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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 08/12/2011  -  stampato il 07/12/2016


Cassazione: riviste porno non sono beni indispensabili da poter acquistare in carcere

Un detenuto, ospite del Penitenziario di Parma, nel 2010 aveva presentato ricorso al Tar dopo essersi sentito negare la possibilità di acquistare riviste pornografiche in carcere.

Il Tribunale aveva rigettato l'insolita richiesta e il detenuto quarantenne aveva proceduto attraverso la Cassazione.

E' di questi giorni la sentenza della Cassazione che pone fine a questa storia e che fissa una linea precisa su dove arrivano i diritti e le richieste che possono fare i carcerati.

La sentenza n. 45410 dichiara che un detenuto non può ottenere degli oggetti che non siano presenti nell'elenco dei beni acquistabili con gli accordi presi con ditte convenzionate. Secondo questa sentenza, se la richiesta non viene accolta dall'Amministrazione penitenziaria perchè non presente sull'elenco ufficiale, il rifiuto non può essere considerato oltraggio e violazione del diritto del detenuto.

Le riviste pornografiche, dichiara la sentenza, non possono essere considerate dei beni di utilizzo e non sono indispensabili.

Il detenuto può comunque fare la stessa richiesta ai famigliari che potranno sempre portarla alle visite in carcere.

La Cassazione, infatti, si pronuncia a favore dell'Amministrazione penitenziaria solo perchè la richiesta del carcerato era quella di inserire le riviste pornografiche nell'elenco ufficiale dei beni che entrano attraverso le infrastrutture pubbliche.