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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 02/12/2011  -  stampato il 10/12/2016


Ispettore Superiore della Polizia Penitenziaria ritrova un’anfora romana e la consegna alla Soprintendenza

Anche nei mesi di ottobre e novembre, la Sicilia offre giornate primaverili, talvolta estive, con una temperatura gradevole e un mare piatto, che invitano a batture di pesca.

Il 31 ottobre scorso, era una di quelle giornate. Il nostro Ispettore Superiore Vincenzo Stabile, in servizio presso la Casa Circondariale di Marsala, decide di effettuare una battuta di pesca subacquea nelle acque antistante il litorale di Marausa (TP). E’ un sub esperto, e conosce quei fondali come le sue tasche, essendo nato e cresciuto da quelle parti. Ad un tratto, su un fondale di circa 4 metri, qualcosa attrae la sua attenzione: adagiato nella sabbia sporge un oggetto nero di grosse dimensioni; è semi coperto dal fango e dalla sabbia, e non si capisce bene cosa sia: forse un residuato bellico?

Il nostro Ispettore Stabile si cala e comincia a scavare con le mani tutt’intorno all’oggetto e quando  affiora un manico laterale si rende conto di avere avvistato un’anfora. Siamo solo a trecento metri dalla costa, in direzione dell’antica Torre di avvistamento di Marausa. L’ispettore Stabile sa di avere fatto una scoperta eccezionale e quindi di impegna fino allo stremo nello scavare, svuotare l’anfora dal fango, disincrostarla, ed infine aiutato dal fratello che sta sulla barca riesce a tirare fuori dalle acque e riportare alla luce uno splendido esemplare di anfora del 2° - 3° secolo a.c., testimonianza dell’intenso traffico commerciale, in quei mari, in epoca romana. Alcuni anni fa, a poche centinaia di metri da quel punto era stata avvistato un relitto di un’antica nave romana sul quale, i sommozzatori archeologi della soprintendenza di Palermo, ancora lavorano per il recupero.


Vincenzo Stabile con l'anfora vinaria greco-italica

L’anfora è incredibilmente integra. L’ispettore Stabile, per alcuni minuti resta incantato da quell’oggetto, pensando a quanti secoli ha passato in fondo al mare; ma l’ispettore Stabile è una persona rispettosa delle istituzioni e pertanto chiama telefonicamente i Carabinieri del luogo, che lo mettono in contatto con la Soprintendenza Beni Culturali di Palermo, che provvede in breve tempo a ritirare l’anfora per  ulteriori accertamenti e lavori di conservazione.

Il gesto dell’ispettore superiore Stabile, ha sicuramente portato in alto l’immagine della Polizia Penitenziaria, evidenziando l’attaccamento alle Istituzioni e il rispetto delle regole. Ci auguriamo che il Dipartimento tenga in debito conto il gesto dell’Ispettore concedendo una ricompensa così come previsto dalla normativa.