurato nel 1997 per accogliere al massimo 200 detenuti;

il piano carceri prevede la realizzazione di un nuovo padiglione all'interno della struttura penitenziaria in questione, consentendo così l'innalzamento della capienza del carcere agrigentino a circa mille persone. I lavori, già iniziati da tempo, procedono molto a rilento e, come denunciato dalle organizzazioni sindacali della polizia penitenziaria, molto probabilmente non saranno terminati entro il termine previsto e stabilito nel progetto originario -:

quali iniziative intenda assumere il Ministro interrogato, con urgenza, per garantire normali condizioni di vita ai detenuti ed agli operatori dell'istituto di pena siciliano conformemente a quanto stabilito dalle norme costituzionali e dell'ordinamento penitenziario;

cosa impedisca il completamento dei lavori volti alla costruzione di un nuovo padiglione che potrebbe immediatamente consentire il trasferimento dei detenuti evitando loro di vivere nel degrado dei luoghi che oggi li ospitano, che, per la situazione di sovraffollamento, stanno infliggendo a persone già private della libertà una pena aggiuntiva inutile e offensiva della dignità umana. (4-13040)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13013


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 513 del 06/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 25/08/2011


 


Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

25/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

25/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

25/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

25/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

25/08/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

·         MINISTERO DELLA SALUTE


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 25/08/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13013


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 6 settembre 2011, seduta n.513


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dal sito online ilpiacenza.it del primo agosto 2011, una donna detenuta nel carcere di Novate per omicidio avrebbe tentato di togliersi la vita, annodandosi un lenzuolo intorno al collo ed è stata salvata dagli agenti di polizia penitenziaria;

sulla vicenda Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe, ha dichiarato: «Dopo essersi annodato il cappio intorno al collo, la donna si è lanciata nel vuoto. Solo grazie all'immediato intervento dell'agente di polizia penitenziaria in servizio nella sezione femminile è stata evitata un'altra tragedia: l'agente, è entrata nella stanza ed ha sollevato il corpo sulle sue spalle e poi, aiutata da un'altra detenuta, ha snodato il cappio e tratto in salvo la donna. Gli eventi critici nelle 206 carceri italiane si susseguono al ritmo di oltre 200 al giorno, il che rende ancora più difficile la gestione delle carceri, resa già drammatica dal sovraffollamento e dalla carenza di personale. In Italia ci sono 25.000 detenuti in più rispetto ai posti previsti e mancano 6.500 agenti. In Emilia Romagna mancano 650 agenti e ci sono 2.000 detenuti in più. A Piacenza bisognerebbe incrementare l'organico di almeno 30 agenti» -:

se quanto riportato in premessa corrisponda al vero;

se non si intenda avviare una indagine amministrativa interna, al fine di appurare se nei confronti della donna che ha tentato il suicidio fossero state messe in atto tutte le misure di sorveglianza previste e necessarie;

se e quali misure precauzionali e di vigilanza siano state adottate dall'amministrazione penitenziaria nei confronti della donna dopo questo episodio;

se non si intenda adottare o implementare, per quanto di competenza, le opportune misure di supporto psicologico ai detenuti, al fine di ridurre sensibilmente gli episodi di suicidio, tentato suicidio e di autolesionismo;

più in particolare, quali iniziative, anche normative, si intendano assumere per rafforzare l'assistenza medico-psichiatrica ai detenuti malati, sia attraverso un'attenta valutazione preventiva che consenta di identificare le persone a rischio, sia per sostenere adeguatamente sotto il profilo psicologico le persone che tentano il suicidio, senza riuscirci la prima volta, ma spesso ben decisi a tentare ancora;

se non si ritenga necessario adottare misure urgenti volte ad incrementare l'organico degli agenti di polizia penitenziaria e a rimuovere il grave sovraffollamento del carcere Novate di Piacenza, in modo da garantire l'esistenza di condizioni minime di vivibilità della struttura, il rispetto pieno degli standard di sicurezza e funzionalità e l'adeguatezza della stessa alle proprie finalità costituzionali.(4-13013)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13012


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 513 del 06/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 25/08/2011


 


Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

25/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

25/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

25/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

25/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

25/08/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 25/08/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13012


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 6 settembre 2011, seduta n.513


