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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 16/11/2011  -  stampato il 07/12/2016


La febbre del sabato sera e i Body Guard all'ingresso del carcere di Pistoia.

 

            Come se la crisi economica non stia facendo abbastanza danni ed i tagli alle spese non siano sufficientemente avvertiti dal contribuente e dalle amministrazioni pubbliche, ci si mette anche la “febbre del sabato sera” a creare scompiglio, anche nel carcere.
            Così, sabato scorso, probabilmente risentito perché rifiutato all’ingresso, l’aspirante nuovo giunto, il Tony Manero del primo ingresso, ha brandito un grosso palo di ferro e probabilmente deluso dal rifiuto ricevuto dal Personale del locale, ha iniziato a sfasciare tutto, lasciando basiti anche i più agguerriti sindacalisti che, nonostante tutto, non si erano mai spinti (neppure loro) fino a tanto contro una Direzione penitenziaria.
            Vano è risultato ogni disperato tentativo di ricondurre alla ragione lo scalmanato; neppure l’offerta di una consumazione gratuita (al distributore a gettoni). L’energumeno ha infatti iniziato a prendere a sprangate contro tutto ciò che trovava dinanzi a sè, compreso il citofono che, nonostante l’implorazione del collega dall’interno della portineria (“ti prego, il citofono no, non ce ne ricomprano un altro!”) non ha trovato alcun cenno di pietà. Così, come l’astuto Ulisse accecò, con un grande palo di legno il grande Polifemo, anche lo spietato balordo ha privato la Casa Circondariale di Pistoia dell’unico orecchio rimastogli, ora ridotto ad una poltiglia di ferro sprofondata nel muro.
            Alla fine di tutto, al personale non è rimasto altro che lasciare un avviso sotto il citofono, che, come un epitaffio, recita così: “citofono non funzionante, telefonare al numero …”
            Dal prossimo sabato la Direzione ha già approntato utili misure di prevenzione da ulteriori atti intemperanti: una coppia di prestanti buttafuori in abito scuro e cravatta, con tanto di radio trasmittente all’orecchio, insomma, due che fanno paura solo se li vedi da lontano presiederanno l’ingresso del locale Carcere. Unico problema, convincerli a venir via da via Arenula!