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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 13/02/2012  -  stampato il 09/12/2016


L'immagine del Corpo di Polizia Penitenziaria e l'apprendista stregone della Uil

A proposito della “polemica” sul comunicato della Uil che riguarda le foto segnalazioni del personale di Bolzano, vorrei tornare solo un attimo sul perché in questo sito della Polizia Penitenziaria ci si firma in forma “anonima”, ma mi dilungherei troppo e poi ognuno può leggerselo in questo intervento: (Pseudonimi e nomi collettivi: ecco chi c'è dietro Enzima e tutti gli altri...). Chi non lo capisce, se lo faccia spiegare*.

L’importante invece è chiarire un paio di cose rispetto a quanto scritto dal segretario della Uil che si è “piccato” delle opinioni espresse sul mio ultimo intervento. Ebbene, la mia critica era rivolta all’opportunità di diramare un comunicato stampa come il suo, quello pubblicato dall’ANSA alle 18.47 del  10 febbraio, in cui si faceva riferimento alla foto segnalazione di Carolina Kostner: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/trentino/2012/02/10/visualizza_new.html_77451290.html

Prima di allora nessuno tranne il segretario della Uil e i lettori dell’Alto Adige (che non mi pare si contenda il primato di letture con Il Corriere della Sera e La Repubblica) sapevano di questa faccenda, del resto lo stesso Procuratore Ruspoli e la diretta interessata Carolina Kostner, hanno pubblicamente smentito che l'atleta sia stata "fotosegnalata".

Il punto è questo: se proprio si voleva fare il nome di Carolina Kostner (e nessuno mi toglierà dalla testa che quel nome è stato fatto ad arte) lo si sarebbe potuto fare con una difesa ad oltranza dell’atleta e dei colleghi e non comunicare “la velina” in quel modo.

Leggendo i “vibranti” interventi del segretario della Uil non mi pare di cogliere nessuna difesa (degna di tale definizione) sull’onorabilità né della collega Kostner, né dei colleghi di Bolzano.

Se non quella lettera “diplomatica” al Capo DAP… in cui il segretario della Uil non prende nemmeno in minima considerazione una critica all’Ufficio Stampa e relazioni esterne del DAP, di cui invece non fa che tessere le lodi appena se ne presenta l’occasione.

Il vero dramma in questa faccenda è che ancora una volta è stato gettato fango sul Corpo di Polizia Penitenziaria, sia pure forse involontariamente per poca destrezza e, invece di protestare con chi ha il compito, la responsabilità e l’incarico di difendere l’immagine della Polizia Penitenziaria, si contribuisce a diffondere certe notizie senza prendere una posizione a difesa dei coinvolti e senza fare le opportune verifiche con i diretti interessati.

Al segretario della Uil, vorrei consigliare maggiore cautela quando si ha a che fare con l’immagine del Corpo di Polizia Penitenziaria. Mi rendo conto che la materia è ostica e che i suoi ripetuti scambi di opinioni con il Direttore dell’Ufficio Stampa del DAP non giovano alla chiarezza della faccenda…

* Ad ogni qual modo ad "un attento lettore" come Sarno non può sfuggire la pagina "Chi siamo" sulla nostra homepage (http://www.poliziapenitenziaria.it/dblog/chi_siamo.asp) laddove si possono leggere chiaramente tutti i nomi (e cognomi) dei giornalisti (si perchè qui siamo quasi tutti giornalisti iscritti all'ordine...) che compongono la Redazione della Rivista.

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