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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 03/10/2011  -  stampato il 10/12/2016


Interrogazioni parlamentari sul carcere 19 - 24 settembre 2011.

 

ATTO SENATO


 

INTERPELLANZA CON PROCEDIMENTO ABBREVIATO 2/00382


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 606 del 21/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: MARITATI ALBERTO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 21/09/2011


 


































































































































































Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

21/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

21/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

21/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

21/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

21/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

21/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

21/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

21/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

21/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

21/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

21/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

21/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

21/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

21/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

21/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

21/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

21/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

21/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

21/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

21/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

21/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

21/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

21/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

21/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

21/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

21/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

21/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

21/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

21/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

21/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

21/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

21/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

21/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

21/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

21/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

21/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

21/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

21/09/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 21/09/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Senato

Interpellanza 2-00382


 

presentata da


 

ALBERTO MARITATI
mercoledì 21 settembre 2011, seduta n.606


 

MARITATI, DELLA MONICA, CASSON, D'AMBROSIO, CAROFIGLIO, CHIURAZZI, GALPERTI, PERDUCA, AMATI, ANTEZZA, BARBOLINI, BASSOLI, BIONDELLI, CARLONI, CECCANTI, CHITI, DE LUCA, DEL VECCHIO, DELLA SETA, DI GIOVAN PAOLO, FERRANTE, GASBARRI, LUMIA, MARCENARO, MARINO Ignazio, MAZZUCONI, MICHELONI, MONACO, MONGIELLO, MUSI, PASSONI, PERTOLDI, PINOTTI, PORETTI, SANNA, SCANU, STRADIOTTO, TOMASELLI, VITA - Al Ministro della giustizia - Premesso che:


 

il 9 giugno 2011 il giudice di sorveglianza presso il Tribunale di Lecce, decidendo sul ricorso, accolto parzialmente, del detenuto signor Abdelaziz Slimani, ristretto nel locale carcere, ha emesso un'ordinanza con cui ha condannato il Ministero al pagamento della somma di 220 euro, oltre la rivalutazione monetaria ed interessi legali, a titolo di risarcimento del danno, in favore del ricorrente;


 

la condanna è stata motivata dalle circostanze del trattamento disumano riservato al detenuto in relazione alle condizioni ambientali imposte in quell'istituto carcerario;


 

il giudice di sorveglianza ha tra l'altro sottolineato nel suo provvedimento come lo stato di detenuto non cancella né attenua il doveroso rispetto dei diritti fondamentali dell'integrità e dignità della persona;


 

sulla scorta delle denunziate e comprovate condizioni inumane in cui i detenuti sono costretti a scontare la pena detentiva loro inflitta, il giudice ha ritenuto che in concreto il rispetto dei diritti fondamentali della persona del detenuto nel carcere di Lecce sarebbero gravemente lesi;


 

in particolare, sono descritti gli spazi del tutto insufficienti all'interno dei quali, in promiscuità, i detenuti sono costretti a trascorrere la gran parte della giornata (fino a 22 ore al giorno), in assenza peraltro delle più elementari regole dell'igiene e riservatezza in merito ai servizi igienici;


 

l'affollamento delle celle concepite e realizzate per uno o due detenuti indurrebbe non di rado l'amministrazione a fare vivere in quelle condizioni quattro o sei detenuti, alcuni dei quali costretti in posti letto a castelletto, collocati ad una distanza dal soffitto di appena 50 centimetri;


 

in difformità rispetto al dettato costituzionale, secondo cui la pena deve tendere alla rieducazione del condannato e che la stessa non debba mai concretizzarsi in pratiche disumane che offendano l'integrità e la dignità della persona del detenuto, nel carcere di Lecce, evidenzia ancora il giudice di sorveglianza, vigerebbero condizioni assolutamente disumane al punto che i casi di suicidio sarebbero pericolosamente aumentati negli ultimi mesi, in assenza, se pur minima, di ogni tipo di intervento di sostegno e programma di recupero del detenuto, cosicché parlare di vera e propria "tortura" non sarebbe affatto esagerato né azzardato;


 

la Corte europea per la tutela dei diritti fondamentali dell'uomo si è già più volte pronunziata condannando il nostro Paese per le ragioni sopra richiamate, il magistrato di sorveglianza ha ritenuto più coerente e doveroso condannare la pubblica amministrazione, in presenza di simili negativi e gravi presupposti, al risarcimento del danno in favore del detenuto ricorrente;