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato da un'agenzia AGI diramata il 4 agosto 2011, nel carcere di Capanne (Perugia) un tunisino di 24 anni sarebbe stato ricoverato il 3 agosto all'ospedale Santa Maria della Misericordia del capoluogo umbro dopo aver ingerito delle lamette da barba;

le condizioni dello straniero, attualmente ricoverato nei reparto di gastroenterologia, non sarebbero gravi e già nei prossimi giorni potrebbe essere dimesso per fare rientro in carcere;

nella notte tra martedì 2 e mercoledì 3 agosto, sempre nel carcere perugino di Capanne, un detenuto di 36 anni, originario di Rieti, aveva tentato il suicidio inalando il gas di una bomboletta -:

di quali informazioni disponga circa i fatti riferiti in premessa;

per quali reati il detenuto che ha tentato il suicidio si trovasse in carcere, se fosse in attesa di giudizio o condannato in via definitiva e da quanto tempo fosse detenuto;

se, prima di questo gesto, risultasse essere seguito da uno psicologo;

quanti siano attualmente i detenuti ristretti nel carcere di Capanne di Perugia e quanti siano gli psicologi effettivamente in servizio presso la predetta struttura penitenziaria;

se consti che attualmente l'uomo benefici di un adeguato supporto psicoterapeutico;

se non ritenga opportuno adottare ogni iniziativa di competenza al fine di verificare, anche attraverso l'avvio di un'indagine interna, se vi siano responsabilità sul piano amministrativo e disciplinare in ordine al suicidio tentato dal detenuto di nazionalità tunisina;

quanti tentativi di suicidio siano stati messi in atto dai detenuti dall'inizio dell'anno;

se non si intenda immediatamente assumere iniziative volte a stanziare fondi per migliorare la vita degli agenti penitenziari e dei detenuti in modo che il carcere non sia solo un luogo di espiazione e di dannazione, ma diventi soprattutto un luogo, attraverso attività culturali, lavorative e sociali, in cui i detenuti possano avviare un percorso concreto per essere reinseriti a pieno titolo nella società.
(4-13012)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13011


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 513 del 06/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 25/08/2011


 


Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

25/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

25/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

25/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

25/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

25/08/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 25/08/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13011


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 6 settembre 2011, seduta n.513


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato da un'agenzia ANSA diramata il 4 agosto 2011, nel carcere di Campobasso si sarebbero verificati due tentativi di suicidio nel giro di poche ore;

il primo si è registrato il 3 agosto intorno alle 13 quando un detenuto italiano di 50 anni ha tentato di impiccarsi. Il secondo, nella serata del giorno successivo, ha visto protagonista un uomo di 30 anni che ha ingerito alcune lamette. In entrambi i casi il pronto intervento degli agenti della polizia penitenziaria ha evitato il peggio;

su questi episodi il consigliere nazionale del Sindacato autonomo della polizia penitenziaria (Sappe), Aldo Di Giacomo, ha dichiarato quanto segue: «Siamo di fronte a fatti che confermano il malessere che si registra nelle carceri italiane. Oggi siamo riusciti a salvare due vite, domani non si sa. A giorni 12 poliziotti verranno trasferiti in un'altra sede e in questa maniera il problema dell'esiguo numero di operatori di polizia penitenziaria si accentua ancora di più» -:

di quali informazioni disponga circa i fatti riferiti in premessa;

per quali reati i detenuti che hanno tentato il suicidio si trovassero in carcere, se fossero in attesa di giudizio o condannati in via definitiva e da quanto tempo fossero detenuti;

se, prima di questo gesto, i due detenuti risultassero essere seguiti da uno psicologo;

quanti siano attualmente i detenuti ristretti nel carcere di Campobasso e quanti siano gli psicologi effettivamente in servizio presso la predetta struttura penitenziaria;

se consti che attualmente i due uomini beneficiano di un adeguato supporto psicoterapeutico. (4-13011)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13010


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 513 del 06/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 25/08/2011


 


Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

25/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

25/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

25/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

25/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

25/08/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 25/08/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13010


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 6 settembre 2011, seduta n.513


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato da un lancio dell'agenzia AGI del 4 agosto 2011, la situazione delle carceri umbre si sarebbe fatta gravissima;

i dati parlano di un tasso di sovraffollamento del 75 per cento rapportato alla capienza regolamentare degli istituti di pena, e del 6 per cento rapportato alla capienza tollerabile (capienza regolamentare 954 posti, capienza tollerabile 1.564 posti), con 1.672 detenuti complessivi;

in particolare, solo per prendere la situazione più nota ed emblematica, a Capanne, nella sezione maschile, ci sarebbero 461 detenuti (compresi 6 disabili) a fronte di una capienza di 406 e, in quella femminile 83 detenute a fronte di 59 posti. Nella sezione maschile in circa 22 celle il terzo detenuto dorme con un materassino di gommapiuma di pochi centimetri poggiato a terra, mentre tra le donne ci sono celle con 6 detenute;

