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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 13/02/2012  -  stampato il 07/12/2016


Emergenza carceri: Uil e altri a braccetto sotto la neve, smentiti dal Ministro

Ci sono sottili fili conduttori che hanno sempre contraddistinto la cosiddetta “emergenza carceri”.

Il primo è l’emergenza carceri stessa la quale, se viene annunciata ogni giorno, in ogni occasione, per anni, alla fine diventa anche un discorso un po’ inflazionato, annacquato e si rischia il famoso effetto del “Al lupo, al lupo”.

Nessuno nega che non viviamo in un clima di emergenza nel nostro ambiente penitenziario, ma le emergenze, per loro natura, devono essere affrontate in tre fasi: 1) individuare l’origine del problema, 2) porre in essere i provvedimenti tampone, 3) rimboccarsi le maniche ed operare come da punto 1 e punto 2, senza sprecare troppe energie in allarmismi che spesso generano più confusione che altro e rischiano di aggravare l’emergenza più che risolverla.

Ci sono invece persone (fisiche e giuridiche) che da questa emergenza stanno cercando (e in parte ottenendo) visibilità mediatica a spese dell’informazione, della possibilità di uscire da questa emergenza e a spese in fin dei conti della Polizia Penitenziaria e delle presone detenute stesse.

L’ultimo esempio (aggiornato a lunedì mattina del 13 febbraio 2012, e sottolineo mattina perché non si sa mai che in serata ne leggeremo delle altre) è il tanto ardito quanto goffo tentativo (in parte riuscito) di accostare l’emergenza freddo, all’emergenza carceri.

Uno dei protagonisti è il nostro “apprendista stregone” per eccellenza, che fino ad ora abbiamo ignorato per comprensione, ma che ora sta facendo pura opera di disinformazione ai danni della Polizia Penitenziaria, il Vostro segretario della Uil; gli altri protagonisti sono altri che, “sfruttando” i decessi di alcune persone detenute nelle carceri, hanno trovato conveniente accostare i decessi all’ondata di freddo che sta attraversando tutta Italia.

I FATTI

11 febbraio -  Ansa: "Se per il trentenne deceduto a Regina Coeli la morte pare essere sopraggiunta per assunzione di sostanze stupefacenti, gli altri due decessi sono avvenuti per malori improvvisi. Riteniamo - denuncia il segretario generale Uil Penitenziari - che a giocare un ruolo determinante possano essere state le condizioni atmosferiche".

12/13 febbraio: Giornalettismo: “I carcerati che muoiono di freddo”, Libero “Carceri: Uil Pa, tre detenuti morti in poche ore. Freddo tra cause”, Il Tempo “Carceri: Uil Pa, tre detenuti morti in poche ore. Freddo tra cause”, Notizie Radicali Italiani: “Viaggio nelle carceri killer d’Italia dove mancano anche i termosifoni”, AgoraVox: “Italia vandalica: morire di freddo in carcere”, etc.

Poi stamattina, il Ministro della Giustizia Paola Severino fa una precisazione…

13 febbraio - Adnkronos: Nelle carceri italiane si muore letteralmente per il freddo? "E' una vera tragedia", risponde alla 'Stampa' il ministro della Giustizia, Paola Severino che, però, a proposito dei recenti decessi di tre detenuti tiene a specificare: "Dopo i nostri accertamenti sulle ultime morti di due giorni fa, sappiamo che in un caso si è trattato di tossicodipendenza e negli altri due casi sono intervenute cause naturali – e poi il Ministro prosegue - E' ovvio che non si può morire in carcere per il freddo”.

Precisazione che di fatto, ristabilisce un po’ di verità dopo le furbesche dichiarazioni del Vostro apprendista stregone…

Vi avremmo volentieri risparmiato questo macabro teatrino, ma qui si sta giocando una partita fatta di chiacchiere e lasceremmo tutti gli apprendisti stregoni ai loro giochi se non fosse per il fatto che come ogni incauto ed inesperto personaggio che manipola cose più grandi di lui, rischia di fare danni.

A farne le spese è la possibilità di mettere in piedi un discorso serio su come uscire da questa emergenza carceri (quella vera) e quindi, se si continuerà su questa strada delle fandonie in cerca di un po’ di visibilità, a farne le spese e a pagarne il prezzo più alto, sarà come al solito la Polizia Penitenziaria!

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