 

prescindendo da ogni questione giuridica e procedurale che attenga il provvedimento adottato dal magistrato di sorveglianza del Tribunale di Lecce, appare evidente la gravità assoluta del contenuto di quella decisione, in cui per la prima volta si ha ufficiale riconoscimento di uno stato di gravissimo disagio, al limite di condizioni di vera e propria "tortura", a danno dei detenuti ristretti in un istituto carcerario;


 

ancora una volta problemi di grande importanza e complessità per il Paese finiscono per essere presi in considerazione ed affrontati sul terreno giudiziario, per via di ritardi ed omissioni inaccettabili della pubblica amministrazione competente;


 

in presenza di un atto giurisdizionale dal contenuto di così elevata gravità appare inammissibile quindi un silenzio o peggio un'inattività perdurante del Ministero;


 

sarà pertanto opportuno che il Ministro in indirizzo riferisca al più presto al Senato se ed in che misura i disagi e le gravi deviazioni del sistema giudiziario denunziati stiano rappresentando oggetto di attenzione e di interventi concreti del Ministero e di altri Ministeri competenti,


 

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo ritenga opportuno riferire con la massima urgenza in ordine a se e quali provvedimenti abbia adottato o intenda adottare al fine di eliminare o, se non altro, fortemente attenuare, in tempi rapidi, lo stato di grave illegalità in cui versa il carcere di Lecce come, d'altronde, la maggior parte degli istituti carcerari presenti nel nostro Paese.


 

(2-00382 p. a.)


 

ATTO SENATO


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05923


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 609 del 22/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: CASSON FELICE
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 22/09/2011


 






































Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

22/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

22/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

22/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

22/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

22/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

22/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

22/09/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 22/09/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-05923


 

presentata da


 

FELICE CASSON
giovedì 22 settembre 2011, seduta n.609


 

CASSON, CAROFIGLIO, CHIURAZZI, D'AMBROSIO, DELLA MONICA, GALPERTI, MARITATI, PERDUCA - Al Ministro della giustizia - Premesso che:


 

l'art. 3 della legge n. 193 del 22 giugno 2000, recante "Norme per favorire l'attività lavorativa dei detenuti", prevede la concessione di sgravi fiscali per le imprese che assumono lavoratori detenuti o che svolgono attività di formazione nei confronti dei carcerati;


 

modalità ed entità degli sgravi fiscali, secondo l'art. 4 della legge n. 193 del 2000, "sono determinate annualmente (...) con apposito decreto del Ministro della giustizia da emanare (...) entro il 31 maggio di ogni anno";


 

considerato che:


 

come denunciano i presidenti delle cooperative sociali "Il Cerchio" di Venezia e "Altra Città" di Padova in un comunicato pubblicato da "Ristretti Orizzonti" - rivista e sito Internet promossi dall'associazione "Granello di Senape" di Padova, il 5 settembre 2011, le cooperative sociali del Triveneto che danno lavoro ai detenuti hanno ricevuto un'e-mail firmata dal Provveditore dell'amministrazione penitenziaria per il Veneto, il Friuli-Venezia Giulia e il Trentino-Alto Adige;


 

nell'e-mail veniva reso noto che per non superare il budget annuo assegnato dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria al Provveditorato regionale per il Triveneto, ogni cooperativa potrà richiedere per il periodo agosto-dicembre, per sgravi fiscali, un importo complessivo non superiore a una cifra determinata e indicata pei ciascuna impresa sociale;


 

per le cooperative che offrono lavoro ai carcerati al fine di un loro reinserimento sociale, gli sgravi fiscali previsti dalla legge n. 193 del 2000 rappresentano un'importante boccata di ossigeno;


 

secondo il comunicato pubblicato da "Ristretti Orizzonti", le cooperative si vedranno presto costrette a licenziare un'importante quota di lavoratori detenuti dato che, con il credito indicato nell'e-mail del 5 settembre dal Provveditorato del Triveneto, le "imprese sociali" potranno operare al massimo fino a ottobre;


 

il comunicato afferma inoltre che a gennaio 2011 le direzioni degli istituti penitenziari avevano assicurato alle cooperative sociali che non ci sarebbero state contrazioni del credito;


 

l'e-mail del Provveditorato dell'amministrazione penitenziaria per il Triveneto, quindi, oltre ad avere un'azione retroattiva - visto che il periodo cui fa riferimento riguarda anche il mese di agosto - smentirebbe le affermazioni delle direzioni degli istituti penitenziari;


