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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 09/08/2009  -  stampato il 05/12/2016


Giochi del Mediterraneo 26 giugno - 5 luglio

Dal 26 giugno al 5 luglio 2009, una folta rappresentativa della Polizia Penitenziaria si è misurata nelle competizioni della XVI° edizione dei Giochi del Mediterraneo, onorata da oltre 4000 atleti. Erano ben 19 i nostri per una partecipazione record rispetto alle precedenti rassegne dell’evento. In una delle più numerose presenze dei nostri alla manifestazione eravamo fermi a quota 11, ed era il 1997, sempre in Italia, a Bari. Da allora le Fiamme Azzurre sono cresciute in numeri e qualità, e le 17 medaglie totali conquistate a Pescara, seppure ci fosse stato bisogno di conferme, ne sono la prova più lampante. Emblema di pace in momenti storici caratterizzati da tensioni politiche e culturali, i Giochi nascono per l’iniziativa di un medico egiziano, Taher Pasha con l’intenzione di unire paesi vicini geograficamente ma anche capaci di essere assai distanti per altri versi. Diventò un’importante personalità nel campo dello sport del suo paese. Laureato anche in scienze politiche,aveva capito quanto gli sport fossero utili per ottenere pace , fratellanza e quell’unione da lui auspicata. La prima edizione dei Giochi del Mediterraneo non a caso si svolse dal 15 al 20 ottobre 1951 presso Alessandria d’Egitto. Da allora sono stati ospitati in 13 città. Tunisi è l’unica che si è concessa il bis. Il simbolo dei Giochi del Mediterraneo è formato da tre anelli che rappresentano Asia, Africa ed Europa. Questi i tre continenti coinvolti. Gli anelli sono sfumati dall’onda nella loro parte inferiore come se fossero immersi nel Mar Mediterraneo. Questo simbolo è anche sulla bandiera Mediterranea a base celeste con anelli bianchi. Durante la cerimonia di chiusura, la bandiera sarà trasferita nel paese scelto per ospitare i prossimi Giochi del Mediterraneo. Il Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria di Pescara ha contribuito a fornire mezzi per l’accompagnamento degli atleti presenti all’evento con unità di personale fattivamente impiegate in occasione degli eventi di gara. Possiamo dire di essere stati “due volte” a Pescara. Grandi soddisfazioni sono arrivate dalla lotta. Due le medaglie arrivate dalla specialità stile libero, categorie 55 kg, maschile e femminile con Federico Manea e Valentina Minguzzi. Federico Manea ha ottenuto un prezioso bronzo insieme al francese Hamza Fatah. L’oro è andato al turco Sezar Akgul, l’argento al siriano Firas Alalli Alrifai. Valentina Minguzzi ha conquistato la medaglia di bronzo insieme alla greca Panagiota Antonopoulou. La lottatrice italiana, sorella del campione olimpico Andrea, ha sconfitto nell’incontro valido per la terza piazza la francese Fatima Benfouzari, mentre ha perso nei quarti di finale con la tunisina Marwa Amri, poi argento finale. La medaglia d’oro è stata vinta dalla spagnola Karima Sanchez Ramis. Leggermente delusa Valentina Minguzzi nel dopo gara: «Sono soddisfatta del bronzo – ha precisato – ma ho perso contro un’atleta che avevo già battuto due volte su due». Altro sport da combattimento, altra pioggia di medaglie. Nel Judo, i nostri convocati Lorenzo Bagnoli (90kg), Francesco Faraldo (66kg), Elena Moretti (48kg), hanno portato a casa rispettivamente, un bronzo e due ori, con viva partecipazione del pubblico locale capace di acclamarli e sostenerli come effettivamente hanno meritato. Nel Tiro a Volo, Trap (fossa olimpica), argento per Giovanni Pellielo che perde agli shoot-off contro il tiratore di San Marino Francesco Amici. Lo sloveno Bostjan Macek sarà oro nella classifica definitiva. Per la Repubblica di San Marino è stata la seconda medaglia della sua storia, conquistata insieme a quella guadagnata, nella stessa edizione e quasi per ironia della sorte, sempre da una tiratrice del trap che ha sconfitto in finale l’italiana Deborah Gelisio. Nell’atletica un bronzo ci arriva da parte di Vincenza Calì, che conquista il gradino più basso del podio con il crono di 23”49 sui 200 m, dopo aver fatto siglare poche ore prima, in batteria, 23”75. La gara è andata alla cipriota Eleni Artymata, che è andata a siglare il suo primato personale coprendo la distanza in 23”16. Il peso femminile regala all’Italia due medaglie ma nessuna è d’oro, infatti Assunta Legnante e la nostra Chiara Rosa, vengono precedute dalla francese Cerival che vince con la modesta misura di 17,77m. Chiara fà registrare un 17,24 m che è di molto al di sotto delle sue misure e di un personale che ha raggiunto i 19,15 metri. Doppietta italiana nella mezza maratona femminile, vince l’oro la nostra Anna Incerti con il tempo di 1.12.25, nove secondi dopo c’è un’altra azzurra, Rosalba Console. Di buon livello la gara di alto maschile dove si è imposto il cipriota Ioannou con 2,30 m precedendo il greco Baniotis con 2,28 m. Quinto posto per il nostro Giulio Ciotti che si è fermato a 2,24 m . Zahra Bani nel giavellotto ha conquistato un prezioso argento con 60,65 metri. Nel giro di pista, la Fiamma Azzurra Daniela Reina ha conquistato l’argento dietro all’altra nazionale in gara, la coloured naturalizzata italiana Libania Grenot. Le staffette sono state appannaggio dei tricolori, italiano per quella maschile, e francese per quella femminile. La vittoria arride ad entrambe le formazioni rovesciando come in uno specchio il podio a favore prima della Francia, con 43.79 nella prova femminile composta da Myriam Soumare, Ayodele Ikuesan, Nelly Banco, Emilie Gaydu che battono la formazione italiana composta da Anita Pistone, Maria Aurora Salvano, Giulia Arcioni e Vincenza Calì 43.86. Mentre la staffetta maschile italiana, viceversa, domina con Maurizio Checcucci, Simone Collio, Emanuele Di Gregorio e Fabio Cerutti, strappando la Davittoria con il crono di 38”82 davanti ai cugini francesi con il team composto da Emmanuel Ngom Priso, Ydrissa M’- Barke, Pierre Alexis Pessonneaux e Christophe Bonnet ed un tempo di 39”49. Nel k1 1000 metri oro per Josefa Idem nel K1000 davanti alla nostra bravissima Stefania Cicali sicura erede, anagrafe alla mano, dell’altoatesina argento di Pechino. Nel nuoto, due specialisti due medaglie: Federico Colbertaldo negli 800 e nei 1500 stile libero ha portato due argenti a casa con 7’53” 02 e 15’.03”.90; Giulia Fabbri ha conquistato il bronzo nei 100 rana con 1’08”47, staccata di poco più di mezzo secondo dalla vincitrice.

