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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 10/11/2011  -  stampato il 09/12/2016


Polizia Penitenziaria e Servizio di Polizia Stradale: utopia per i poliziotti e incubo per taluni direttori e per taluni provveditori

Spesso mi sono chiesto perché molti di coloro che non appartengono alla Polizia Penitenziaria, abbiano una avversione insensata verso quei poliziotti (pochi purtroppo) che si impegnano per far crescere e guadagnare pari dignità al nostro Corpo. Tante sono le risposte che mi sono balzate alla mente, ma ho avuto sempre l'impressione che vi fosse altro, forse una sorta di frustrazione professionale "direttoriale".

Mi soffermerò sul Servizio di Polizia Stradale, attribuito al Corpo, ex lege, nel lontano 2003 (ma non ancora pienamente operativo), per non scrivere un articolo troppo elaborato da far preoccupare qualche distratto direttore/provveditore che involontariamente vi si dovesse imbattere.
Già il semplice fatto che ci siano voluti anni (il Nuovo Codice della Strada è nato nel 1992), per "sollecitare" il Legislatore ad inserire la Polizia Penitenziaria tra i Corpi cui spetti l'espletamento dei servizi di polizia stradale, la dice lunga sui veri "suggeritori": certamente tra di essi non c'erano né direttori né dirigenti dell'Amministrazione Penitenziaria.

Sono stati i poliziotti, certamente con il SAPPE in testa, a bussare presso ogni ufficio politico, affinché si desse dignità alla quarta Forza di Polizia dello Stato.

Quando il Parlamento sfornò la Legge Delega, per molti direttori ed altrettanti dirigenti fu il panico assoluto: qualcuno si preoccupò subito della contabilità (come farà il ragioniere a farsi carico di queste incombenze?!?); qualcun altro immaginò pattuglie della penitenziaria in giro per la città a sanzionare chicchessia (questi ora si preoccuperanno di contestare le infrazioni e non faranno tutto il resto!!); altri iniziarono le strategie per tentare di frenare la marea in arrivo (il direttore sono io e nessuna "carta" potrà uscire senza la mia firma e approvazione!).

E mentre i "civili" remavano contro, i poliziotti sollecitavano i provvedimenti attuativi. Era il 18.01.2008, quando l'allora Capo del DAP emanò il primo provvedimento, dalla cui lettura traspariva tutta l'ansia di chi aveva tentato invano di rinviare ancora quel passo. Ovviamente tra pali, paletti e divieti, la montagna aveva partorito un topolino. Seguirono altri provvedimenti, fino all'ultimo del maggio 2011, con cui si organizzano le funzioni attribuite al Corpo.

Ma a tutte queste chiacchiere, quasi decennali, scarsi e pochi sono stati i fatti che ne sono seguiti, tranne che per quelle pochissime realtà laddove il servizio è stato avviato.

Qualche "direttore nordista" e qualche provveditore "a trattamento avanzato", hanno gentilmente e pacatamente risposto a un poliziotto che chiedeva notizie su quel servizio: "ma quale c.o di polizia stradale! Senza a firma d'ò direttore nun se fa nient!! Vamme a fà a multa a machina mia in divieto di sosta e poi vediamo!!!!".

Viene da chiedersi, in un clima di siffatta "cordialità", che richiama l'atavico contrasto tra direttore d'istituto (privo di qualifiche di p.g., p.s. e polizia stradale) e Comandante Polizia Penitenziaria, non sarebbe stato il caso, in uno dei tanti provvedimenti emanati, di specificare che il Responsabile del Servizio di Polizia Stradale presso ogni sede, firma autonomamente tutti gli atti pertinenti a quello specifico servizio?.

Chissà quanti anni ci vorranno ancora prima che tutti gli attuali "dirigenti" si "estinguano".