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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/10/2011  -  stampato il 11/12/2016


Benessere del Personale: un bluff che va avanti dal 2008

Il seguente articolo è apparso per la prima volta nel numero di luglio/agosto 2009 della rivista “Polizia Penitenziaria S.G.&S.”. Da allora non è cambiato nulla, anzi, sono “solo” aumentati i fatti drammatici.

Lo riproponiamo senza cambiare una virgola. In due anni il DAP non è stato in grado di muovere un passo nella direzione del benessere del personale. Solo inutili iniziative di facciata e generiche frasi demagogiche (queste sì, altro che le nostre…).
 
Aprile 2008, Capo del DAP: “Da un primo sommario esame dei dati così esposti sembrerebbe dunque potersi concludere che i suicidi di personale della Polizia Penitenziaria sono espressione di una situazione di disagio, che però, pur presentando connotazioni certamente particolari in varia misura dipendenti dalla specificità dei compiti d’istituto assegnati a questo Corpo, è comune alle altre Forze di Polizia; un disagio peraltro di origine prevalentemente personale, sociale, più che connesso a problematiche organizzative o comunque in stretto rapporto con il servizio.
 
Con queste parole il Capo della Polizia Penitenziaria arrivava alla conclusione (come si possa “concludere” “da un primo sommario esame dei dati” non è facile da capire) che sì, effettivamente c’erano stati 13 casi di suicidio tra gli appartenenti al Corpo negli ultimi mesi, ma era un male comune (mezzo gaudio?) alle altre Forze di Polizia e siccome solo uno su tredici aveva compiuto il gesto estremo all’interno di un Istituto, allora le cause dovevano essere ricercate nella sfera personale.
 
A queste “conclusioni” si era frettolosamente arrivati dopo che tredici famiglie, in poche settimane, erano state colpite da un evento tragico determinato dal suicidio di un loro caro e nostro collega.
 
Il Sappe invece, da subito, aveva lanciato l’allarme che le estreme condizioni di lavoro dei nostri colleghi costituivano una larga parte delle motivazioni di quei gesti e che dovevano essere immediatamente attivate delle contromisure di ascolto e sostegno psicologico per tutto il personale che ne avesse fatta richiesta.
 
Per i primi tragici eventi siamo stati inascoltati, poi il DAP e altri Sindacati hanno timidamente iniziato a considerare l’eventualità che forse le condizioni di lavoro potevano influire sulle cause.
 
In fretta e furia allora il DAP si è profuso in pagine e pagine di Circolari e comunicati sull’importanza della comunicazione e partecipazione tra i Ruoli del Corpo, sulla valorizzazione della comunicazione esterna per abbattere la “scarsa valorizzazione sociale” del proprio lavoro, favorire la partecipazione, l’ascolto e il dialogo.
 
Tutte parole facilmente copiabili da svariati manuali universitari e puntualmente proposte ogni anno dal Piano per la Formazione e altre lodevoli P.E.A. (Piano Esecutivo d’Azione).
 
In fretta e furia si erano trovate anche le soluzioni:

1)  Gruppo di lavoro presso il DAP per un’approfondita analisi del problema (e ti pareva... ovviamente missing in action); leggi anche Per fortuna che il Guppo di Lavoro c'è!

2)  Call Center di ascolto presso il DAP da istituirsi a breve (mai istituito);

3)  Forum sulla rete Intranet per comunicazioni tra centro e periferia (mai realizzato);

4)  Piano della Comunicazione (se ne era iniziato a parlare nel 2004 ed ancora manca);

5)  Archiviazione e gestione informatica delle informazioni di maggiore importanza (le Circolari erano già in linea e non si è aggiunto nulla);

6)  Portale della Formazione G.O.L.F. (era già stato pagato fior di quattrini anni prima e non è ancora mai stato utilizzato);

7)  Istituzione del “Gestore della Comunicazione” per la diffusione delle comunicazioni al Personale (forse istituito, ma di sicuro non operante);

8)  Diffusione delle risposte ai quesiti sollevati dalla periferia (mai divulgati);

9)  Condivisione delle “Best Practices” relative al trattamento dei detenuti, vivibilità negli Istituti (mai condivise, ammesso che ce ne siano).

Giugno 2009: il Capo del DAP intanto è cambiato, i suicidi sono diminuiti, un altro bluff è stato portato a termine.
 
Ottobre 2011: i fatti drammatici si sommano, il Capo del DAP prima o poi cambierà di nuovo: il bluff ormai non regge più…