Il Gruppo Velico

Inizialmente non inquadrata in via ufficiale negli organici delle Fiamme Azzurre, la Sezione vela aveva partecipato con buon successo alle regate nazionali della classe J24 già alla fine degli anni ’90. La creazione del gruppo ha avuto origine da un invito che la Marina Militare fece a tutte le forze di polizia per la partecipazione ad un importante torneo internazionale. Il torneo era quello denominato Accademia Navale e città di Livorno (oggi Tan). Non esistendo ancora un vero e proprio gruppo istituzionalizzato all’interno del Corpo, l’attuale responsabile del servizio navale, Bartolino Bisceglie, cercò di reclutare tra gli appartenenti, degli appassionati idonei ed esperti nella pratica velica, abbastanza ardimentosi da cimentarsi nell’attività agonistica del settore. Ci riuscì coi pionieri Ugo Ciccotti, Paolo Astore, Claudio Tuveri e Giovanni Scialò. A partire da loro, le prime esperienze importanti, i primi confronti, la prima crescita verso la creazione di un team competitivo e professionale. Dal 2002 l’attività è passata sotto la diretta gestione dell’Ufficio V del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Direzione Generale Beni e Servizi). Oltre a questo passaggio, un altro evento fondamentale: l’acquisto della barca. Affidabile ed esteticamente gradevole, la J24 in dotazione ai nostri atleti è lunga 24 piedi (circa sette metri e mezzo per intenderci). Fu varata nell’isola d’Elba nel maggio 2002, e, contestualmente, nel campionato italiano dello stesso anno, la nostra imbarcazione conquistò il 16° posto. Prima della J24 , con buone prestazioni, la barca utilizzata era Il Grifo, utilizzato in comodato d’uso. Dal 2002 al 2007, tutte le gare sono state disputate impiegando i velisti con un trattamento lavorativo di tipo ibrido: gare e servizio attivo nell’Amministrazione Penitenziaria. Nel 2007, finalmente il grande salto verso un regime di tipo professionale, che li ha equiparati a tanti altri campioni del G. S. Fiamme Azzurre. Per decisione del Consiglio Direttivo del Gruppo Sportivo è stata formalmente istituita la sezione velistica Fiamme Azzurre impegnata nella classe J24. Attualmente l’equipaggio è composto da: Fabio Delicati (timoniere), Marco Vincenti (tattica), Giuseppe Incatasciato (tailer), Francesco Maloccola (uomo d’albero) e Roberto Comodi Ballanti (prodiere). Tra i risultati recenti più rilevanti è bene ricordare la qualificazione ottenuta a S. Margherita Ligure per la finale del Campionato Mondiale 2008 a Canniggione in Sardegna. La classifica finale ha visto i nostri al 52° posto sulle 75 squadre presenti. Sempre nel 2008 è arrivata la vittoria al Trofeo Coppa Italia e nel Campionato invernale. Quest’ultimo successo è stato bissato anche nell’anno in corso. Un ottimo piazzamento, l’ultimo in ordine di tempo, è arrivato dal campionato italiano di minialtura che si è svolto nel Golfo di Nisida (Na), dal 19 al 21 giugno scorso. La particolarità di questo genere di gara è che è aperta a imbarcazioni di tipologia diversa. A seconda della caratteristiche specifiche dei mezzi sono assegnati dei coefficienti diversi da sommare o diminuire sul tempo finale delle performances. A Nisida, le imbarcazioni presenti erano 24 ed i nostri sono giunti a sfiorare il podio con una prova più che discreta soprattutto perché condotta in condizioni ambientali non facilissime. Il vento era molto debole, e, coefficienti o no, le barche più rapide in tali condizioni si sono trovate al traguardo dando alle dirette inseguitrici dei gap temporali pressoché incolmabili. I nostri alla fine sono giunti quarti, a un solo punto dai terzi classificati. La base navale della Polizia Penitenziaria ha collaborato all’evento fornendo una motovedetta che ha avuto la funzione di barca comitato trasportando la giuria. I nostri gommoni inoltre hanno agito da barche appoggio, sovrintendendo alla sicurezza e al controllo di un’area gara abitualmente molto frequentata da barche a motore che visitano il meraviglioso il golfo.