 

le carceri italiane e venete stanno vivendo periodi bui e drammatici: le condizioni di vita sono estreme per il sovraffollamento e per le condizioni igienico-sanitarie e i suicidi sono all'ordine del giorno;


 

per i detenuti gli unici agganci con il mondo esterno sono rappresentati proprio dalle cooperative sociali che insegnano loro un'occupazione e li inseriscono gradualmente nella realtà lavorativa, accompagnandoli anche nei mesi successivi alla cessazione dello stato di detenzione;


 

tagliare risorse a questo settore proprio in un periodo così difficile per gli istituti penitenziari denota a giudizio degli interroganti totale cecità, mancanza di sensibilità e di lungimiranza,


 

si chiede di sapere:


 

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti segnalati;


 

se intenda verificare la reale situazione relativa agli sgravi fiscali rivolti alle imprese e alle cooperative sociali che offrono lavoro e formazione ai detenuti;


 

se intenda adoperarsi al fine di ristabilire sgravi fiscali tali da permettere alle imprese e alle cooperative sociali di portare a compimento i progetti di formazione e di inserimento lavorativo senza essere costrette a licenziare lavoratori detenuti.


 

(4-05923)


 

ATTO SENATO


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05909


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 607 del 21/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BARBOLINI GIULIANO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 21/09/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 21/09/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-05909


 

presentata da


 

GIULIANO BARBOLINI
mercoledì 21 settembre 2011, seduta n.607


 

BARBOLINI - Al Ministro della giustizia - Premesso che nell'informativa sul sistema carcerario e sui problemi della giustizia che il Ministro in indirizzo ha fornito al Senato nella seduta del 21 settembre, il sen. Nitto Palma ha comunicato che i 206 istituti penitenziari esistenti nel nostro Paese consentono una presenza regolamentare di 45.732 detenuti ed una tollerabile di 69.194 detenuti. Allo stato sono presenti negli istituti penitenziari 67.377 detenuti, ossia circa 2.000 in meno della soglia finale di tollerabilità. Quasi il 70 per cento della popolazione detenuta è straniera ed è formata da marocchini per il 20 per cento, da rumeni per il 15 per cento, da tunisini per il 13 per cento, da albanesi per l'11 per cento, da nigeriani per il 5 per cento e da algerini per il 3 per cento. Numeri cui ha contribuito anche l'improprio ricorso alla carcerazione determinato dalle misure adottate negli ultimi anni in materia di immigrazione, e soprattutto numeri che denunciano con forza che vi è un problema di sovraffollamento nelle carceri e che il tema va affrontato con urgenza sul piano costituzionale e civile. A sostenerlo è stato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano intervenendo al recente convegno organizzato dal Partito Radicale per indagare, esplorare e approfondire le problematiche inerenti al sistema penitenziario;


 

visto che l'ordine e il presidio del rispetto delle regole deve essere garantito dagli operatori carcerari, direttori di carceri, educatori, Polizia penitenziaria; al riguardo, non può non rilevarsi come, nonostante la recente integrazione di 820 unità, la scopertura di organico a livello nazionale ammonti a 5.877 unità e come tale scopertura generi preoccupazione, anche nel caso in cui dovesse andare in porto l'assunzione di altre 1.611 unità per il 2012;


 

considerato che:


 

il 16 settembre 2011, gli uffici del Dipartimento della Polizia penitenziaria del Ministero hanno informato la direzione della casa circondariale "S. Anna" di Modena dell'imminente apertura di un nuovo padiglione, progettato per ospitare 150 detenuti, e la contestuale assegnazione di soli nuovi 9 agenti;


 

la notizia ha creato sconcerto e preoccupazione nei rappresentanti dei sindacati di Polizia penitenziaria poiché si verrebbero ulteriormente ad aggravare le già precarie misure di sicurezza nella casa circondariale modenese;


 

già oggi, a fronte di una popolazione carceraria di 411 detenuti, quindi con un sovraffollamento di 200 persone, sono chiamati a vigilare 165 agenti (solo rispetto alla capienza standard di 200 detenuti ne occorrerebbero altri 56); con l'apertura del nuovo padiglione il fabbisogno sarebbe di 120 agenti;


