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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 29/01/2012  -  stampato il 03/12/2016


In ricordo dell’assistente capo Giuseppe Vindigni.

Giuseppe Vindigni, 40 anni, era un Assistente Capo di Polizia Penitenziaria, in servizio alla Casa Circondariale di Palermo Ucciardone; quasi vent’anni di servizio oltre la metà dei quali passati dentro la fortezza borbonica.  Uno di quelli tosti, un pendolare, temprato nel fisico e nella mente dalle dure condizioni lavorative dell’Istituto.

Era nato a Palazzo Adriano, ma aveva trovato l’amore a Sciacca, dove si era stabilito e aveva messo su famiglia; un infarto se l’è portato via prematuramente, lasciando purtroppo, inconsolabili, moglie e due figlie di 8 e 14 anni.

Io l’ho conosciuto all’Ucciardone, durante il periodo del mio comando e, devo dire, senza retorica, che era un grande lavoratore, professionalmente preparato e disponibile, allegro e dalla battuta facile, sempre pronto a dare un aiuto, a risolvere un dubbio, un problema, disposto al dialogo e al confronto costruttivo.

E’ sempre stato un punto di riferimento per tutti i colleghi.

Sorridente e altruista, amante della compagnia, cercava spesso di coinvolgere i colleghi in rimpatriate al fine di passare momenti piacevoli e per cementare l’amicizia nata tra le sezioni dell’Ucciardone.

So che i colleghi, tutti, sin da subito si sono raccolti attorno ai familiari di Giuseppe, ed hanno affollato, commossi, la chiesa per l’ultimo saluto.

Ciao Giuseppe, grazie di tutto, per quello che hai dato alla tua famiglia e all’altra famiglia, quella dei poliziotti penitenziari.

Non ci sono parole che possano descrivere il nostro dolore.

Riposa in pace e proteggi la tua famiglia e noi tutti sempre.