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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 29/10/2011  -  stampato il 04/12/2016


La saggezza profetica degli Agenti di Custodia (terza parte)

Durante i primi anni del Novecento, moltissimi agenti di Custodia vennero classificati come: agenti Mormoratori. Ma chi erano questi Agenti? Bastava lamentarsi in servizio con i propri colleghi, o protestare anche debolmente con i propri superiori per questioni di servizio, o con il Direttore per le durissime condizioni di lavoro, per essere classificati a fine anno come MORMORATORI.

Fare l’agente di custodia in quegli anni non doveva essere una passeggiata; possiamo certamente affermare che quegli agenti, definiti dai direttori: mormoratori, sobillatori, maldicenti erano coloro che portavano dentro di se i primi semi del sindacalismo che sarebbero però fioriti quasi un secolo dopo.

Questi non potevano certo lamentarsi pubblicamente, senza rischiare pesantissime ritorsioni e persecuzioni disciplinari, e per questo facevano largo uso di lettere anonime al fine di denunciare “presunti misfatti”, con la segreta speranza di far emergere il marcio e di ottenere in qualche modo giustizia, rispetto a determinate situazioni per le quali non avrebbero mai potuto protestare ufficialmente.

I più arditi, si imbarcavano su un treno alla volta di Roma per andare a protestare di persona presso gli Uffici del Ministero.

Ecco allora il perché di tanti giudizi negativi riscontrati sui registri matricola degli agenti, ad opera degli onnipotenti direttori dell’epoca.

Se infatti è possibile che, data la bassa estrazione sociale, la scarsa cultura scolastica, le misere condizioni di vita, molti agenti fossero “cattivi”, dediti al vino, o alla “crapula”, pluri rapportati disciplinarmente, è pur vero che molti furono giudicati aspramente per aver cercato di ribellarsi a condizioni di lavoro intollerabili, e ad una disciplina soffocante.

I nostri colleghi agenti di custodia, che oggi cerchiamo con ogni mezzo di rimuovere dal nostro passato, era gente coraggiosa, che rischiava il posto di lavoro se osava ribellarsi; nonostante tutto, già un secolo fa, alcuni coraggiosi attuarono forme di protesta eclatanti per reclamare condizioni di vita più dignitose:

Sassu Giovannino - non si può dire un cattivo agente; anzi deve qualificarsi discreto. E’ intelligente e onesto (…) fu punito per aver reclamato al Signor Prefetto senza alcun fondamento; è propenso a discutere gli ordini che riceve, è pertinace nel sostenere di avere ragione quando ha torto; è bene fargli provare altra residenza (…) dedito alla censura dei superiori e alle denunzie anonime a carico degli stessi (…) organizzatore di complotti; dedito alla denunzia anonima, costituisce una seria preoccupazione per l’ordine e la disciplina del Corpo. E’ qui, infatti (Nisida n.dr.), che con le sue insinuazioni e con le sue istigazioni verso i compagni, riuscì, coadiuvato da altri pochi, a far rifiutare la mensa a circa 40 guardie accampando pretesti sulla bontà e sul caro prezzo della stessa. Con questi eccellenti requisiti occorre sia ben guardato e proposto, alla prima occasione, per l’espulsione dal Corpo cui non arreca che danno sotto tutti i rapporti. E’ bene che sia sorvegliato per impedire che insinui nei compagni, sentimenti di discordia.

Volpe Giovanni - nato a Conversano (BA) il 03/09/1884: sospetto di corrispondenza al giornale settimanale di Livorno “La verità”, contro i suoi superiori. E’ stato accusato come tale da un compagno ma l’accusa non si è potuta provare, tuttavia per confidenze avute per altra via, si è saputo che il Volpe ha in pubblici spacci censurato l’operato dei suoi superiori e si è anche vantato di avere alte clientele, mediante le quali avrebbe fatto trasferire il Comandante delle guardie (…) è intelligente ma presuntuoso, si è provocato ilo di lui trasferimento perché sospetto di appartenere ad un partito di guardie che congiurano contro i superiori servendosi di anonimi.

Cerruto Vincenzo - nato a Modica il 19/11/1874: 42 rapporti disciplinari, tra i quali “insinuare il malcontento fra i compagni, mormorare in servizio; per avere inoltrato direttamente un telegramma al Ministero; tenta di sobillare i compagni ed imporsi con minacce a ricorsi ai superiori. Bisogna che sia fermato per non prendere il sopravvento sui colleghi.

Giurgola Adolfo - nato a Lecce 11/03/1886: nei primi tempi dimostra di essere un buon agente ma in seguito, forse per insinuazione di cattivo compagno, si è reso mormoratore.

Ferreri Sebastiano - nato a Caltagirone il 30/05/1880: Diffidare sempre: ha il miele in bocca e il veleno nel cuore. Agente infido e mormoratore.

Pisa Gaetano - nato a Niscemi il 16/11/1889: fu allontanato da questa casa (Mamone n.d.r.) per la sua scandalosa condotta e in particolare in riguardo al Direttore dell’Istituto all’indirizzo del quale osò pronunciare frasi minacciose e criminali.

Paglieri Leonardo Carlo - nato a Caramagna Ligure il 17/04/1883: rosicatore, maldicente, facile alla censura e a spargere il malcontento fra i compagni.

Infante Alfonso - nato ad Aversa (CE) il 26/11/1884: malcontento sempre; fu uno dei promotori dell’agitazione nel Corpo degli AA.CC. ed era meno soddisfatto dai miglioramenti che il disegno di legge presentato al Senato concede alle guardie; davasi da fare per promuovere una novella agitazione (1908).

Curulli Vincenzo - nato a Gerace Superiore il 10/2/1888: ipocrita, sleale e censuratore, suscitatore di malcontento.