 

sottolineato che nella drammatica situazione carceraria che affligge il nostro Paese, e che registra un sovraffollamento di detenuti in tutti gli istituti di reclusione, il carcere di S. Anna di Modena occupa un posto di primo piano: la situazione peggiora di giorno in giorno aggravandosi le condizioni igienico-sanitarie, considerato che non vengono assegnate risorse economiche per l'acquisto del materiale per le pulizie e che fino a oggi si è potuto provvedere parzialmente a questa carenza grazie al contributo del volontariato. Inoltre, la carenza di assegnazione di fondi sta incrementando l'esasperazione della popolazione detenuta costretta a passare buona parte della giornata in ozio, ma anche di coloro che sono addetti alla salvaguardia della sicurezza, vista la riduzione della possibilità di effettuare lo straordinario. Si continua anche a registrare grave carenza di personale addetto ai servizi educativi per il recupero dei detenuti, e di personale amministrativo;


 

rilevato che:


 

il Ministro ha annunciato la necessità di definire un progetto globale di giustizia, che porti la dovuta attenzione al sistema delle garanzie dei cittadini e che immagini il carcere come luogo di recupero attraverso un progetto e un sistema che considerino l'edilizia carceraria solo come uno strumento logistico da modulare secondo l'obiettivo perseguito e non come la soluzione del problema, che abbiano bene chiari i valori della Costituzione e che abbiano la dovuta considerazione per i detenuti, non dimenticando mai che essi, indipendentemente dai loro reati, sono uomini e devono essere trattati come tali. Così come le condizioni degli operatori e della Polizia penitenziaria devono essere adeguate al gravoso e delicato compito cui sono chiamati;


 

alla luce delle dichiarazioni rilasciate dal Ministro in indirizzo in Senato, occorre inviare un segnale potenziando gli organici degli operatori, anche con riferimento al personale di supporto (educatori, assistenti sociali); adottando misure alternative come seri strumenti di riavvicinamento alla società con meccanismi di inserimento agevolati; facendo in modo che le strutture penitenziarie divengano produttive di beni e servizi destinati all'interno ed all'esterno in modo da impegnare i detenuti ed avviarli ad attività lavorative; prevedendo la depenalizzazione di reati minori; riconsiderando le norme per la custodia cautelare a cui si ricorre talvolta in misura eccessiva, anche con riferimento a soggetti incensurati;


 

a due atti di sindacato ispettivo presentati dall'interrogante sulle condizioni dei detenuti, il personale carcerario e sul piano carceri (n. 4-01762 del 14 luglio 2009 e n. 4-03527 del 27 luglio 2010) non è stata ad ora data alcuna risposta,


 

si chiede di sapere:


 

quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere per garantire civili condizioni di vita ai detenuti ed agli operatori del carcere di S.Anna di Modena e, più complessivamente, nell'insieme delle strutture carcerarie presenti nel territorio modenese;


 

quali iniziative intenda adottare, e in che tempi, per garantire l'aumento degli agenti penitenziari in organico presso il predetto istituto, in modo da rendere lo stesso adeguato al numero delle persone ivi ristrette in vista anche dell'apertura del nuovo padiglione per il quale è previsto l'accoglimento di 150 detenuti e solo 9 agenti di custodia;


 

se non ritenga opportuna una più razionale distribuzione delle persone detenute presso il carcere di S. Anna di Modena, con contestuale riduzione delle assegnazioni programmate, data l'assoluta inadeguatezza del personale di custodia e in attesa che venga incrementato l'organico, così come più volte annunciato da rappresentanti del Governo;


 

quali misure intenda adottare per garantire ai detenuti del predetto carcere la possibilità concreta di svolgere durante la detenzione altre attività di lavoro, di studio e fisiche, e per evitare nel frattempo che subiscano trattamenti disumani e degradanti;


 

se il Governo non intenda assumere iniziative volte a destinare maggiori fondi e risorse al potenziamento delle misure alternative al carcere, anche attraverso la creazione di percorsi protetti di reinserimento sociale e lavori socialmente utili per tutti i condannati a pene inferiori ai tre anni di reclusione.


 

(4-05909)


 

ATTO SENATO


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05883


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 605 del 20/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: PERDUCA MARCO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 20/09/2011


 














Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

20/09/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 20/09/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-05883


 

presentata da


 

MARCO PERDUCA
martedì 20 settembre 2011, seduta n.605


 

PERDUCA, PORETTI - Al Ministro della giustizia - Premesso che, secondo alcune informazioni ricevute dagli interroganti, nella casa circondariale di Bellizzi Irpino (Avellino) verrebbe distribuito un solo pasto al giorno, si chiede di sapere se ciò corrisponda a verità e quali sarebbero le cause di tale situazione.


