www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 02/10/2011  -  stampato il 04/12/2016


La mediocrità rende brutti e deboli ?

 
 

Chi non brilla di luce propria è costretto ad una vita vissuta sotto i lampioni (degli altri).
Talvolta mi soffermo a riflettere sul triste destino di chi è costretto continuamente a rincorrere qualcun altro (La solitudine dei numeri secondi), ma è solo un attimo, poi vado oltre e penso ad altro.
Siamo stati costretti più di una volta a spiegare le motivazioni per le quali abbiamo scelto di dare ampio spazio ad articoli firmati con pseudonimi.
Molto di recente,in occasione della polemica intercorsa con il Capo del Dap, abbiamo scritto un editoriale molto approfondito sulla questione (Pseudonimi e nomi collettivi) e ci siamo illusi, in quel modo, di aver posto fine alla faccenda.
E’ stata, ed è rimasta, un’illusione perché non avevamo fatto il conto con la necessità di talune piccole consorterie sindacali di dar corda alle polemiche per avere una qualche effimera notorietà.
Purtroppo per noi, e soprattutto per chi legge certe castronerie, qualcuno è ritornato sull’argomento titolando una velina “L’anonimato rende belli e forti”, con riferimento proprio agli articoli sottoscritti con pseudonimi che appaiono su questo blog.
A parte il paradosso che una tale critica giunga da parte di un anonimo articolista su un anonimo blog targato quattro amici al bar, ci si domanda quanta ingenuità e quanta credulità questi mediocri mestieranti della mistificazione attribuiscano ai colleghi (pochi) che leggono i loro scritti.
Ma anche qui, tutto sommato, ci siamo dovuti fare una ragione del fatto che non è affar nostro l’offesa all’intelligenza dei colleghi perpetrata e perseverata da mediocri sindacalisti e pessimi scribacchini che non sanno far di meglio che prendere in giro iscritti e lettori, con millanterie e veline spazzatura.
Tuttavia, vorremmo porre una pietra tombale su queste polemiche senza dover tornare più sull’argomento.
Gli pseudonimi sono il marchio di fabbrica di questa Rivista (soprattutto nella sua versione on line) ed abbiamo ampiamente spiegato i motivi e le ragioni ( Pseudonimi e nomi collettivi).
Nessuno ha prescritto a chi non garba la nostra linea editoriale di leggerci per obbligo o per forza e, pertanto, saremmo davvero lusingati se costoro andassero a leggere da qualche altra parte, soprattutto considerata la loro inclinazione ad interloquire su piccolissime intranet presuntuosamente ispirate a facebook.
( A proposito, ma qualcuno ha mai spiegato a questi qua che si può fare la stessa cosa attraverso i “gruppi” di facebook ?)
Domandina della sera:

“Se l’anonimato rende belli e forti, la mediocrità rende brutti e deboli ?”

 
(P.S.
davvero azzeccata l’immagine e la metafora del passamontagna: niente avrebbe potuto rendere meglio l’idea del ruolo che rivestono certi sindacalisti in certi sindacati...)

 
Orecchino al Naso