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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 15/12/2011  -  stampato il 24/01/2017


Disordini di Ancona Montacuto: Direttore e Comandante “purgati” dal DAP, sono gli unici responsabili?

Stiamo iniziando a raccogliere i frutti di una stagione di amministrazione penitenziaria dissennata e senza prospettive iniziata più di sei anni fa. L’emergenza c’era da tempo, c’era ancora prima dell’indulto del 2006 che proprio un’altra emergenza aveva avuto la pretesa di risolvere. Il Sappe aveva già preannunciato il risultato di quella incapacità a programmare, a leggere le statistiche e prevederne le conseguenze. Paradossalmente tutto si è complicato nell’estate del 2006 dopo il famoso provvedimento dell’indulto che aveva sì svuotato le carceri, ma al quale non era seguito null’altro.

Il Sappe aveva ammonito, chiesto, supplicato, di intervenire con provvedimenti di lungo periodo come un maggiore ricorso alle misure alternative, magari con un maggiore impiego ed utilizzo della Polizia Penitenziaria nei controlli di esecuzione penale esterna. Ma in molti hanno preferito “tirare a campare” se non addirittura prendersi i meriti di una pax-penitenziaria dovuta all’improvviso dimezzamento della popolazione detenuta.

La colpa è stata sicuramente dei politici che non hanno voluto vedere al di là del proprio mandato elettorale e si sono rifiutati di impegnarsi in provvedimenti strutturali che ci avrebbero permesso, oggi, di gestire un sistema penitenziario degno di una società progredita. Ma una consistente parte di responsabilità è sicuramente da attribuire anche a quegli oscuri amministratori dipartimentali che si sono sempre nascosti dietro il proprio “anonimato mediatico”. Persone che a stento sono ri-conosciute nella nostra stessa amministrazione e che diventano perfetti sconosciuti appena varcano la soglia del DAP o dei PRAP.

In mezzo ci sono stati i vari Capo e Vice Capo Dipartimento che avrebbero dovuto fare da cerniera tra l’amministrazione reale e la politica, ma essendo loro stessi un sotto-prodotto della politica, si sono guardati bene dallo svolgere quel compito di Dirigente dello Stato che a loro è affidato e per il quale sono profumatamente pagati e riveriti da noi tutti. Avrebbero dovuto ascoltare cosa va dicendo da anni la Polizia Penitenziaria, avrebbero dovuto utilizzarla e guidarla, avrebbero dovuto difenderla e preservarla. E’ troppo facile fare discorsi di encomio durante la Festa del Corpo e poi voltarsi dall’altra parte per non sentire l’olezzo che proviene dalle carceri e in cui il Corpo di Polizia Penitenziaria lavora tutti i giorni.

Capi e Vice Capo che avrebbero dovuto visitare le carceri non solo a ferragosto e non solo “di sorpresa”.

Da mesi si susseguono disordini (e che per fortuna ancora non sono vere e proprie rivolte) in parecchie carceri. Suicidi di detenuti e poliziotti. Aggressioni, intimidazioni e ritorsioni agli agenti, ma tutto ciò avrebbe un senso e una prospettiva di via d’uscita, se ci fossero Dirigenti, uomini di Stato, capaci di prendere in mano la situazione ed assumere provvedimenti immediati, ma con uno sguardo al futuro e con un progetto nella tasca.

Ancona Montacuto per esempio. Proprio ieri sono stati “purgati” il Direttore e il Comandante di Reparto del carcere e messi a disposizione del Provveditore, appena pochi giorni dopo la “rivolta” di una ventina di detenuti iniziata nel pomeriggio dell’8 dicembre. Il giorno prima c’era stata la visita a sorpresa del Capo del DAP proprio al Montacuto.

Delle due l’una: o in Capo del DAP durante la sua visita si è accorto di storture tali da indicare nel Direttore e nel Comandante i responsabili di una situazione pericolosa (motivo per il quale i detenuti hanno protestato il giorno dopo), oppure siamo di fronte ad un classico esempio di scaricabarile e si è preferito dare subito una dimostrazione di forza e di efficienza purgando i due, sacrificandoli per non dover affrontare la nuda e cruda evidenza della propria incapacità. Perché anche se i due fossero davvero colpevoli di chissà cosa, dove erano i loro superiori durante tutto questo tempo? Chi doveva controllarli, gestirli, amministrarli, dare loro un indirizzo? Chi è a Capo di tutta questa catena di comando la quale sta pericolosamente scricchiolando da mesi e che potrebbe crollare da un momento all’altro?

Se non si ha il coraggio e la capacità di darsi una risposta magari guardandosi in faccia allo specchio, allora purghiamo pure il Comandante D’Errico che al Montacuto era arrivato nemmeno un mese fa è che da giorni era in ferie quando si è scatenata la protesta. Quello stesso Comandante D’Errico prossimo al pensionamento che aveva proposto di intitolare il Carcere di Alba alla memoria di Giuseppe Montalto e che questa stessa rivista, con un articolo di Nuvola Rossa, aveva raccolto e riproposto al Capo DAP visto che da mesi il DAP non si era nemmeno degnato di dare una risposta…

E allora viene da chiedersi se i due “purgati” non siano altro che il risultato di un disperato tentativo di interventismo per gettare fumo negli occhi della neo Ministra, che nelle prossime settimane dovrà confermare o meno l’incarico all’attuale Capo del DAP, cercandola di distoglierla dalle naturali considerazioni e bilanci che una persona saggia e competente come la Severino, spontaneamente (e speriamo velocemente) si farà prima o poi.

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