sui 379 agenti di polizia penitenziaria previsti, a Capanne ce ne sarebbero solo 241. Certe notti c'è un solo agente per cento detenuti -:

se il Ministro interrogato sia a conoscenza di tutto quanto sopra esposto e, in caso affermativo, se ritenga opportuno verificare, attraverso un'ispezione all'interno delle carceri umbre, le condizioni delle varie strutture penitenziarie, in particolare del carcere perugino;

quali iniziative intenda intraprendere per ripristinare condizioni di vita adeguate nelle carceri umbre, corrispondenti ai dettami costituzionali e alla normativa vigente in Italia;

se, in particolare intenda intervenire al fine di garantire il rispetto del terzo comma dell'articolo 27 della Costituzione e i collegati articoli delle norme sull'ordinamento penitenziario di cui alla legge n. 354 del 1975 e del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 230 del 2000;

quale sia la ripartizione del personale di polizia penitenziaria all'interno delle carceri umbre tra ispettori, sovrintendenti, agenti ed assistenti, distinguendo le unità previste da quelle effettivamente in servizio.(4-13010)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13009


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 513 del 06/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 25/08/2011


 


Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

25/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

25/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

25/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

25/08/2011


PARTITO DEMOCRATICO

25/08/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 25/08/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13009


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 6 settembre 2011, seduta n.513


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, il due agosto 2011 un detenuto 36enne, originario di Rieti, si sarebbe tolto la vita nel carcere di Capanne;

l'uomo si sarebbe tolto la vita inalando gas da una bomboletta nel bagno della sua cella;

è il 39esimo suicidio verificatosi nelle carceri italiane dall'inizio dell'anno;

già lo scorso gennaio un 23enne, Michele Massari, si era tolto la vita nel carcere di Capanne inalando il gas all'interno di un sacchetto di plastica -:

nel rispetto e a prescindere dall'inchiesta eventualmente avviata dalla magistratura, quali siano gli intendimenti del Governo e quali siano gli esiti, allo stato, dell'inchiesta avviata nell'ambito dell'amministrazione penitenziaria al fine di accertare modalità ed eventuali responsabilità in ordine al suicidio verificatosi nel carcere di Perugia;

se il Governo non ritenga che l'alto tasso di atti di autolesionismo e di suicidi in carcere dipenda anche dalle condizioni di sovraffollamento degli istituti di pena e dalle aspettative frustrate di migliori condizioni di vita al loro interno;

quali iniziative, più in generale, il Governo intenda assumere per contenere e ridurre l'alto tasso dei decessi per suicidio in carcere; in particolare, se e quali iniziative intenda porre in essere affinché gli indirizzi di gestione del sistema penitenziario siano conformi ai princìpi del nuovo regolamento penitenziario in ordine agli interventi di trattamento del detenuto;

quali siano gli intendimenti del Governo in ordine all'esigenza di riforma della legge n. 354 del 26 luglio 1975 e dunque dell'ordinamento penitenziario e dei criteri di esecuzione delle pene e delle altre misure privative o limitative della libertà. (4-13009)


 

 


 

ATTO CAMERA



 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13000


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 513 del 06/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: EVANGELISTI FABIO
Gruppo: ITALIA DEI VALORI
Data firma: 25/08/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 25/08/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13000


 

presentata da


 

FABIO EVANGELISTI
martedì 6 settembre 2011, seduta n.513


 


EVANGELISTI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

a seguito del sopralluogo eseguito il 3 agosto 2011 presso la casa circondariale di Livorno da parte dell'organizzazione sindacale FP CGIL e di una personale visita avvenuta il 13 di agosto 2011 è emerso quanto segue:

ampie parti della struttura sono inagibili e pertanto appare necessario acquisire le relative relazioni rilasciate dalle autorità competenti, quali l'amministrazione penitenziaria, il provveditorato interregionale per la Toscana e l'Umbria delle opere pubbliche, i vigili del fuoco di Livorno, l'AUSL 6 di Livorno;

in particolare, all'interno del padiglione D una delle scale di servizio, adibita in caso d'emergenza a via di fuga, è stata dichiarata parzialmente inagibile, rendendo quindi impossibile il passaggio di più persone contemporaneamente in caso d'emergenza (situazione aggravata dalla chiusura della porta al piano terreno di questa scala senza che questa sia presidiata H24 da un operatore per la grave carenza d'organico);

sono presenti gravissime infiltrazioni e perdite d'acqua in molteplici punti della struttura, che oltre a compromettere la stabilità strutturale degli edifici, rappresentano una potenziale fonte di infezioni virali e batteriche, in particolare nelle postazioni di accesso al passeggio del reparto femminile e del IV passeggio;

