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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 12/11/2011  -  stampato il 11/12/2016


Lettera di una volontaria: Polizia Penitenziaria, gli invisibili delle carceri

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera di un'assistente volontaria che lavora da cinque anni nelle carceri.

Sento spesso in tv, sui giornali, vari mass media che si parla delle condizioni disumane dei detenuti nelle carceri, ma molto poco delle condizioni in cui è costretta a operare la Polizia Penitenziaria.

Sono da 5 anni assistente volontaria nelle carceri; fino a 5 anni fa non conoscevo bene la Polizia Penitenziaria e le sue mansioni, ma oggi posso dire di conoscere bene questo Corpo. Ho incontrato gran brave persone; brave prima come uomini poi come poliziotti perché prima della divisa viene la persona.
 
Negli ultimi periodi ho potuto costatare che i poliziotti penitenziari si trovano davvero a lavorare in situazioni stressanti, di disagio. Da assistente volontaria avrei dovuto "difendere", parlare dei detenuti ma sia i detenuti che gli agenti di Polizia Penitenziaria sono delle persone e credo che in entrambe le parti i diritti vanno tutelati.
 
Vedo uomini che lavorano nelle carceri con professionalità, grande umanità; uomini che fanno questo lavoro con passione. Si capisce subito se una persona è spinta da passione e di questi ne ho incontrati tanti. Non dimenticherò mai questa scena: un agente di sezione stava mangiando un panino che alla fine ha diviso con un detenuto. Credo che gesto più umano di questo non possa esserci. L’agente diventa "detenuto", col detenuto e divide e vive con lui la carcerazione e i vari eventi che vi susseguono.
 
L'educatore,  l’assistente sociale, l’assistente volontaria, le varie figure che gravitano negli istituti sono importanti ma solo l’agente di Polizia Penitenziaria può affermare di conoscere il detenuto veramente. Per questo dovrebbe esservi una maggiore collaborazione tra educatori e Polizia Penitenziaria.
 
La vita di un carcere è la Polizia Penitenziaria. Se le condizioni di lavoro della Polizia Penitenziaria continuano a essere cosi misere le carceri sono costrette  a morire.

Lettera firmata.