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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 17/10/2011  -  stampato il 11/12/2016


Sono le applicazioni informatiche che non funzionano oppure sono i Dirigenti che non sanno usarle?

La competitività del Paese è strettamente legata alla qualità dell’Amministrazione, da cui dipende la qualità dell’attuazione delle politiche pubbliche e la qualità dei servizi resi ai cittadini e alle imprese.

Da dove passa il miglioramento qualitativo dei servizi della Pubblica Amministrazione? Dagli anni ‘90 si sostiene che la qualità del settore pubblico dipende da 6 fattori: efficienza, efficacia, imparzialità, trasparenza, semplificazione e partecipazione. Tutti concetti che negli ultimi vent’anni hanno trovato un punto d’incontro nell’informatica.

Ecco qual è il contributo del DAP.
 
Dopo le 14.00 al DAP scende la notte, si spengono le luci e rimangono sono quei dipendenti che rubano lo straordinario e non sono qualificati. Ma non importa. A vegliare sulle oltre 200 carceri in Italia, c’è il Sistema Informativo Automatizzato!
 
Leggo un po’ ovunque quando cerco informazioni sul S.I.A. che: “L’attuale sistema informativo automatizzato dell’Amministrazione Penitenziaria, progettato nel 1981 e realizzato negli anni 1985/1986, è orientato a soddisfare esigenze di tipo operativo e di supporto informativo dell’Amministrazione penitenziaria e di Enti esterni collegati. Quando è stato realizzato, due erano gli obiettivi principali che l’Amministrazione, si proponeva di raggiungere:

a livello periferico - gestire, con l’ausilio di strumenti informatici, alcune procedure amministrative, che svolte totalmente in forma manuale, erano assai onerose sul piano gestionale;

a livello centrale - acquisire in modo automatico dagli Istituti le informazioni, concernenti i detenuti e gli altri aspetti gestionali più rilevanti, al fine di poter costituire una banca dati organizzata per rispondere in modo efficiente alle necessità di coordinamento operativo della Direzione centrale ed alle richieste di informazioni provenienti dall’Autorità Giudiziaria.”

IL GRANDE SALTO
Poi il primo grande salto. Nel 1990 il DAP procede ad un rinnovamento tecnologico della sua architettura informatica e gli elaboratori dipartimentali vengono sostituiti con macchine più moderne ed efficienti. Grazie alla nuova architettura tecnologica, vengono messi in progetto nuove procedure e nuove applicazioni per razionalizzare i dati presenti e per sviluppare nuove metodologie di lavoro. Tutto ciò avrebbe dovuto permettere di automatizzare tutte le attività di competenza degli istituti e servizi, penitenziari per semplificare, razionalizzare e rendere più efficienti i processi operativi periferici; assicurare un efficace supporto alle decisioni per le funzioni centrali di Direzione, coordinamento e controllo; fornire informazioni complete e tempestive all’Autorità Giudiziaria ed alle Forze di Polizia in una logica di interoperabilità e di cooperazione applicativa.
 
INTRANET
Poi arriva il 2000 e anche a Largo Daga si parla di INTRANET, la rete interna (da non confondere con INTERNET). La intranet, in tutte le organizzazioni medio grandi in cui è presente, ricopre ormai il ruolo maggiore di diffusione delle informazioni interne e aggiornamento per il personale. Quella del DAP dovrebbe servire alle stesse cose, solamente che le Direzioni Generali si sono auto-precluse l’accesso a questo potente canale di trasmissione, disinteressandosi completamente della sua esistenza ed evitando quindi di pubblicare la benché minima forma di informazione. La intranet, in quanto strumento informatico, è roba da informatici e la gestione ed utilizzo è di loro esclusiva competenza (o almeno così la pensano al DAP). Dopo qualche anno anche i Dirigenti si sono affezionati ai siti web (come li chiamano loro) ed ognuno s’è fatto il proprio nella Intranet. Peccato che non ci sia stato un benché minimo coordinamento né dal punto di vista informatico, né dal punto di vista della comunicazione e organizzazione del lavoro ed ognuno, quindi, ha fatto un po’ come gli pareva… Il risultato è un’accozzaglia di cose inutili.
 
IL PORTALE WEB
Poi fu il tempo del portale web. Sarebbe dovuto essere l’evoluzione della Intranet, addirittura protesa verso Internet. Dal portale avremmo potuto accedere (dall’ufficio e da casa) ai Concorsi, Organigramma, siti istituzionali dell’Amministrazione penitenziaria, notizie, documentazione… Anni di prove e sperimentazioni (pagate a società esterne), che hanno prodotto un nulla di fatto.
 
DATA WAREHOUSE
Gli anni passavano ed ecco il Data Warehouse. Non cercherò nemmeno di spiegare cos’è, perché è talmente complicato e talmente sono le cose che fa un Data Warehouse (e poi non l’ho nemmeno ancora capito) che vi lascio solo immaginare se venisse davvero messo in funzione ed utilizzato (perché pare che da qualche parte ce l’abbiamo davvero un Data Warehouse).
 
LA SALA SITUAZIONI
Ma il Verbo e la giusta direzione in cui dirigerci, un giorno, è venuta ad indicarcela un Maresciallo dei Carabinieri, al seguito e per collaborare dell’allora Capo del DAP Giovanni Tinebra. Memore dell’esperienza accumulata nell’Arma, negli anni scorsi ci ha detto che dovevamo dotarci di una Sala Situazioni! La Sala Situazioni è talmente importante e permette di ottenere talmente tante cose che venne realizzata ed incastonata non al piano terra del DAP nei locali dell’Ufficio per lo sviluppo e la gestione del sistema informativo automatizzato, ma direttamente al terzo piano sul corridoio dell’Ufficio per l’Attività Ispettiva e del Controllo, ad appena qualche mattonella dall’Ufficio del Capo del Dipartimento che con un apposito corridoio “segreto” può accedervi quando vuole ed attingere a piene mani alle preziose informazioni ivi raccolte ed aggiornate.

Per rendervi conto di cosa stiamo parlando leggetevi la Circolare che il 29 settembre 2003 ribadiva come la Sala Situazioni “Consentirà di fare un salto di qualità all’Amministrazione tutta”!

QUELLO CHE REALMENTE ACCADE...
Ma tutto questo ben di Dio di informatica esiste e funziona solo dalle ore 8.00 alle ore 14.00 dopodiché, evidentemente, qualche burlone stacca la spina e il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria è costretto a raccomandarsi ai suoi Direttori Generali di fare il possibile affinché negli Uffici di pomeriggio rimanga sempre qualcuno capace di riaccendere qualche computer qua e là e fornire uno straccio di informazione o dato aggiornato, riportando uno spiraglio di luce nelle tenebre.
 
Oppure… 

Oppure qualche demagogo malpensante deve supporre che qualcosa in questi anni non è stato svolto nel modo giusto soprattutto nel settore dell’informatica, nel settore dell’organizzazione del lavoro, nel settore della comunicazione?

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