 

(4-05883)


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13242


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 521 del 20/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: CASSINELLI ROBERTO
Gruppo: POPOLO DELLA LIBERTA'
Data firma: 20/09/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 20/09/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13242


 

presentata da


 

ROBERTO CASSINELLI
martedì 20 settembre 2011, seduta n.521


 


CASSINELLI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

la condizione delle carceri della Liguria, ed in particolare di quella di Marassi, è sempre più preoccupante: al 31 agosto 2011 i detenuti nei sette istituti penitenziari della Liguria sono 1814, a fronte di una capienza regolamentare di 1139 posti letto, e gli agenti di polizia penitenziaria sono circa 800 (nel carcere di Marassi a Genova 312 unità a fronte di un organico minimo di 472 unità per garantire la sicurezza e il funzionamento dell'impianto), numero che evidenzia la grave carenza di organico;

l'ultimo censimento della popolazione carceraria italiana, completato ufficialmente il 30 agosto 2011 riporta numeri decisamente preoccupanti: i detenuti, nel nostro Paese, sono 66.867, mentre i posti che gli istituti correzionali hanno a disposizione sono 45.647. In sostanza le carceri italiane ospitano attualmente il 46,6 per cento in più della normale capienza;

dei 1813 detenuti il 60 per cento sono stranieri e il 40 per cento sono tossicodipendenti e le celle da tre posti letto sono occupate in alcuni casi da otto persone;

notizie di stampa confermate da fonti della polizia penitenziaria riferiscono che in estate il sovraffollamento e il caldo hanno fatto aumentare in modo esponenziale le risse tra detenuti e i pochi agenti intervenuti per separarli sono rimasti in molti casi gravemente feriti;

nonostante questo quadro d'insieme, la situazione non è fino ad ora degenerata solo grazie alla grande professionalità dimostrata dagli agenti di polizia penitenziaria che riescono a gestire situazioni spesso pericolose per l'incolumità loro ed anche dei detenuti -:

quali iniziative il Governo intenda assumere per far sì che la situazione delle carceri della Liguria, che da tempo si manifesta come palesemente critica, venga ripristinata ai livelli di tollerabilità, affinché le strutture carcerarie italiane siano dotate di adeguate risorse umane e affinché siano realizzate, anche con il contributo di privati, nuove carceri in grado di contenere in sicurezza tutti i detenuti.
(4-13242)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13220


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 520 del 19/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: DE MICHELI PAOLA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 16/09/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 16/09/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13220


 

presentata da


 

PAOLA DE MICHELI
lunedì 19 settembre 2011, seduta n.520


 


DE MICHELI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

a seguito di tagli e ridimensionamenti, presso la casa circondariale di Piacenza operano soltanto due educatori penitenziari a fronte di 361 detenuti attualmente presenti (dati aggiornati al 30 giugno 2011);

secondo quanto previsto dall'articolo 82 della legge 26 luglio 1975 n. 354, recante «Norme sull'ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privativi e limitative della libertà», gli educatori «partecipano all'attività di gruppo per l'osservazione scientifica della personalità dei detenuti e degli internati e attendono al trattamento rieducativo individuale o di gruppo, coordinando la loro azione con quella di tutto il personale addetto alle attività concernenti la rieducazione. Essi svolgono, quando sia consentito, attività educative anche nei confronti degli imputati. Collaborano, inoltre, nella tenuta della biblioteca e nella distribuzione dei libri, delle riviste e dei giornali»;

il trattamento rieducativo dei detenuti è riconosciuto come uno dei princìpi cardine del sistema penitenziario, come evince dall'articolo 1 della citata legge n. 354 del 1975 ove si stabilisce, in applicazione del comma 3 dell'articolo 27 della Costituzione, che «nei confronti dei condannati e degli internati deve essere attuato un trattamento rieducativo che tenda, anche attraverso i contatti con l'ambiente esterno, al reinserimento sociale degli stessi»;

secondo quanto stabilito dall'articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230 («Regolamento recante norme sull'ordinamento penitenziario e sulle misure privative e limitative della libertà»), tale trattamento consiste nell'offerta di interventi miranti a sostenere i loro interessi umani, culturali e professionali ed è diretto, inoltre, a promuovere un processo di modificazione delle condizioni e degli atteggiamenti personali, nonché delle relazioni familiari esociali che sono di ostacolo a una costruttiva partecipazione sociale;

