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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 27/10/2009  -  stampato il 03/12/2016


Riforma delle normative per il riconoscimento della causa di servizio.

E' necessario un intervento sulla materia, sia in senso legislativo che amministrativo, soprattutto, per quanto attiene alla semplificazione e allo snellimento delle procedure per il riconoscimento delle infermità dipendenti da causa di servizio, nella considerazione che, a tutt’oggi, l’iter non termina mai prima di 8/10 anni, tempi non certo consoni per un Paese civile.

Il contenuto del’art. 4 della proposta di legge (atto Camera n. 1826), al fine di pervenire ad una regolamentazione omogenea dei procedimenti presso le diverse amministrazioni, nonché semplificare gli adempimenti a carico delle stesse, prevederebbe l’istituzione di una Commissione composta da cinque membri nominati dal Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con quello del lavoro, della salute e delle politiche sociali, scelti tra funzionari ed esperti del settore.

E’ allo studio una bozza di nuovo regolamento sui procedimenti per il riconoscimento della dipende da causa dl servizio che dovrebbe sostituire l’attuale DPR 461/2001. Nella circostanza, attenzione sarà riservata anche al provvedimento che, in futuro, attraverso un decreto del Presidente della Repubblica, andrà a disciplinare il Regolamento dei criteri medico legali per l’accertamento delle invalidità e del danno biologico e morale a carico delle vittime del terrorismo e delle stragi.

Invero, le problematiche relative al procedimento per il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio non possono trascurare gli aspetti del successivo trattamento economico. In proposito, nell’ambito dell’esame dell’atto Senato n. 1167 in tema di “Delega al Governo in materia di lavori usuranti di riorganizzazione degli Enti; di congedi; aspettative, ect.” si osserva che nella grande maggioranza dei Paesi europei, esiste un unico sistema pensionistico, previdenziale e risarcitorio, mirato a stabilire il principio d’eguaglianza formale, sancito dall’art. 3 della Costituzione, secondo cui il legislatore dovrebbe assicurare ad ogni lavoratore, pubblico o privato, civile o militare identità di trattamento risarcitorio, quando equivalenti siano le condizioni soggettive e oggettive (infortunio nello svolgimento delle sue funzioni/compiti).

Allora, si auspica che tutti i lavoratori, pubblici e privati, abbiano garantito lo stesso sistema assicurativo, con uguali procedure ed indennizzi. Per quanto riguarda gli aspetti del contenzioso, tenuto conto che alcuni istituti giuridici del settore del pubblico impiego sono stati modificati con norme di carattere privatistico, sarebbe opportuno approfondire l’argomento, non sottovalutando la possibilità che la materia del riconoscimento della “dipendenza da causa di servizio”, e del suo trattamento previdenziale/risarcitorio, venga demandata al giudice ordinario, nel dubbio che alcuni magistrati della Corte dei Conti siano “condizionati” dalle disponibilità di bilancio dello Stato.

Ad esempio, ricorsi proposti in materia di cumulo dell’indennità integrativa speciale su più pensioni pubbliche dirette o di reversibilità anteriori al 31.12.1994, ove numerose, favorevoli decisioni di giudici monocratici, sono state rigettate in sede d’appello. E’ necessario fare il punto su queste realtà; occorre valutare certe diversità di interpretazione, serve un confronto ed un colloquio fra gli operatori e gli interessati su questa materia. In chiusura della precedente legislatura, l’art. 3 della legge 246/2005 aveva delegato (entro il dicembre 2008) il Governo a provvedere, con uno o più decreti legislativi, al riassetto, coordinamento e alla razionalizzazione di tutte le disposizioni vigenti in materia di causa di servizio; il provvedimento non è stato reiterato. Un auspicio ed impegno è che si possa giungere ad una codificazione dell’intero sistema, che tenga conto delle attuali realtà e dell’evoluzione sociale ed economica del nostro Paese.