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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 02/12/2011  -  stampato il 04/12/2016


Il canto ammaliatore delle sirene del DAP.

I nostri Commissari del Ruolo Ordinario, sapevano benissimo che facendo questo concorso, sarebbero andati a finire nel tritacarne del carcere: Comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria. Ma la realtà del carcere è davvero dura, e avere una laurea in giurisprudenza per stare sotto al Direttore e combattere giornalmente con sindacalisti, assistenti capo con problemi di ansia, carenze di personale, non è gratificante. Non potere nemmeno, in certi casi, firmare le domandine di congedo ordinario del personale, è una cosa frustrante. E allora? Allora si cerca di trovare una scappatoia, un distacco ad esempio al DAP. Il luogo del potere, il luogo giusto per un ex avvocato in divisa. E le sirene del DAP non fanno altro che ammaliare questi funzionari, con il loro canto melodioso: sei sprecato lì… con quella laurea… vieni da noi… abbandona il carcere… tanto il carcere va avanti lo stesso con un assistente capo...!

E allora alcuni tra i nostri bravi funzionari, cercano in ogni modo di arrivare a Roma; le telefonate concitate, i contatti via e mail, la ricerca di un appoggio politico o sindacale, per emigrare a Roma, nell’Eldorado del DAP, dove è più facile fare carriera, accumulare punteggi, ottenere docenze, curarsi le amicizie, smetterla insomma, con la routine quotidiana del tritacarne, con le domandine, con le udienze, con gli attacchi sindacali, con i problemi dei mezzi fatiscenti, con i problemi strutturali… e se nel frattempo non ci arrivano basta almeno parcheggiarsi in qualche comodo PRAP.
 
E questo perché oggi il carcere non gratifica, il lavoro del Commissario non gratifica, la dipendenza gerarchica verso un funzionario con la tua stessa laurea non gratifica, lo stesso rapporto con gli ufficiali degli altri Corpi all’esterno, non gratifica.
 
Piuttosto è opportuno che si inizi a riflettere seriamente sul futuro di questi nostri Commissari, sul ruolo, rapporto con i direttori che talvolta si divertono a sgridare i nuovi arrivati, sulla possibilità di istituire i Comandi Provinciali e creare la figura del Comandante Provinciale, così come hanno tutti i Corpi di Polizia, con avanzamenti di carriera chiari che non tengano conto di chi a Roma, può far di tutto, farsi attribuire incarichi a profusione e arrivare primo in graduatoria e invece chi lavora in carcere non ha nemmeno il tempo per grattarsi la testa…