l'esiguità del personale destinato alla rieducazione dei detenuti, che sono tra l'altro in sovrannumero rispetto alla capacità della struttura, impedisce spesso il completo ed efficace svolgimento di tutti gli interventi e le attività funzionali al percorso di reinserimento sociale, nonché l'ottenimento di benefici come permessi premio e affidamento ai servizi sociali, i quali richiedono il parere degli educatori sull'avanzamento del percorso rieducativo;

nel marzo 2011 il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del comune di Piacenza ha inviato una lettera al provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria dell'Emilia Romagna per segnalare all'autorità competente la situazione della casa circondariale di Piacenza;

con la circolare GDAP-0024103-2011, il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia ha sottolineato la necessità di attuare un modello di trattamento realmente teso alla realizzazione compiuta del dettato costituzionale;

nonostante le recenti assegnazioni, effettuate in seguito all'espletamento dell'ultimo concorso e che porterebbero a sei unità il numero degli educatori operanti presso la casa circondariale di Piacenza, risulta all'interrogante che la consistenza effettiva sia a tutt'oggi ferma a due educatori -:

se il Ministro interrogato sia a conoscenza della grave situazione esposta in premessa, che lede fortemente i diritti delle persone detenute;

quali urgenti iniziative e in quali tempi il Ministro interrogato intenda intraprendere per porre fine a tale situazione e, in particolare, se intenda verificare l'esistenza di responsabilità omissive da parte del provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria dell'Emilia Romagna in merito all'assegnazione di ulteriori educatori alla casa circondariale di Piacenza. (4-13220)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/05342


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 520 del 19/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: SAMPERI MARILENA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 19/09/2011


 














Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

19/09/2011


 

Commissione assegnataria


 


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 19/09/2011


 

Stato iter:


 

CONCLUSO il 22/09/2011


 



























Partecipanti allo svolgimento/discussione

RISPOSTA GOVERNO

22/09/2011



SOTTOSEGRETARIO DI STATO GIUSTIZIA

 

REPLICA

22/09/2011



PARTITO DEMOCRATICO


 

Fasi iter:


 

MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 19/09/2011
DISCUSSIONE IL 22/09/2011
SVOLTO IL 22/09/2011
CONCLUSO IL 22/09/2011


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-05342


 

presentata da


 

MARILENA SAMPERI
lunedì 19 settembre 2011, seduta n.520


 


SAMPERI e FERRANTI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

il progetto della casa circondariale di Gela risale al lontano 1959 e la sua definitiva approvazione al 1978;

i lavori, iniziati nel 1982, fra interruzioni e rallentamenti, sono durati 25 anni;

nel novembre 2007, due mesi dopo la chiusura del cantiere, il Ministro della Giustizia Clemente Mastella ricevette dall'amministrazione comunale, nel corso di una cerimonia ufficiale, le chiavi del nuovo istituto;

il 14 ottobre 2008, durante un'audizione del Ministro della giustizia Alfano sulla situazione degli istituti penitenziari, il Guardasigilli disse «a completamento del quadro degli interventi edilizi, si evidenzia che entro la fine dell'anno corrente è prevista l'attivazione della ex casa mandamentale di Gela, che è stata consegnata dal comune alla competente agenzia del demanio il 25 dello scorso mese» e che «si richiedono interventi di adeguamento e completamento degli impianti e dei sistemi di sicurezza, per un importo di 1,5 milioni di euro, ai quali si sta facendo fronte con i finanziamenti previsti per il corrente esercizio finanziario, in modo tale da attivare la struttura nei tempi che abbiamo previsto»;

sono trascorsi altri tre anni e, ad oggi, l'immobile, dotato di tutti gli arredi, è ancora inutilizzato, nonostante in Italia il problema del sovraffollamento carcerario sia diventato drammatico;

la casa circondariale di Gela, dotata di sofisticati impianti informatici, è costituito da n. 50 celle che possono ospitare n. 100 detenuti;

anche gli ultimi ostacoli all'apertura della struttura sono stati superati in quanto il comune di Gela ha provveduto all'approvvigionamento idrico e alla manutenzione della strada d'accesso;

il 12 settembre 2011 è stata organizzata una conferenza stampa davanti alla casa circondariale di Gela, a cui erano presenti parlamentari di centro destra e di centrosinistra per denunciare i gravi e ormai ingiustificati ritardi -:

quali siano le ragioni della mancata apertura della casa circondariale di Gela;

quali siano i tempi previsti per la sua apertura;

quali iniziative intenda adottare il Ministro per accertare, ed eventualmente, perseguire, le responsabilità per quanto accaduto. (5-05342)