non sono presenti le cassette di primo soccorso (almeno una unità in ogni piano), comprensive dei dispositivi di protezione individuale tra i quali gli occhiali protettivi;

non è erogata al personale la dovuta informazione e formazione in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro;

i dispositivi individuali antiaggressione sono guasti e devono essere installati degli apparecchi telefonici cordless che risultino funzionanti lungo tutta l'estensione delle sezioni;

ad oggi le competenti autorità non hanno ancora ottemperato ai rilievi per la messa in sicurezza della cucina detenuti, con attenzione alla salubrità del locale assegnato alla vigilanza della cucina detenuti;

non è presente la segnaletica di sicurezza insieme ad un adeguato impianto d'illuminazione d'emergenza;

non risultano rispettate le norme di sicurezza negli uffici amministrativi ed educativi, con particolare riferimento all'illuminazione, alla metratura disponibile e all'ergonomia delle postazioni di lavoro;

non vi sono al momento le dovute condizioni di stabilità e di sicurezza della struttura, in modo da rendere superfluo l'attuale transennamento del prospetto ed è necessaria una verifica immediata dell'utilizzabilità dei ponteggi ad oggi impiegati per consentire l'accesso alla struttura dall'antistante cortile;

si è preso atto e visione delle gravi condizioni in cui versa l'intera struttura penitenziaria, nella ferma volontà di tutelare tutti i lavoratori nel rispetto della normativa vigente -:

se sia a conoscenza delle problematiche esposte in premessa;

se non ritenga di attivare, nell'ambito di quanto di propria competenza, tutte le necessarie iniziative per favorire un tempestivo intervento che ponga rimedio alle suddette gravi carenze, a vantaggio della polizia penitenziaria, ma anche e soprattutto dei detenuti, posto che, come ben delineato dall'articolo 27 della Costituzione, le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. (4-13000)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/05280


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 514 del 07/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: MELIS GUIDO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 07/09/2011


 

Commissione assegnataria


 


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 07/09/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Fasi iter:


 

MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 07/09/2011


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-05280


 

presentata da


 

GUIDO MELIS
mercoledì 7 settembre 2011, seduta n.514


 


MELIS. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

le recenti visite di parlamentari nel mese di agosto (in particolare quella del sottoscritto della mattina del 15 agosto 2011) hanno confermato lo stato di estrema criticità della struttura carceraria di San Sebastiano a Sassari;

in tale struttura risultavano presenti al 15 agosto 173 detenuti, dei quali circa la metà tossicodipendenti, in una struttura per un piano inagibile per pericolo di crolli, per il resto caratterizzata da un visibile degrado, con celle anguste in nulla corrispondenti ai criteri definiti dalle norme, prive dei più elementari requisiti di vivibilità anche sotto il solo profilo dell'igiene (gabinetti alla turca in prossimità dei letti), torride d'estate (e spesso fredde d'inverno, per i documentabili ritardi nei pagamenti delle fatture alla ditta fornitrice del carburante), con situazioni di affollamento intollerabile, in presenza di vistose e ormai croniche lacune nell'organico del personale di custodia, nonché di quello degli educatori, psicologi, assistenti sociali, e altri;

tutto ciò, nonostante la generosa dedizione del personale oggi in servizio e l'elevata capacità professionale delle strutture e della direzione, configura una situazione inaccettabile, al punto che sin dall'anno scorso è stata presentata in merito (dal sottoscritto insieme all'onorevole Parisi, al senatore Scanu e al senatore Luigi Manconi di «A buon diritto») una documentata denuncia presso la procura della Repubblica di Sassari corredata con la richiesta della chiusura del carcere;

peraltro da tempo il Governo, anche in risposta ad atti di sindacato ispettivo presentate dall'interrogante a partire dal luglio 2008, ha assicurato (fornendo date poi risultate inattendibili) l'imminente apertura del nuovo carcere di Bancali, la cui costruzione tuttavia (affidata alla ditta Anemone con procedura di gara segretata) si protrae ormai da parecchi anni senza che se ne conoscano con certezza i tempi;

comunque anche questa soluzione, da tutti auspicata e attesa, richiederebbe un forte investimento in personale e mezzi, non essendo plausibile che con la forza attuale si gestisca domani un carcere col triplo di detenuti -:

quando il Ministro ritenga possa essere effettuato il trasferimento, se in tutto o in parte, nei nuovi locali di Bancali;

quali misure il Ministro intenda tempestivamente adottare per garantire da subito la piena efficienza della nuova sede. (5-05280)